Una buona notizia e uno sprone a lavorare meglio per CONSAP

Forse il passo decisivo per la piena applicazione delle norme contenute nell’ormai lontano dlgs 122/05 è stato compiuto. Il ministro ha firmato il decreto con il modello standard di fideiussione con il quale i notai avranno possibilità di controllare se i preliminari di acquisto-vendita dal costruttore sono a norma.

La piena applicazione della legge consentirà a CONSAP, che gestisce il Fondo di solidarietà che indennizza le famiglie vittime dei fallimenti immobiliari, di ricevere più soldi e liquidare quanto dovuto agli aventi diritto.

E qui inizia il pungolo. In occasione dell’erogazione della IV quota CONSAP si è trovata, e si trova, in notevole affanno. I ritardi nei pagamenti raggiungono i sei mesi e più. Sono inaccettabili. A giugno abbiamo avuto un incontro, per certi versi positivo. Le cose però non sono migliorate, nonostante l’impegno del poco personale destinato al Fondo che, lo ricordiamo, è di proprietà del Ministero del Tesoro. Occorre cambiare passo. Questo chiediamo a CONSAP e al Ministero.

Ora che finalmente la prospettiva dell’indennizzo completo dai danni dovuti da una legislazione carente diventa più concreto e fattibile non vorremmo che la disorganizzazione e qualche trascuratezza di troppo ne impedisse la realizzazione.

Lo chiedono e lo meritano le migliaia di famiglie, spesso gli eredi, che subirono un danno importante al loro patrimonio senza averne alcuna responsabilità e che se oggi ricevono l’indennizzo è perché hanno messo in sicurezza i risparmi dei loro concittadini prima ancora di aver ricevuto ciò che gli spetta!!!

Qui il testo del comunicato stampa di ASSOCOND-CONAFI. Invitiamo tutti i lettori del blog a dargli il massimo spazio e a farlo circolare nei social e nelle redazioni dei giornali e delle tv.

Una sintesi e un aggiornamento sulle entrate del Fondo

La prima tabella, fonte CONSAP, propone nella seconda colonna l’importo dei contributi affluiti al Fondo a partire dal 2005 in milioni di €. Nella terza gli indennizzi erogati, sempre in milioni di €. Per indennizzi erogati si intendono le quote ristorate sul c/c degli aventi diritto per le tre rate tra 2013 e 2021. Le quote risultano spalmate nel corso degli anni per effetto delle procedure di erogazione, del recupero di aventi diritto, successioni ecc.

La differenza tra quanto è in cassa e quanto è stato effettivamente erogato non tiene conto della IV quota. In ogni caso segnala una disponibilità crescente che potrebbe, e faremo in modo che lo sia effettivamente, concretizzarsi in una V quota di importo significativo. Da tener presente: l’importo dei contributi affluiti è al lordo dei costi di gestione del Fondo.

A tal proposito la tabella che segue illustra le erogazioni in percentuali del Fondo per le quattro quote distinte relative alle due sezioni in cui è articolato il Fondo. La percentuale è relativa al danno rimborsabile.

Osservazione finale. Il meccanismo di finanziamento del Fondo, a costo zero per lo Stato, e quindi per i nostri concittadini, è particolarmente apprezzabile, per almeno due ordini di motivi. 1. Ci ha consentito un monitoraggio costante del livello di applicazione della legge e quindi di intervenire, nel corso degli anni, con aggiustamenti successivi a realizzare una piena applicazione della legge. 2. Ha sottratto l’indennizzazione alle disponibilità del bilancio dello Stato e alla necessità di rifinanziamento periodico, con tutte le conseguente derivanti dalle contingenze politico-economiche.

Un profittevole incontro da CONSAP

La settimana scorsa, per la precisione il 15 giugno, abbiamo incontrato i responsabili CONSAP della gestione del Fondo.
A tema le problematiche relative all’erogazione della IV rata e i punti di criticità emersi in questi mesi.
Intanto un’osservazione importante: la disponibilità e la cortesia nei nostri confronti e, soprattutto, nei confronti di coloro che beneficiano delle provvidenze del Fondo. Consapevoli, noi perché direttamente coinvolti, loro per dovere professionale non scevro da partecipazione umana alle disavventure, gravi, e al danno patrimoniale che a suo tempo le famiglie hanno subito perdendo soldi e casa. Ci sentiamo di dire che l’impegno di CONSAP nei confronti delle famiglie non è in discussione.
I punti critici rilevati sono stati:

  1. mancato recapito lettere. La scelta di inviare le lettere con Poste italiane per i centri non coperti dal servizio di posta privato – si tratta perlopiù di piccoli centri – utilizzando Posta prioritaria ha consentito un notevole risparmio nei costi di spedizione ma ha inciso negativamente sulle consegne. Presenteranno reclamo a Poste italiane. Per le prossime rate occorrerà valutare diversamente i servizi a cui ci si affida.
  2. La tempistica di liquidazione delle quote. Qui il problema è legato essenzialmente al personale. Le attività che caratterizzano la gestione del Fondo sono tali per cui la struttura non può che essere snella. Normalmente si limita a registrare i flussi di denaro che confluiscono al Fondo grazie all’applicazione della legge (prelievo del 5permille sulle quote assicurate), attività questa che non giustifica la presenza di molto personale. Ovviamente quando si tratta dell’erogazione occorre impiegare più personale. Questo tema è stato oggetto di forti limitazioni di budget da parte del ministero del Tesoro, da cui dipende Consap. Da qui i forti ritardi dal momento in cui si è dovuto gestire il ritorno delle lettere non consegnate e disperse, la verifica delle dichiarazioni di notorietà ecc. La sovrapposizione verificatasi tra queste diverse procedure ha rallentato tutto il processo.

Su questo voglio spendere due parole nette sui funzionari che presiedono e lavorano sulle pratiche: l’impegno e lo scrupolo sono decisamente all’altezza e, soprattutto l’avv. Simona Rotasso, sta lavorando facendo fronte alle difficoltà. In questo proseguono l’atteggiamento avuto, fino a quando è stato tra noi, dal dott. Paolo Panarelli, che dimostrò all’epoca della costituzione del Fondo la sua notevole professionalità unita alla partecipazione umana alle vicende e alle problematiche, spesso drammatiche, che ruotano intorno ai fallimenti immobiliari.

  1. Questione call center. La scelta che hanno fatto inizialmente aveva un suo perché: fornire informazioni generiche sulla situazione e indirizzare l’istante nella giusta direzione. Si è verificato però che gli utenti hanno iniziato a chiedere frequentemente notizie sulla propria pratica e lo stato di lavorazione. Sono però dati in possesso di coloro che processano la pratica. Un eccesso di domande in tal senso, considerate sempre lo scarsissimo numero di addetti, rallenta notevolmente il loro lavoro. L’effetto complessivo di questo subisso di richieste di informazioni è stato quello di rallentare ulteriormente la procedura di erogazione. Lo stesso dicasi dell’uso delle mail. Abbiamo visto mail di persone inviate più volte al giorno e per settimane. In un caso c’è stata anche una denuncia per stalking: parolacce, insulti reiterati per decine di volte al giorno. Così le cose non funzionano e possono solo peggiorare intralciando e peggiorando le condizioni di lavoro.
  2. La cosa migliore che si può fare, a questo punto, è lasciare il tempo necessario per lo smaltimento delle mail e delle dichiarazioni inviate. La garanzia che ci è stata data è che TUTTE VERRANNO CONSIDERATE ED EVASE, è del tutto inutile sollecitare e continuare a insistere nel conoscere lo stato della propria pratica. Da tenere presente per non farsi prendere dall’angoscia: non appena la dichiarazione debitamente compilata viene letta, l’operatore valuta se c’è qualcosa che non va, nel qual caso risponde. Nel caso in cui la dichiarazione è corretta, la passa alla fase successiva. Ma torno a ripetere: tutto sarebbe avvenuto in tempi umani se non ci fossero state da gestire le lettere non consegnate, il conseguente reinvio, l’attesa della risposta e la reintroduzione della domanda nel processo di erogazione. Un’altra considerazione: in molti casi l’istante, giustamente dal suo interesse, è impaziente, vuole ricevere il dovuto, ma si dimentica che non ha di fronte il suo personal trainer, ma una persona che deve rispondere ad altre sollecitazioni pari alla propria e con eguale urgenza. L’imbuto è evidente, ma non è possibile, per il discorso che ho fatto all’inizio, dimensionare un servizio solo sulle punte di attività richieste, se ci va bene, ogni due anni. Si può ovviare, ed è quello che abbiamo chiesto a CONSAP, con la richiesta al ministero del Tesoro di più personale, anche a tempo determinato. Qui si entra però in un discorso difficile che coinvolge gli indirizzi generali del ministero, la valutazioni di spending review ecc. Considerazioni sulle quali abbiamo espresso la nostra più netta determinazione a far notare al Ministero che il Fondo, a costo zero per lo Stato e per i cittadini, ha un credito morale su tutti gli altri. Dico tutti perché non mi risultano, se sbaglio chiedo scusa, fondi che gestiscono flussi di denaro che provengono dalla messa in sicurezza del processo di acquisto e vendita della casa e dalle libere transazioni tra privati come è l’acquisto della casa dal costruttore. Su questa questione siamo stati piuttosto netti: il Ministero deve essere più fattivo nei confronti delle esigenze e delle necessità di buon funzionamento del Fondo. Abbiamo anche espresso la nostra disponibilità a muoverci a livello politico, nei limiti dei rapporti che ancora abbiamo con parlamentari e personaggi che hanno lavorato a suo tempo sulla legge e sulla sua approvazione per favorire un cambiamento di “politica” dal parte del ministero. Non è una cosa facile. Più semplice è attenersi a comportamenti che fluidifichino il processo di vidimazione e pagamento delle quote. Se proprio dobbiamo fare le nozze coi fichi secchi cerchiamo che almeno i fichi siano buoni.
  3. Abbiamo sollevato la questione degli indirizzi errati. Hanno riconosciuto che il sistema informatico su cui si appoggiano, software e manutenzione esterni a CONSAP, ha avuto dei problemi. Abbiamo fatto presente il paradosso di lettere inviate a indirizzi ancora validi alla seconda rata, corretti nel caso della terza e spediti erroneamente all’indirizzo della seconda per effetto di qualche malfunzionamento nella gestione del database. Per quanto una situazione del genere sia inaccettabile rimane il fatto che è solo CONSAP che può intervenire nei confronti della società che ha in gestione il sistema informatico. Questa situazione non impatta minimamente sul diritto riconosciuto che rimane ancorato all’ammissione a godere dei benefici del fondo a suo tempo certificato dalla procedura di ammissione. Quindi nessuna preoccupazione in tal senso: gli errori riguardano solo l’anagrafica.

