Le ultime, vere, notizie sulla VI quota

In settimana abbiamo parlato con CONSAP nella persona del nuovo direttore, Vittorio Garrone, che sostituisce la dott.ssa Luana Bucalossi passata ad altro incarico.

Il dott. Garrone già nei primi anni si era occupato del fondo, persona di assoluta affidabilità, e ci ha confermato l’approvazione del conto economico 2024, pertanto potrà partire la procedura per la liquidazione della VI quota che confidiamo sia più sostanziosa della V in quanto cumula le entrate del 2023 e del 2024.

Vi invitiamo a non telefonare al call center di CONSAP perché non allineato con le informazioni. Telefonare intasa altri servizi di CONSAP. Per tutte le informazioni sui tempi di erogazione della VI quota rivolgetevi a noi.

Nelle prossime settimane avremo un incontro con CONSAP per vedere come apportare miglioramenti alla piattaforma digitale utilizzata per l’erogazione della V quota.

Le entrate del fondo per il primo semestre del 2025

Su base annua, sempre relativamente al primo semestre, abbiamo un incremento del 3,87 rispetto al 2024. Su base mensile hanno inciso pesantemente maggio e giugno. Speriamo sia solo segno di uno scostamento solo congiunturale. In realtà in termini assoluti anche maggio e giugno hanno visto entrate in crescita.

A quanto ne sappiamo a fine anno dovrebbe essere deliberata la VI quota che, ricordo, ripartirà la cassa consolidata dal bilancio del 2024. Le entrate del 2025 saranno ovviamente escluse dal conteggio.

Con l’occasione i più cordiali saluti a tutti i lettori del blog.

Gli auguri più partecipi a tutti i frequentatori del blog… con una notizia non bellissima

Nel porgere i miei auguri per un Santo Natale e un altrettanto felice 2025 a tutti i frequentatori di questo blog mi rincresce informarvi che il bilancio approvato giovedì scorso dal cda del Fondo non permette a CONSAP, ai sensi di legge, di erogare al VI quota.

La legge prevede l’erogazione della quota quando la percentuale erogata sia almeno pari alla metà della prima quota erogata. La prima quota fu pari per la Sezione 1, al 7,93% dell’indennizzo riconosciuto; per la Sezione 2, all’8,13% dell’indennizzo riconosciuto. Gli importi attualmente in cassa costituiscono il numeratore del rapporto con l’esposizione del Fondo (171.422.407,40 per la sez. 1 e 174.322.603,90 per la sezione 2) da cui poi si ricavano le percentuali ad oggi astrattamente liquidabili, ossia il 3,68% per la sez 1 e il 3,50% per la sezione 2, quindi per un fil di lana meno della metà della prima quota erogata.

Non posso in questo momento addentrami nella tecnica bilancistica che ha portato a questo risultato. Sarà l’occasione per una riflessione che farò in questa breve pausa per il prossimo post.

Sbollito il rammarico e la delusione non posso che rinnovare a tutti gli iscritti i nostri auguri. Sempre a disposizione per le posizioni ancora non liquidate e per ogni altra evenienza relativa al Fondo. Riccardo De Benedetti e Marco Magni.

La VI quota è alle viste?

La risposta, dopo l’incontro con CONSAP dell’altro giorno (8 ottobre) è purtroppo non confortante. Non è ancora stato approvato il bilancio relativo al 2023 e senza bilancio approvato non è possibile deliberare alcuna erogazione. Si prevede prima della fine dell’anno, per quanto non ci sia stata comunicata alcuna data.

Non è possibile, quindi, determinare con precisione l’importo disponibile all’erogazione che, secondo la legge di istituzione del fondo, deve essere almeno pari alla metà della prima quota erogata, allo stato il 4% del danno riconosciuto. Nel caso la cifra assoluta, rapportata alla V quota, dovrebbe essere uguale o superiore ai 14 milioni di €. Se dovessimo fare affidamento esclusivamente alle entrate registrate nel 2023 vi arriveremmo a stento; con i versamenti del 2024 certamente. Ma le entrate del 2024 avrebbero bisogno dell’approvazione di bilancio nel 2025 e, se tanto ci dà tanto, questo avverrebbe tra un anno. Spostando di un anno la delibera che avverrebbe alla fine del 2025 – come è avvenuto per la delibera della V quota decisa il 22 dicembre del 2023.

Ballano, ma non sappiamo come, i milioni smobilizzati degli accantonamenti previsti dalle circa 600 domande che non hanno mai avuto seguito per mancato invio della documentazione. Speriamo che concorrano significativamente a superare già da questo bilancio la soglia dei 14 milioni.

Rinnovo l’invito a rivolgersi a noi per favorire la conclusione delle pratiche di liquidazione ancora in sospeso. I dati per contattarci sono: riccadebe@yahoo.com e 3482897669.

