Gli emendamenti Forza Italia e Pd sono inammissibili

La vicenda degli emendamenti soppressivi si è conclusa. Almeno per questa tornata di provvedimenti.

Si tratta in ogni caso di una dichiarazione di “non ammissibilità”.

Nessuna delle due parti politiche che li hanno presentati li ha ritirati. Non ci resta quindi che continuare a vigilare perché non ci siano altri agguati. Perché di questo si tratta. Alcuni dei parlamentari che hanno presentato gli emendamenti che, ripeto, non sono stati ritirati ma solo dichiarati inammissibili, siedono nelle direzioni dei rispettivi partiti e il fatto che non li abbiano ritirati e che abbiano aspettato la dichiarazione di inammissibilità non mi fa star tranquillo su un nuovo tentativo possibile nel prosieguo della legislatura.

La difesa degli interessi dei cittadini lascia sempre il passo alla tutela degli interessi dei maggiorenti, in questo caso dei costruttori. Peraltro non di tutti perché quelli sani, finanziariamente e patrimonialmente, non hanno nulla da temere dalle norme approvate. Che, tra l’altro non fanno che ribadire e rendere più efficace una norma in vigore dal 2005!!!!

Ricordo che il testo di legge approvato a gennaio è il frutto del lavoro svolto nella legislazione precedente alle ultime elezioni; lavoro condotto anche con il ministro, del PD, Orlando, di esponenti dello stesso partito e anche di coloro che all’epoca erano all’opposizione. Simili voltafaccia sono del tutto incomprensibili e lasciano sconcertati. Qui sotto l’estratto del verbale di non ammissibilità.

[2019-05-22]C. 1807-speech ammissibilità[estratto]

Due brevi considerazioni sugli emendamenti soppressivi

Due considerazioni preliminari alla vicenda che, ricordiamo, vede la proposta da parte di un gruppo consistente di parlamentari di Forza Italia e di tre parlamentari del PD, di sopprimere un articolo apparentemente laterale delle norme approvate a gennaio.
Preliminarmente il problema è l’ammissibilità dell’emendamento all’interno del provvedimento odierno, vale a dire il decreto sulla crescita. La soppressione della norma non ha alcun senso in quel contesto.
Nel merito la proposta non ha senso in quanto la norma precedentemente approvata chiarisce un obbligo che già esisteva nella 122 responsabilizzando il notaio nella fase di controllo della fideiussione e della polizza assicurativa decennale.
Dunque l’unico obiettivo è procrastinare una situazione, come l’attuale che attende entro qualche settimana, l’emanazione dei testi standard di fideiussione e decennale postuma, e garantire per un tempo X la sostanziale disapplicazione della norma approvata. La norma, per quanto pubblicata in Gazzetta Ufficiale e pienamente in vigore, ha ancora bisogno dei modelli standard della fideiussione e della decennale postuma che la commissione deve licenziare a 90 giorni dalla pubblicazione. Il lavoro va avanti ed è in fase finale, e un eventuale approvazione dell’emendamento soppressivo prolungherebbe la mora dell’applicazione operativa. Come si evince un emendamento subdolo e pericoloso che va fermato.
È un segnale preciso, politico in senso pieno, volto a costituire nel prosieguo dell’attività legislativa un diverso orientamento del Parlamento in caso di mutamento sostanziale del quadro di governo.

Ultim’ora: depositati emendamenti soppressivi alle norme approvate a gennaio

Ho appena ricevuto questi documenti che testimoniano la volontà di alcuni precisi parlamentari di sopprimere con emendamento ad hoc le norme approvate a gennaio. Si tratta di un gruppo cospicuo di parlamentari di Forza Italia e di tre del Partito democratico. Domani sceglieremo una linea per contrastare questa manovra pericolosissima. Per ora li lascio alla vostra attenzione. Inutile che vi ricordi la scadenza elettorale.

C’era una volta una legge e oggi… c’è ancora ed è migliorata

Il DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14 è nella “Gazzetta Ufficiale” di ieri, 14 febbraio 2019.

Fa parte del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. (19G00007) (GU Serie Generale n.38 del 14-02-2019 – Suppl. Ordinario n. 6)

Entrata in vigore: trenta giorni dalla pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale”, cioè da ieri.

Qui di seguito potete scaricare il testo:

Estratto-DECRETO LEGISLATIVO 12 gennaio 2019, n. 14

Da oggi la Legge di tutela degli acquirenti di immobili è più efficace!

Il 10 gennaio il Consiglio del ministri ha licenziato in via definitiva il decreto legislativo che ha introdotto il nuovo codice sulla crisi d’impresa e sull’insolvenza.
Il provvedimento con gli artt. 385/386/387/388 ha apportato alcune modifiche alla disciplina del D.Lgs. 122/2005, che tutela gli acquirenti di immobili in costruzione dai rischi di fallimento.
ASSOCOND-CONAFI – come sottolinea il Presidente Franco Casarano – ha lavorato alle modifiche approntate nell’articolato, insieme al Consiglio nazionale del Notariato.
Le nuove norme introducono l’obbligo di stipula del preliminare a mezzo scrittura privata autenticata o atto pubblico, imponendo al notaio il controllo di legalità dell’atto e, quindi, la presenza delle fideiussioni.
Il controllo è previsto anche in sede di rogito, per la presenza della postuma decennale, che non potrà essere così elusa.
In tal modo l’aggiramento della legge, finora altissima e inaccettabile, sarà certamente contenuta, garantendo ai cittadini italiani maggior sicurezza nell’acquisto della casa dal costruttore.
Si tratta di un grande risultato, per il quale vanno attribuiti particolari meriti a Marco Magni che ha tenuto e ha alimentato i rapporti col governo e i decisori tutti.
Si tratta di un risultato che auspicato nel 1987 (!), inserendo nello statuto ASSOCOND questo obiettivo ritenuto da molti velleitario, e proseguito fattivamente dal 2001, con l’aggregazione ASSOCOND-CONAFI, ha permesso un percorso intenso, faticoso e, talvolta, frustrante di affiancamento alla politica.
Oggi possiamo essere fieri di aver portato a conclusione questa impresa, a dispetto delle nostre dimensioni, ma forti delle nostre idee e della certezza di aver lavorato e lavorare, senza tanti clamori e mostrine, per quel po’ di giustizia che è consentito realizzare su questa terra.

Qui gli articoli estratti dal testo approvato, non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale.