Altri problemi rilevati a una settimana dalla nuova piattaforma anagrafica di CONSAP per l’erogazione della V quota

In più di una settimana di lavoro ho avuto di che riflettere sui tipi di problemi sollevati dalla piattaforma. Li elenco qui sotto. In premessa un altro tipo di riflessione. Chi lavora su questo genere di prodotti ha in mente una certa tipologia di persone e solo quella. La “cultura” pubblicistica, orientata da un grossolano senso del progresso – versione appena un po’ abbellita del marketing più osceno – dice che i giovanissimi che consumano il loro tempo sullo schermo del cellulari sono esseri più virtuosi dei loro padri. Che i ritardatari non possono che essere schiacciati, nella sfida darwiniana tra chi si adatta innovandosi e chi non ce la fa. Così ho ascoltato per giorni, anziane signore da letti di ospedale biascicare la loro impossibilità a girarmi una mail per aiutarle a scaricare la documentazione; signori dalla dignità ferma, neppure orgogliosa solo ferma, chiedermi come interpretare questa o quella icona nella pagina del profilo personale; onesti pensionati obiettarmi che loro avrebbero fatto diversamente; tutti lamentavano la mancanza di un’adeguata documentazione che li aiutasse a completare la procedura. Qualcuno proprio non capiva. Ma era per stanchezza, per tedio… ultimo stadio di una storia, la perdita importante di soldi e/o casa che aveva segnato drammaticamente una parte della loro vita.

In tutto questo c’è un evidente vantaggio per il compito istituzionale che deve assolvere CONSAP? Dove lo si può calcolare? E in che termini? Nello specifico della gestione del Fondo è lecito aspettarselo, ma non è sicuro che lo si ottenga. Per diverse ragioni, da cui lascio ai lettori tirare, se vogliono, le loro personali conclusioni.

  1. Il nuovo database eredita i difetti del precedente su cui si basa; i suoi buchi e qualche lustro di trascuratezza nell’aggiornamento.
    • indirizzi postali errati mai corretti, o corretti e poi chissà perché cancellati.
    • Indirizzi mail ricopiati da cartaceo scritto a mano, con errori potenziali dello scrivente e di chi li inserisce; caselle dismesse o non più in grado di ricevere mail. La domanda è: le mail che non giungono a destinazione, esattamente come le lettere postali, potranno essere rilevate?
  2. Μa almeno la piattaforma permette di correggerne qualcuno di errore? Non del tutto, forse ne aggiunge di nuovi che si accumulano ai precedenti. Infatti…
    • … alle circa 1700 lettere postali non recapitate e disperse relative alla IV quota di due anni fa si sommeranno la percentuale di quelle dell’invio di 2000 in occasione della V quota che non saranno recapitate. Verranno corretti solo gli indirizzi postali che, a differenza della IV quota, saranno raggiunti dalla mail di CONSAP.
    • Ma i nuovi che verranno raggiunti e che prima si erano persi saranno annullati dagli errori nell’invio delle mail. Alla fine nel caso migliore si confermeranno gli invii falliti della IV quota senza annullare il rischio di aumentarli.
  3. In uno scenario di questo tipo è plausibile che l’erogazione del dovuto agli aventi diritto si velocizzi? Da quello che è successo in questa settimana pare proprio di no.

Al prossimo post alcune ipotesi che si riallacciano al discorso in premessa, vale a dire alla composizione sociale dei beneficiari del fondo, alla loro rilevanza e alla visibilità che hanno all’interno delle procedure che vengono messe in atto per soddisfare, in questo caso, non tanto un bisogno ma un diritto riconosciuto dalla Legge.

Lo sfondo di un fondo

Come nasce un fondo di indennizzo? Forse dal senso di colpa, di una società, di uno Stato, di un Parlamento.