Sulla questione della V rata la situazione è questa. A settembre faranno una campagna di informazione in cui si avviserà che per le persone che non hanno risposto da più di dieci anni alle richieste di documentazioni per accedere al fondo verrà tolta le quote a loro riservate finora. Si libererà una discreta quantità di denaro in grado di coprire l’erogazione della V rata. Unito al fatto che mensilmente il Fondo viene alimentato da circa 1 milione e 400mila euro di media, diciamo che siamo messi bene. SONO SOLDI CHE ARRIVERANNO AGLI AVENTI DIRITTO! Questa è una notizia confortante che ci induce a pensare positivo, nonostante le difficoltà che abbiamo incontrato in questi mesi. Sarà inevitabile, quindi, uno slittamento ai primi mesi del prossimo anni dell’inizio della procedura di erogazione della V rata. Cosa peraltro auspicabile: meglio che si esaurisca correttamente il pagamento della IV per poi iniziare con la V avendo risolto o messo a punto i problemi sollevati.
In definitiva e per concludere. 1. abbiamo riavviato un rapporto significativo con CONSAP, forse negli ultimi anni un po’ allentato. Rapporto nel reciproco riconoscimento delle proprie prerogative e distinzioni: a gestire il fondo è CONSAP non ASSOCOND-CONAFI. Ma il contributo che possiamo dare è importante per sciogliere i nodi burocratici che si presentano. La natura di questi nodi è quasi sempre dovuta a decisioni che non sono nella disponibilità di coloro che concretamente operano. Siamo in Italia, non dimentichiamolo (anche se, credo, nessuno è perfetto, neppure in altri Paesi e la burocrazia è un elemento critico per tutte le società). 2. Da parte di CONSAP ci è stato più volte ribadito che sono pienamente consapevoli delle caratteristiche particolari delle persone che stanno dietro i risarcimenti previsti e delle storie, spesso drammatiche e dolorose, che hanno seguito la perdita della casa e dei sacrifici che questi eventi hanno comportato per migliaia di famiglie. Che il Parlamento lo abbia riconosciuto subito al momento dell’approvazione della legge è motivo di orgoglio e di determinazione nel proseguire fino al pieno raggiungimento degli effetti previsti dell’applicazione della legge. Con l’approvazione degli ultimi decreti ministeriali relativi ai modelli standard di fideiussione e decennale postuma il processo di piena applicazione della legge è giunto alla sua conclusione. Il Fondo, la cui durata è prevista a oggi fino al 2030, darà un ristoro che per troppi non è stato sufficiente a lenire i danni provocati dall’assenza di garanzie per troppo tempo vigente nel nostro ordinamento. Molti sono padri hanno lasciato ai figli ciò che non avevano potuto ottenere in vita. Molti sono stati nostri amici e compagni nella lotta per ottenere la legge e a questi va il nostro ricordo e la nostra gratitudine.

