La risposta a un quesito di gran momento in tempi di crisi bancarie

Molti associati, o persone che seguono, meritoriamente, le nostre vicende, mi scrivono cose così:

Per quanto riguarda i rimborsi perchè non usano anche per noi un fondo di urgenza come hanno fatto per i fallimenti bancari, senza che noi si aspetti, così per tanto tempo e magari anni o addirittura li perdiamo pure?.

In genere rispondo, sintetizzando in questo modo:

Si può fare di tutto. Ma bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà è questa:
1. c’è già una legge che dice che il fondo deve essere a costo zero per lo Stato, perché il danno lo hanno fatto dei privati;
2. modificare questo dispositivo significa uscire dal quadro legislativo entro cui si è inserita la soluzione rappresentata dal dlgs 122, vale a dire le regole di garanzia a vantaggio degli acquirenti (che poi non vengano applicate questo dipende sì dalla scarsa propensione alla legalità dal settore, ma anche dall’ignoranza profondissima del nostro popolo);
3. è molto difficoltoso ma più coerente e comprensibile agire attraverso un emendamento che modifichi la struttura sanzionatoria del dlgs 122 introducendo pene pecuniarie a carico degli imprenditori che non applicano la legge in modo tale che si alimenti il fondo.
4. i fondi per i fallimenti bancari, a conti fatti, saranno ancor più penalizzanti del nostro fondo una volta passato il polverone…

4 pensieri su “La risposta a un quesito di gran momento in tempi di crisi bancarie

  1. Perfettamente d’accordo su quanto su scritto. Chi ha subito il danno dai fallimenti delle imprese edili deve essere equiparato a chi ha subito danni per fallimenti delle banche: non dimentichiamo che le imprese edili fallite hanno avuto anticipazioni da banche che non hanno ben studiato la fattibiliyà del progetto edilizio e dovrebbero essere esse, le banche, a subire l’effetto di questi fallimenti.

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    1. Le mie perplessità, invece, nascono da una considerazione molto semplice che rende la tutela degli acquirenti di immobili molto più sostenibile. E cioè: tranne i correntisti, che sono stati salvati, le vittime delle banche sono tutte persone alle quali erano stati offerti rendimenti molto al di sopra della media. Gli acquirenti di immobili, invece no! Noi non abbiamo dato soldi per lucro e interesse, abbiamo solo anticipato i soldi per un bene futuro! È questo che deve essere tutelato. La tutela del risparmiatore che investe per avere una rendita è di natura diversa, deve cioè essere pienamente avvertito dei rischi che corre. Nell’acquisto della casa non ci devono essere rischi perché si anticipa parte del giusti prezzo. Giusto rimarcare la responsabilità delle banche quanto alla concessione di crediti ai farabutti.

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  2. i soldi si possone prendere dalle transazioni cioè dai rogiti, come lo stato preleva il 4% e oltre si potrebbe portarlo al 5% alimentare cospiquamente il fondo di solidarietà sistemando in maniera strutturale e veloce il problema fallimenti e lo stato dovrebbe acquisire sistematicamente gli immobili, farsene carico e consegnarli ai rispettivi acqirenti come fanno già in altri stati.

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    1. Non si può fare perché la legge che istituisce il fondo dice che deve essere a costo zero per lo Stato, che significa non può essere alimentato da balzelli che fanno entrare soldi allo Stato che poi li redistribuisci alla bisogna. Altro è, come fanno gli emendamenti presenti in commissione, partire dalla sanzione erogata alle imprese che non applicano la legge al momento del rogito: il notaio verifica che i versamenti anticipati (regolarmente scritti nel rogito perché determinano l’imponibile) siano stati coperti da fideiussione; se questo non è avvenuto segnala la trasgressione al Comune che eroga la sanzione pari al 5% sulla quota non assicurata; il Comune si trattiene una percentuale e il resto lo versa al fondo.
      Ma questo, è bene ricordarlo, non è la soluzione del problema della tutela degli acquirenti perché il problema è già risolto dalla legge 122 che obbliga alla fideiussione. Tecnicamente non ci sono più vittime dei fallimenti immobiliari, ce ne sono state, perché in mancanza delle garanzie, che sono imperative, il comportamento dell’avente diritto, cioè l’acquirente deve essere razionale: non compero se non ho la garanzia.
      La discussione sull’alimentazione del fondo riguarda coloro che non avevano la garanzia. Chi oggi incappa nel fallimento non avrà alcun risarcimento, questo deve essere chiaro.

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