«Dedalo», bimestrale di ASSIMPREDIL ANCE, costruttori vuole regole certe e rispettate

Dedalo», rivista bimestrale di ASSIMPREDIL ANCE, costruttori lombardi. Trendy, molto, con comitato di redazione eccellente ecc. Claudio De Albertis, persona che stimo, presiede l’organismo imprenditoriale. Nel numero 19 di questo giugno perora la causa della semplificazione. Lo fa con belle parole. Dice anche: «abbiamo bisogno di uno Stato fortemente presente che controlli e assicuri un sistema di regole certe e rispettate». Beh, nel nostro caso ci sono, ma a non rispettarle sono gli imprenditori Quanto ai controlli li stiamo chiedendo, diremo anche chi non li vuole. Spero non ci sia tra questi ANCE.

CONSAP ci nega, per ora, i dati sui versamenti al Fondo

Dopo la Lettera aperta al Parlamento CONSAP non ci invia più i rendiconti dei flussi mensili al Fondo. Che dire? Ripicca meschina e di poco respiro. Alla prossima riunione del comitato consultivo chiederemo ufficialmente i dati. La burocrazia è una delle tare più pesanti del nostro paese. A settembre si annunciano battaglie pesanti anche sulla questione della ripartizione territoriale del Fondo.

Minima moralia

Poco prima dell’invio della Lettera aperta sottoscritta da tutte le associazioni dei consumatori c’è stato un incontro presso il Notariato nazionale. In quella sede qualcuno ci fece notare che sarebbe stato utile, prima dell’invio della Lettera, essere auditi al CNCU (Consiglio Nazionale Consumatori Utenti). Il Consiglio è un organismo che dà risonanza e rafforza le istanze a favore degli utenti e consumatori nei confronti del Parlamento e del Governo. Accettammo l’idea ma riuscimmo a non subordinare l’invio della Lettera all’audizione. Inizialmente prevista per i primi giorni di giugno è slittata alla fine di luglio. Ora ci giunge notizia che la prima udienza utile per noi di questo organismo è il 23 settembre. Forse.
Quando si dice la tempestività e l’urgenza dei problemi dei cittadini.

L’intervista a «Newspages» ripresa anche da «Quotidiano immobiliare»

Marco Luraschi, direttore di «Quotidiano immobiliare» ha rilanciato nella newsletter di ieri l’intervista.
Ricordo che la rivista online, davvero molto autorevole e sostenuta da un comitato scientifico piuttosto importante, nel quale vi è anche Franco Casarano, aveva già dato ampio spazio alla nostra «Lettera aperta». L’intervista è stata pubblicata nella sezione rassegna stampa..
Quotidiano immobiliare.

CONSAP si è un po’ risentita…

… della lettera aperta e risponde inviando a sua volta una lettera a tutti i soggetti coinvolti.
Apprendiamo così due cose:
1. la campagna informativa è “in corso di realizzazione” a cura del Dipartimento Informazioni Editoriali della Presidenza del Consiglio dei Ministri; la lettera precisa che “previo assenso del ministero dell’Economia e della Finanza” con nota del 14 giugno il Dipartimento “ha comunicato di aver conferito ad una società specializzata l’incarico di realizzare la campagna in questione entro i successivi 20 giorni lavorativi”. Non sappiamo al 2 luglio, data di partenza della lettera di CONSAP, quindi se l’assenso sia stato dato o meno e da quando decorrano i 20 giorni.
2. CONSAP prevede di concludere l’attività istruttoria entro il 1 semestre 2011. A sei anni, quindi dall’entrata in vigore della legge.

Ordinario fallimento in quel di Treviso

Il cantiere è situato alla periferia di Treviso, località Canizzano.
Sono in costruzione 41 alloggi. Il permesso di costruire è del novembre del 2004, prima dell’entrata in vigore del dlgs 122 che è del giugno 2005.
La società che vende è la Cooperativa Edilizia Unità presieduta dal dr. Giorgio Milani di Spresiano (TV). La coop non aderisce ad alcun consorzio, si configura quindi come un’impresa come le altre che però lavora in regime cooperativistico senza praticamente esserlo.