Per ASSOCOND-CONAFI Riccardo De Benedetti e Marco Magni

Continua il trend positivo del Fondo

Introiti al 30/09/2021      116.996.952 €
introiti  2° quadrimestre 2021  4.802.039 €
scostamento su 2° quadrimestre 2020  +79,44%

Attenzione: questi dati non ci dicono quanti soldi il Fondo ha a disposizione al netto delle quote di indennizzo già erogate e complessivamente. Ci danno solo l’immagine, per noi significativa, della dinamica. Come visualizzerete nella grafica, si tratta, pur con i suoi alti e i suoi bassi, di una tendenza che, a partire dagli ultimi emendamenti approvati nel 2019, risulta in crescita.

Siamo in attesa delle delibere del fondo in merito alla quarta quota di indennizzo.

La serie storica delle entrate a partire dal gennaio 2019

I dati aggiornati al 31 dicembre 2019 sugli introiti del Fondo

CONSAP ci ha fornito i dati aggiornati sulle entrate

Del Fondo. Cominciano a farsi sentire gli effetti dell’applicazione delle nuove norme. Introiti al 31/12/2019       98.140.741 €

introiti  3° quadrimestre “19   2.386.284 €

scostamento su 3° quadrimestre “18  +1,47%

introiti  4° quadrimestre “19    2.281.145 €

scostamento su 4° quadrimestre “18   +10,43%

Auguri di Buon Natale a tutti gli utenti di questo blog (con annessa lettura)

Non ho grandi annunci da fare, a parte l’augurio che l’erogazione della terza rata di risarcimento sia arrivata ai più in tempo per le festività natalizie.

Per i più secchioni, però, rendo disponibile un articolo, tecnico certo, ma importante, del notaio Enrico Maria Sironi dedicato alla normativa da poco introdotta per garantire una più vasta e completa applicazione della legge di tutela degli acquirenti.

Indipendentemente delle competenze specifiche di ognuno val la pena almeno scorrere le pagine di Sironi per rendersi conto della profondità dell’intervento effettuato con l’introduzione delle nuove norme. Eravamo convinti fin dal 2004, anno di approvazione della Legge, di aver innestato un cambiamento delle regole del gioco nella compravendita di immobili in costruzione.

A distanza di tanti anni abbiamo la prova provata che il D.lgs 122 che seguì la legge delega non era estemporaneo e nato sulla base dell’emergenza, ma un diverso e più avanzato modo di orientare il mercato delle case verso la qualità e la trasparenza tra impresa costruttrice e mercato.

Il testo del notaio Sironi, che ringraziamo ancora per il validissimo contributo dato alla causa, è lì a dimostrarlo.

Qui potete scaricare l’articolo del notaio Enrico Maria Sironi.

Alcune precisazioni sulle diverse quote di indennizzo da parte del Fondo

CONSAP informa gli aventi diritto che “sulla base delle disponibilità accumulate per ciascuna sezione del Fondo” l’erogazione della terza quota di indennizzo risulta essere: 4,94 per la sez. 1 e 8,62 per la sez. 2.

Come si spiega una differenza così significativa?

Non c’è un vero e proprio squilibrio tra le due sezioni, ci è stato spiegato. All’epoca della seconda quota sulla sez. 2 gravava un contenzioso, relativo a un caso di fallimento, che ha reso necessario l’accantonamento di una certa cifra. Risolto questo contenzioso ora questa cifra viene liberata e “restituita” alla ripartizione della sez. 2 del Fondo. Di qui la diversa percentuale che viene distribuita alle due sezioni.