Aggiornamenti su Rolanda Ceni e Daniele Moscardi

Una lettera di Domenico Cotroneo ci aggiorna sul caso Rolanda Ceni-Daniele Moscardi.

Cari Amici di Conafi e Assocond, venerdi 8 gennaio siamo andati a casa di Rolanda Ceni e di Daniele Moscardi ad aspettare insieme a loro l’arrivo dell’Ufficiale Giudiziario che avrebbe dovuto cacciare di casa i nostri amici di Reggello.
Ci siamo ritrovati immersi in un’atmosfera kafkiana quando l’ufficiale di turno ha recitato, come da copione, tutta la prassi con le frasi di circostanza del caso e raccomandando alla coppia di Reggello di trovarsi una sistemazione alternativa poichè ha dato tempo fino al 16 marzo 2004 per liberare l’immobile.
Ha fatto sapere chiaramente e senza mezzi termini che il 16 marzo, salvo ripensamenti del giudice delle esecuzioni, ci sarà la forza pubblica che metterà fisicamente fuori Daniele e Rolanda se faranno opposizione al rilascio dell’immobile.
Nel rapporto che ha compilato l’ufficiale giudiziario ha voluto sapere le generalità dei presenti i quali hanno fornito i loro nominativi, infatti erano presenti; Domenico Conafi, Adriano Conafi, Francesco Conafi, Stefano Conafi, Ferdinando Conafi, e anche Mirco Conafi, cineoperatore di Report venuto da Bologna per l’occasione, filmando il tutto in maniera anonima e confermandoci che la trasmissione sui fallimenti immobiliari andrà in onda nella 2° puntata della nuova edizione che inizierà il 29 febbraio 2004.
«Come vede, caro ufficiale, siamo una grande famiglia e la prossima volta chiameremo anche altri parenti perchè noi siamo una famiglia numerosa ed eviteremo che si compia una ennesima ingiustizia. Rolanda e Daniele hanno tirato fuori 350milioni per comprarsi questa casa e per colpa di un meccanismo perverso sono considerati occupanti senza titolo, degli abusivi che stanno ostacolando coloro che gli hanno comprato la casa all’asta per 225milioni e che poco gliene importa di rientrare in possesso di quanto hanno tirato fuori offrendogli addirittura dei soldi in più per ritirarsi, gli affari sono affari. Ma i nuovi acquirenti dovranno fare i conti con i rischi che comporta questo incauto acquisto».
Con queste parole abbiamo reagito alla fredda esecuzione dell’ufficiale che, incolpevole per l’ingrato compito assegnatogli dal Giudice delle esecuzioni, si è ritrovato davanti persone consapevoli di potersi ritrovare nella stessa situazione degli amici di Reggello.