Sono circa 25 le famiglie che nel breve volgere di qualche mese prenotano un alloggio già nel 2006 anticipando una cospicua somma di denaro a titolo di prenotazione.
In breve tempo sono stati prenotati 20-25 alloggi, alcuni anche da 2 immobiliari.

I lavori proseguono in maniera stentata. Dopo un certo periodo di stasi, nonostante le continue e sollecite richieste dei soci che chiedevono i motivi di questo rallentamento, si forma un comitato spontaneo di soci con lo scopo di monitorare l’operato del presidente della coop.

Il presidente tenta di coinvolgere alcuni soci investendoli di cariche consiliari all’interno del cda della stessa cooperativa.
Nel 2007, alla riunione di approvazione del bilancio da parte dei soci, venne dichiarato un passivo di 83 mila euro.
Nel 2008 grazie alla buona volontà dell’impresa costruttrice (oggi fallita) i lavori riprendono per circa un mese e poi si fermano nuovamente.
Alle continue sollecitazioni le risposte del presidente sono sempre le stesse: siamo in attesa di mutui da parte delle banche, il lavori riprenderanno ecc.
Dopo quasi un anno di inattività e pur con nuovi versamenti da parte di alcuni soci, i lavori si fermano definitivamente.
Da lì a poco la messa in liquidazione coatta della coop. Dalle situazioni contabili emerge un passivo di circa 6 milioni di euro, rispetto al negativo dichiarato l’anno precedente di appena qualche decina di migliaia.
I tre commissari nominati per procedere alla liquidazione tentano di ristrutturare il debito, soprattutto nei confronti delle banche, senza nessun successo.

A settembre del 2009 vengono portati i libri in tribunale e verso la fine del mese decretato dal tribunale il fallimento della cooperativa.
Il tribunale accerta uno stato passivo per circa 75 creditori (tra soci e fornitori) il cui credito tra privilegiato e chirografario ammonta a quasi 13 milioni di euro.

Tale debito è però riferito a ben 4 iniziative immobiliari che la cooperativa aveva da qualche anno intrapreso e neanche una portata a termine per un totale di circa 51 alloggi (dei quali 4 non ancora rogitati su una iniziativa).
Il tribunale deve ora fissare la data di vendita all’asta di ciò che resta del cantiere.

Sembra che ci sia una società (Domus Certa srl) che voglia acquisire il cantiere di Canizzano completarlo (manca circa il 25%). Questa società ha proposto ad alcuni ex soci di riacquistare l’alloggio in quel cantiere riconoscendo a titolo “filantropico” il 90% delle somme già sborsate. A fronte di questo riconoscimento, il valore degli immobili è stato fatto lievitare del 25% e oltre.
Così formulata la proposta ha fatto crescere di fatto il prezzo degli alloggi provocando una serie di rinunce.

Il caso è finito sui giornali locali per quasi un mese di seguito, è comparso ai TG nazionali in prima serata e in quelli regionali e locali.
Le famiglie coinvolte sono escluse dal fondo di solidarietà previsto dal flgs 122.

Lettera aperta alle istituzioni e al Parlamento sulla (dis)applicazione del dlgs 122

L’iniziativa è di ASSOCOND CONAFI ma sottoscritta da quasi tutte le associazioni che tutelano i consumatori, alle quali va tutto il nostro ringraziamento. L’obiettivo della lettera è molto semplice:
1. richiamare l’attenzione di chi dovere sullo stato di disapplicazione del dlgs 122 e normativa conseguente
2. rivolgere a ciascun destinatario la richiesta degli interventi di rispettiva competenza, divenuti ormai indifferibili.
Qui la lettera aperta che tutti possono scaricare e diffondere. Sembra lunga ma il dettaglio delle questioni è preciso e puntuale, così come evidente risultano i provvedimenti che le istituzioni e i decisori politici sono chiamati a prendere: sanzioni per tutti coloro che non applicano la legge, subito e chiare. Ne va del senso di giustizia ed equità che informa e da cui è motivata la normativa in vigore e disattesa.
Val la pena ricordare che pur in presenza di basse percentuali di applicazione le aziende che l’hanno applicata continuano a fare profitti e guadagni e stanno sul mercato meglio di quelle che invece, lavorando in condizioni di precarietà patrimoniale e mancate garanzie arrancano ed esercitano concorrenza sleale.