Quando fu istituito il Fondo per le vittime dei fallimenti immobiliari nel 2005 (art. 12 e successivi fino al 18 del dlgs. 122) le disposizioni normative escludevano esplicitamente l’intervento delle finanze dello Stato al suo finanziamento. Il Parlamento con le norme precedenti all’art. 12 aveva coperto il buco legislativo che permetteva il coinvolgimento, ingiusto, dell’acquirente nel fallimento dell’impresa costruttrice, istituendo una tutela chiara e di sistema. Chi però aveva subito il danno dell’annosa negligenza legislativa doveva essere risarcito. A farlo sarebbero state le imprese che, nella stipula delle fideiussioni, avrebbero provveduto a un “contributo obbligatorio” versato direttamente al fondo nella misura del 5 per mille delle quote assicurate. Questo blog testimonia dei lunghi anni di gestione e difficoltà del fondo. Ma a costo zero per le Stato e per il contribuente.

L’elusione della legge, terminata solo con il Dlgs governativo sul “nuovo codice sulla crisi d’impresa” del 12 gennaio 2019 artt. 385/386/387/388, ha consentito al Fondo un risarcimento che supera di poco il 26% del danno ammesso all’indennizzo.

Questa premessa per dire poche cose ma importantissime. Le quote che indennizzano i cittadini vittime della mancata tutela non sono soldi dello Stato. Non sono soldi, tanti o pochi, che pesano sulle tasche dei nostri concittadini. Ed è per questo che la gestione di questi soldi deve essere, se è possibile, ancora più rigorosa e attenta.

Sono passati tanti anni, quasi venti. Molti dei cosiddetti “aventi diritto al risarcimento” non ci sono più. Molte persone che ci hanno accompagnato in questa impresa civile le ricordiamo per la loro umanità. Quelli rimasti sono ogni anno sempre più curvi e a volte afoni, civilmente afoni. Le famiglie, in certi casi quello che ne rimane, perdono la memoria. Sono più preoccupate del presente e poco gradiscono l’ombra di un passato che pure ha condizionato l’esistenza di tanti, determinandone la vita, in molti casi rovinosamente. Più passano gli anni più aumenta il rischio di abbandonare la partita; di lasciare che la patina del tempo alla fine lenisca le ferite di quello che è stato. Ma la polvere della trascuratezza non guarisce alcunché, anzi, è come sale sulle ferite che non sono mai del tutto chiuse.

È per questo che chiediamo una gestione del Fondo rigorosa e, soprattutto, rispettosa dello sfondo e della storia che ha portato alla sua istituzione. Dal momento che non è un’elemosina, non è un obolo, e forse non è neppure un diritto, come spesso viene chiamato il vociare dei molti – a cui personalmente non credo – ma solo la memoria di un danno subito e la sua riparazione tardiva. Dignitosa e doverosa riparazione.

Un primo bilancio a quattro giorni dall’inizio delle procedure per la liquidazione della V quota di indennizzo

Forse è presto, ma alcune considerazioni si possono fare. Ad essere sinceri. Non una grande performance da parte di CONSAP la piattaforma digitale che doveva migliorare le prestazioni anagrafiche del Fondo e permettere una più celere ed efficace erogazione delle quote previste.

Diversi i problemi. Tutti ascrivibili a una certa trascuratezza da parte di chi ha lavorato alla costruzione dello strumento informatico per l’erogazione del dovuto. Li elenco.

1. Gravi problemi di login. Password provvisorie che non rispettavanno le regole stesse di accettazione che il sistema richiede agli utenti. Veniva richiesta almeno una minuscola nella pw, ma in quelle fornite agli utenti ve n’erano spessissimo composte di sole maiuscole. Grottesco.

2. Interfaccia dispersiva. Prima pagina del profilo personale, una volta raggiunto e superato lo scoglio dell’autenticazione, quasi bianca, con i link alle sezioni del profilo solitari e nemmeno tutti funzionanti. Le cose non migliorano man mano che l’utente raggiunge la pagina dove scaricare la documentazione da compilare firmare e ricaricare sul proprio spazio. Bersagliato da “errore 401”, segno di scarsa manutenzione del server, non viene avvertito se non per un brevissimo, neppure dieci secondi, avviso verde di aver caricato correttamente il dovuto. L’utente rimane nel dubbio di avere o non avere portato a termine la procedura. Manca qualsiasi indicazione sui limiti di ciò che deve caricare: estensioni permesse – jpg o pdf? –, dimensioni. A volte si caricano a volte no, ma non viene data alcuna spiegazione sul verificarsi o meno delle condizioni per portare a termine la procedura. Si può caricare un solo file per volta, ma potrebbe anche verificarsi la necessità di caricarne due. Es. il fronte-retro della carta di identità richiesta per asseverare la dichiarazione di notorietà firmata.