Lo stato dell’arte dell’erogazione della V quota secondo CONSAP

Ieri abbiamo avuto un incontro in sede CONSAP a Roma con la responsabile del Fondo. Prima di aprire il capitolo VI quota e quello sui possibili, e necessari, miglioramenti sulla procedura di erogazione delle quote ci preme fornire le cifre relative all’erogazione della V, non ancora completata.

Gli aventi diritto sono 7.880. Di questi sono stati già liquidati 3.250. Le mail inviate sono state 6.631, ma ad accreditarsi, a oggi, sono stati 5.108. Di questi 4.827 hanno inviato la documentazione richiesta, i rimanenti non ancora. Di quelli accreditati sono ancora da lavorare e istruire 1.151. Di quelle lavorate risultano incomplete 426.

Passiamo alle cifre relative all’invio delle lettere postali inviate a coloro di cui CONSAP non aveva l’indirizzo di posta elettronica: sono ben 1.680. Di queste 150 sono state liquidate e vanno ad aggiungersi alle 3.250 domande del lotto profilato digitalmente. Di coloro che hanno ricevuto la lettere solo 450 si sono accreditati al portale, cosa che potevano fare attraverso le credenziali fornite nella lettera. Di conseguenza 1.200 ancora non si sono accreditati.

Da queste cifre – al netto degli errori possibili negli appunti che abbiamo preso – risultano ben 1.523 posizioni di cui non sappiamo se abbiano o meno ricevuto la lettera per vedersi liquidata la quota.

Dal nostro punto di vista e, soprattutto, dal ruolo istituzionale che ricopriamo in base alla nomina ministeriale in commissione consultiva, il problema è abbassare fino ad azzerare il numero di coloro che non sono in grado di esercitare il loro diritto all’indennizzo non per loro volontà ma per disguidi o cattiva gestione dell’anagrafica. Va detto però che gli strumenti offerti da CONSAP per esercitare il diritto, nonostante i problemi riscontrati di implementazione della piattaforma digitale, hanno bisogno della necessaria adesione degli utenti, unita a diligente attenzione.

Assocond-CONAFI supporta coloro che ne avessero bisogno nell’accesso al proprio profilo; nella compilazione e nell’invio delle domande e invita chi ha contatto con noi a segnalare ai vicini di casa o conoscenti della possibilità di essere seguiti da noi.

Qualche riflessione a lato della vicenda CONSAP… … un lato che potrebbe dirsi un “oltre”

La scelta di digitalizzare l’indennizzo previsto dal dlgs 122/05 e successive norme attuative ha due motivazioni essenziali:

1. La prima è temporalmente vicina: circa 1700 domande non sono state recapitate agli aventi diritto in occasione dell’erogazione della IV quota. Un dato pesante che mette in discussione l’idoneità della CONSAP ad assolvere i compiti previsti dall’Atto di concessione sottoscritto il 28 novembre del 2006 tra ministero dell’Economia e CONSAP. La concessione ne attribuisce quattro:

A- verifica dei contributi che affluiscono al fondo da parte degli intermediari – banche assicurazioni

B- le istruttorie delle richieste pervenute dalla platea delle vittime

C- predisposizione e attuazione dell’informazione in linea con gli indirizzi del Comitato consultivo di cui fa parte ASSOCOND-CONAFI

D- L’erogazione degli indennizzi.

Se per i primi tre si può, fino a prova contraria, riscontrare un sostanziale adempimento di quanto previsto dalla legge, con la perdita progressiva di erogazioni, documentata in maniera eclatante dal caso della IV quota, non si può dire altrettanto del quarto compito: l’erogazione degli indennizzi. E non è solo una questione di lentezza, si tratta proprio della progressiva dispersione/scomparsa degli aventi diritto. Tante le cause, qualcuna attribuibile a stanchezza e disinteresse da parte degli stessi beneficiari, magari eredi, in situazioni abbastanza dolorose, vista la natura del danno patrimoniale subito in relazione a un bene, la casa di abitazione, tutelato, in apparenza, dalla stessa carta costituzionale.

La causa maggiore è però ascrivibile alla colpevole trascuratezza con la quale è stata gestita l’anagrafica. Indirizzi errati; aggiornati male, vale a dire non aggiornati, pur in presenza di segnalazioni degli aventi diritto certificate da pec e altri strumenti a CONSAP e da essa non riscontrate. Di qui la necessità di muoversi verso un rinnovo della piattaforma informatica. Rinnovo, perché comunque CONSAP aveva subito dall’inizio, informatizzato la procedura di acquisizione delle domande e il loro trattamento.

