Segnalo il carteggio tra l’on. Lino Duilio, primo firmatario della legge 210, e il notaio Paolo Pasqualis, della vicepresidenza del Consiglio Nazionale del Notariato.
Vi si riscontrano le ben note obiezioni dei notai alla legge più qualche considerazione non del tutto appropriata in relazione all’impatto sociale del problema: un conto è il problema del sommerso e dei pagamenti in nero un conto è il fatto, incontestabile e assolutamente non smentibile, che l’Italia, prima della legge Duilio, era l’unico paese al mondo a non prevedere nessun tipo di protezione dell’acquirente nei confronti dei rischi di fallimento dell’impresa costruttrice. La fideiussione è un istituto di garanzia presente in moltissime legislazioni europee, Francia in primis, in grado di evitare il danno a carico dell’acquirente. Questo era il problema e questo si doveva risolvere.
Su questo dato la categoria continua a glissare più o meno elegantemente, continuando a presentare la situazione italiana come particolare e specifica, non rendendosi conto che è proprio questa peculiarità da paese arretrato che va superata. Se il meccanismo fideiussorio funziona in Francia e altrove perché non deve funzionare da noi? O forse piuttosto non lo si vorrebbe far funzionare?