3. Sulla quale va poi fatto un discorso di merito. Se si sceglie giustamente la digitalizzazione, allora va presa sul serio e la dichiarazione, essenziale per l’utente che si vedrà erogata la quota proprio grazie ad essa, dovrebbe essere compilabile senza essere stampata. Dei pdf si possono dare delle versioni con gli spazi in cui inserire i dati digitabili sul computer. I dati forniti a CONSAP sarebbero più sicuri e leggibili: mail, codici fiscali ecc. non sarebbero equivocabili dall’operatore che prende in mano la pratica.

Questo per quanto riguarda la parte strettamente informatica della procedura. Ci sono poi valutazioni più strettamente legate alla politica di CONSAP circa i tempi e la spedizione, per i rimanenti utenti che non possiedono mail, delle dichiarazioni. Ma l’affronterò in un post successivo.

Abbiamo presentato a CONSAP i rilievi qui descritti e certamente nei prossimi giorni a quelli più eclatanti e di maggior impatto sugli utenti verrà data soluzione, Ma tant’è, si poteva fare meglio, i mezzi c’erano e le competenze pure.

CONSAP ha oggi aggiornato la pagina del Fondo per gli acquirenti di beni immobili da costruire

A questo link troverete le prime indicazioni circa la tempistica dell’invio delle mail per accedere al proprio profilo personale. CONSAP indica il 10 gennaio prossimo come data di inizio degli invii.

Una volta entrati nel profilo personale sarà possibile scaricare la lettera con la dichiarazione di notorietà da compilare e ritornare nuovamente a CONSAP. Le modalità del reinvio, però non sono state precisate. Attendiamo ulteriori precisazioni in merito.

Auguri a chi legge questo diario

I miei auguri per il Santo Natale. Li accompagno con un’immagine del “Presepio di carta del Gernetto” di Francesco Londonio (1723-1783), conservato al Museo Diocesano Carlo Maria Martini di Milano. Sono sessanta figure dipinte a tempera su carta e cartoncino sagomati. Attualmente in mostra.

Al di là della bellezza e dell’unicità dell’opera, mi ha fatto venire in mente il mio libro del 2006: Case di carta. Erano le abitazioni che sarebbero dovute essere di tante famiglie italiane. Avrebbero dovuto comporre il loro presepio familiare. Molte di loro le hanno perse definitivamente, altre le hanno riacquistate al costo di immensi sacrifici. Ma siamo qua ed è questo che conta.

Di nuovo tanti auguri.

Riccardo De Benedetti

Ancora qualche ragguaglio sulla V quota

Per avvicinarsi consapevolmente al D Day e approfondire le problematiche che affronteremo come singoli).

Alcuni dati:

1. Consap non ha ancora potuto liquidare circa 1700 domande relative alla IV quota.

2. Le lettere che invieranno agli aventi diritto via mail dicono siano 6mila.

3. Le altre 2mila saranno inviate via posta. E presumibile che tra quelle 2000 ci saranno anche le 1700 che non sono state liquidate. Ma altrettanto, tra le 6mila mail un numero considerevole – sulla base della mia esperienza reputo intorno alle mille, e spero fortemente di sbagliarmi – risulteranno errate o disattivate. Di queste alcune non verranno lette perché spostate automaticamente dal sistema nello spam; altre perché copiate manualmente non correttamente dalla dichiarazione di notorietà su cui erano state vergate.

Se va bene, e lo spero ardentemente, avremo 1700 + 1000 domande a rischio. È per questo che coloro che sono a contatto con ASSOCOND-CONAFI e fanno gruppo costituiscono una buona base di certezza per CONSAP quanto a correttezza dei dati.

Questo è un fattore di successo importante per tutta l’operazione di erogazione.

Una raccomandazione da mandare a memoria: quando ci diranno che le mail sono state inviate dovete controllare anche la casella dello spam, perché i sistemi di posta elettronica rilevano la provenienza dal server da cui sono partiti invii massicci di mail e tendono a considerarli spam.