2. La seconda motivazione è, in qualche misura, esterna alla storia e conformazione del Fondo e riguarda l’intervento sempre più massiccio delle iniziative della Commissione europea: nel 2010 l’Agenda digitale; nel 2020 le direttive di Plasmare il futuro digitale dell’Europa e successivi interventi. Tutte più o meno recepite da direttive nazionali, soprattutto da parte delle diverse amministrazioni pubbliche. Non è qui il caso di discutere – anche se ve ne sarebbe la necessità pubblica – come e in che modo questi obiettivi di “digitalizzazione” migliorano la vita dei cittadini e ne rispettino i diritti fondamentali. Nel nostro caso qualche dubbio corre, se non altro perché pongono molti cittadini anziani in una condizione di ansia e frustrazione, accentuando il senso di superfluità ed emarginazione della propria dimensione sociale, dalla quale nel nostro caso dipende anche un preciso e specifico diritto alla riparazione di un danno subito per grave negligenza legislativa dello Stato italiano.

Rimane, a conclusione, da porre alcune domande a CONSAP, alla luce di quanto è successo e ancora non è stato risolto nel contesto di cui sopra.

Davvero l’inefficienza che quotidianamente riscontriamo nella tempistica degli indennizzi è attribuibile solo a un’organizzazione del lavoro disordinato e non all’altezza delle aspettative dell’utenza? Sono personalmente convinto che questa inefficienza non dipenda da scarsa volontà o da negligenza lavorativa. Così come non credo dipenda esclusivamente dalla mole di adempimenti burocratici che la verifica delle domande necessariamente richiede.

Credo che l’impossibilità, per fare un esempio, di individuare chiaramente il criterio cronologico nel pagamento delle quote dovute sia la conseguenza, e non la sola, di una frettolosa implementazione del sistema informatico.

E per quanto riguarda la dispersione degli aventi diritto, assolutamente inaccettabile, si tratta di porre rimedio con tutti i mezzi possibili. Uno dei quali prevederebbe, se fosse mai stato messo in opera, l’incrocio dei dati, quelli presenti nel database iniziale di CONSAP e quelli, nuovi, che via via si acquisiscono.

Di queste inadempienze CONSAP è inevitabilmente responsabile nei confronti dei cittadini e della legge che, in questo modo, non verrebbe rispettata nella sua sostanzialità. Vero che non c’è scritto da nessuna parte nella concessione in quanto tempo i risarcimenti, una volta decisa l’erogazione, debbano venir liquidati, ma la dovuta celerità nell’erogazione è parte integrante della legge che ha previsto l’indennizzo. Così come è parte integrante il mantenimento degli aventi diritto all’interno delle procedure di erogazione.

A sostegno di una battaglia

Mi permetto, dopo quattro mesi di intenso lavoro, di segnalarvi la possibilità di sostenere l’azione di ASSOCOND-CONAFI attraverso due strumenti.

  1. Devolvere il 5‰ all’associazione utilizzando in dichiarazione dei redditi il CF: 97053520157.
  2. La consueta iscrizione di € 30,00 da effettuarsi utilizzando il seguente IBAN: IT33H0623001634000015205583 CREDIT AGRICOLE AG. DI MILANO 44, con causale 2024.

Ringrazio coloro che si iscriveranno – ovviamente per quelli che già lo hanno fatto l’invito non vale ma valgono i ringraziamenti! 

Un appunto sull’oltraggiosa burocrazia

Il tempo, risorsa per definizione scarsa, se non scarsissima, passa. Per CONSAP il dossier delle cose fatte male e delle cose neppure fatte e che si sarebbero dovute fare si ingrossa ogni giorno di più. E non è solo questione di ritardi nei pagamenti. Ci sono casi di errori grossolani nella scrittura, nei dati; codici fiscali da correggere; mail da verificare con attenzione. Insomma la manutenzione ordinaria di un servizio pubblico a costo zero per lo Stato che paghiamo noi “indennizzabili”.

Inevitabile tributo alle abituali e deprecabili disfunzioni burocratiche? Anche, ma non solo. E soprattutto la sensazione, che spero venga corretta nel seguito di questa vicenda, di trovarci di fronte agli esiti, inevitabili, di anni di trascuratezza. Diciamocela tutta: nessuno, in CONSAP, come al MEF pensava, che il Fondo avesse le risorse necessarie ad assolvere al compito impostogli dalla legge: indennizzare gli aventi diritto dopo decenni di mancate tutele per gli acquirenti di immobili in costruzione. La ratio della legge la potete leggere dal primo post di questo blog in poi!!!

In questi ultimi tre anni di lavoro intorno alle sue inefficienze – ricordo i ritardi inammissibili nel pagamento della IV quota avvenuti per gli indirizzi errati e non modificati nell’anagrafica, e non ancora risolti – mi sono convinto della distanza che corre tra le legittime aspettative dei beneficiari, sancite e garantite dalla legge, e le pratiche dei gestori del Fondo.

Cerco di sintetizzarla. Per i beneficiari il Fondo è un mezzo per vedersi riconoscere il proprio diritto all’indennizzo. Prima si estingue meglio è, significa che il danno subito è stato cancellato, almeno sul piano monetario. Per i gestori il Fondo è un fine. La sua durata è segno di continuità della funzione; garantisce lavoro e prestazioni; mette alla prova capacità organizzative e professionali e, alla fin fine, permette qualche medaglietta al manager di turno che potrà vantare ai piani alti del ministero le proprie abilità. E qualche prebenda in più. Per noi tanto entra nel fondo tanto deve uscire e il più in fretta possibile. Per la burocrazia qualcosa deve sempre fermarsi sul fondo della vasca in cui nuotano i pesciolini della trascuratezza, della negligenza, della distrazione… insomma i soliti suoi vizi.

A questa situazione si potrebbe facilmente adattare l’affermazione evangelica: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato” (Mc, 2,27).

Riflessioni su alcuni dati fornitici da CONSAP

Mercoledì 8 maggio abbiamo avuto una lunga video-conferenza con i vertici del Fondo gestito da CONSAP. Ringraziamo Luana Bucalossi e le sue valide collaboratrici, Simona Rotasso e Cristina Ioli, per la larga disponibilità mostrataci nella spiegazione della situazione patrimoniale del Fondo. Tema sul quale, però, stiamo svolgendo approfondimenti e valutazioni che ora non siamo in grado di fornire e presentare ai lettori di questo blog.

Nell’incontro le responsabili operative del Fondo ci hanno comunicato alcune cifre. Provo a sintetizzarle mettendole in fila e a trarre poi qualche indicazione circa le cose da fare che presenteremo a CONSAP in un secondo momento.

Ecco le cifre:

  • gli aventi diritto all’indennizzo sono 7.880
  • all’8 maggio sono state inviate 6.412 mail (tutte in una volta a gennaio)
  • si sono accreditati, vale a dire hanno aperto il loro profilo e scaricato la dichiarazione, 3.800 istanze
  • 2.612 istanti, quindi, non hanno ancora avuto accesso al loro profilo. Di questi quanti sono quelli che non hanno ricevuto la mail perché CONSAP aveva indirizzi errati o disattivati?
  • verranno inviate a breve 1.468 lettere postali a coloro che non hanno la posta elettronica (da questi sono esclusi quindi i 2.612 che non si sono accreditati).
  • i mandati di pagamento saranno da ora settimanali e non più quindicinali.

Naturalmente il dato più delicato per fornire una valutazione del lavoro svolto da CONSAP sarebbe stato quello relativo alle domande trattate quotidianamente o almeno settimanalmente, ma su questo non abbiamo avuto dati certi. Credo, ma senza dati attendibili, che su questo gravano alcuni disservizi ascrivibili al mal funzionamento del server approntato alla bisogna.

Fa parte di quello che chiamo il “lato oscuro” della situazione anche l’asserita impossibilità a fornire il dato relativo alle mail non recapitate, perché errate, al momento del massiccio invio di gennaio. Un buon amministratore di server ha la possibilità di accedere al file log che registra le mancate consegne delle mail. Su questo aspetto, di assoluto valore, perché consentirebbe di distinguere tra quelle errate e quelle disattivate o inesistenti, si gioca la possibilità di ridurre il numero di coloro che non sono stati ancora raggiunti dalla procedura di erogazione della V quota.

In tal senso, le stesse considerazioni andranno fatte in relazione al prossimo invio delle lettere postali. Se attingono all’indirizzario che ha dato pessima prova di sé nel caso della IV quota – ma credo anche seppure in misura minore della III – il risultato non potrà essere molto confortante se ancora rimangono non pagate circa 1700 posizioni della IV quota. Qualcuna sarà stata recuperata dall’invio delle mail, ma qualcuna, e non poche, si aggiungerà alle 2.612 posizioni non accreditate aumentando il numero di coloro che non riceveranno l’indennizzo.

Questo aspetto è di fondamentale valore per la piena applicazione del diritto di indennizzo sancito dalla Legge. Per quanto si sia tentati di attribuire la responsabilità dei mancati pagamenti anche – e sottolineo anche – agli interessati e alla quota parte di negligenza (c’è purtroppo anche quella), la maggior parte però dipende dalle “cattive” pratiche messe in campo da CONSAP nel corso degli anni e, in questa circostanza, da una non accurata implementazione del database degli indirizzi mail.

Su questo aspetto, unito alla facilitazione delle procedure di accredito per gli utenti della piattaforma, si giocherà il successo del processo di erogazione, di questa come delle prossime quote.