Ecco le percentuali di indennizzo previste per la V quota

Prima però una precisazione importante: il “tesoretto” rappresentato dallo smobilizzo delle quote accantonate per le domande a suo tempo rimaste insolute, a circa 30 milioni, non costituisce l’ammontare della quota in ripartizione.

Perché? Perché la cifra smobilizzata entrerà a far parte del bilancio del 2023. I soldi ripartiti per la V quota sono relativi alle disponibilità del Fondo approvate nel bilancio 2022. Le percentuali di indennizzo sono pertanto di 6,41% per la 1° sez. e di 6,90% per la 2° sezione.

A fronte della situazione abbiamo già chiesto formalmente a CONSAP di muoversi in direzione dell’erogazione di una VI quota per gli inizi del 2025.

In foto le aree regionali corrispondenti alle due sezioni del Fondo:

Finalmente la V quota in dirittura d’arrivo

Dire che siamo soddisfatti è dire troppo.

Lo stato dell’arte è presto detto: il 2 o 3 gennaio prossimo (2024) CONSAP aggiornerà il sito annunciando l’inizio delle procedure per il pagamento della V quota degli indennizzi di legge previsti per gli aventi diritto. Ci sarà anche un comunicato stampa.

Il 10 gennaio, partiranno le lettere – via posta tracciata e via mail.

Purtroppo non ci hanno fatto testare il sistema di profilatura personale, su cui qualche prova sarebbe stato opportuno effettuare anche dal lato utenza. E ASSOCOND-CONAFI è l’utenza, o quantomeno, e per nomina parlamentare, la rappresenta. Staremo a vedere.

Il dato positivo è che la procedura è partita e la delibera è stata fatta. CONSAP poteva essere un po’ più insistente con il MEF. Ma così sono andate le cose.

Va sottolineato che il tempo per studiare e rendere operativa e più funzionale l’anagrafica c’è stato e ci aspettiamo un lavoro ben fatto e all’altezza delle legittime aspettative dell’utenza. Il “martirio” della IV quota, indirizzi errati, mancati aggiornamenti, invio delle lettere non andato a buon fine ecc., non potranno essere accettati.

Qualche cifra, sommaria, ma crediamo attendibile. Sono 6 mila gli interessati che riceveranno via mail l’invito e le credenziali ad accedere al proprio profilo, per aggiornare i dati necessari alla liquidazione del dovuto.

Contestualmente partiranno le lettere per chi non è fornito di posta elettronica.

Per chi non l’avesse già fatto nei giorni scorsi può ancora fornire la mail corretta – che significa controllata e aggiornata – usando il link: https://www.consap.it/contatti ; poi selezionare in basso “Fondo per acquirenti di beni immobili da costruire” e compilare i dati richiesti facendo attenzione a fornire la mail corretta; nello spazio “oggetto” inserire il numero di pratica e nello spazio “richiesta” scrivere: “conferma e/o aggiornamento mail”. Conservare la mail di riscontro in modo da certificare l’avvenuto invio dell’indirizzo mail aggiornato e controllato. Ricordarsi di controllare anche la cartella dello spam, per evitare che il client di posta elettronica o il sistema su cui vi appoggiate consideri spam la lettera di CONSAP.

Per tenersi costantemente aggiornati ci si può iscrivere alla chat: https://chat.whatsapp.com/Bv7Oma6FiZ31P0VBsXJZmQ

In preparazione delle procedure di erogazione della V quota

Siamo nell’imminenza dell’erogazione della V quota di indennizzo. Tante le novità previste da CONSAP per l’invio della lettera per la procedura di pagamento. ASSOCOND-CONAFI, nominata dal Parlamento, nella commissione consultiva a rappresentare gli interessi degli aventi diritto, sta seguendo passo passo l’implementazione delle nuove procedure e assisterà gli aventi diritto, nei limiti delle competenze attribuitegli, nelle procedure in caso di difficoltà e problemi.

A tale scopo ha individuato nella chat su Whatsapp un utile strumento di diffusione delle informazioni essenziali a quante più persone possibile e di contatto per le situazioni che necessitano di più attenzione.

Invito i lettori del blog, nel caso non l’avessero ancora fatto, a iscriversi: https://chat.whatsapp.com/Bv7Oma6FiZ31P0VBsXJZmQ