Una riflessione marginale

Ricevo spesso telefonate drammatiche. Ho la pelle indurita da questa vergogna che racconto ormai da diciassette anni, vivendola direttamente.

Molte delle persone e delle famiglie coinvolte per età, censo, come si diceva una volta, non sono messe bene. Soffrono, senza troppo rumore, ma soffrono. Non hanno le luci dei riflettori addosso, spesso neppure le vogliono avere per quella dignitosa ritrosia del popolo di una volta, che oggi si mescola alla difficoltà offerta dai mezzi di comunicazione a raccontare queste storie. Sono impegnati a raccontare di altro, forse di altre sofferenze, ma con il più o meno segreto impegno, quando sono equanimi, a realizzare l’uguaglianza nei disastri più che risolverli. Lucrano sugli uni e sugli altri. Quando possono lucrano, in termini di audience, anche sui nostri. Ma molto meno. Quindi meritiamo meno spazio.

Oggi, per esempio, mi ha telefonato un signore anziano, della provincia di Sondrio. A un tiro di schioppo dalla Svizzera. Ha fatto la domanda alla CONSAP nel 2006, ha ricevuto qualche anno dopo l’invito a reinviare la documentazione. Lo ha fatto. Non ha saputo più nulla. Ora dovrà telefonare alla CONSAP, chiedere della sua pratica per sapere che fine ha fatto. Aveva una voce calma, serena, non arrabbiata, ma con quella tristezza e quella malinconia che hanno le persone che vivono della loro buona coscienza. Non urlava, non imprecava, non bestemmiava la nazione priva di attenzione nei confronti dei suoi cittadini, voleva sapere solo che fine aveva fatto la sua domanda.

Ero io che bestemmiavo in cuor mio per il sovrastare idiota e feroce della burocrazia che lascia un anziano, disoccupato e invalido, senza risposta, e con lui molti altri, per anni, non per mesi, per anni!

4 pensieri su “Una riflessione marginale

  1. Integra e sostituisce il precedente commento

    Egregio sig. Riccardo De Benedetti,

    ho letto il Suo intervento e sono rimasto molto perplesso.
    La Sua Associazione riveste il ruolo di portavoce degli interessi delle vittime dei fallimenti immobiliari promuovendo, per quanto possibile, iniziative tendenti a tutelarne diritti, a diffondere le informazioni utili, a mettere a disposizione degli associati le proprie conoscenze ed esperienze. In una parola, ad “aiutare” le vittime. Persone che come Lei dice “per età, censo, come si diceva una volta, non sono messe bene”.
    Orbene ritengo che invece di rappresentare la Sua indignazione, “bestemmiando in cuor Suo”, avrebbe reso all’anziano signore di Sondrio più efficace ed utile servizio se, conclusa la comunicazione telefonica, avesse interpellato CONSAP in merito alla domanda presentata di cui si lamenta il mancato seguito.
    La Sua associazione è in contatto continuo con CONSAP per ogni necessità inerente il così detto “Fondo per i crack immobiliari” ove è anche presente in Comitato. In questa occasione invece no.
    CONSAP gestisce il Fondo secondo le previsioni normative e seguendo, da buoni burocrati di cui tralascio i Suoi aggettivi, una precisa procedura disciplinata da specifica Concessione rilasciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Proprio in questi giorni, come a Lei dovrebbe essere noto, è stata avviata la fase di pagamento della seconda tranche degli indennizzi per le domande ammesse al Fondo.
    Se la domanda del signore di Sondrio non è ancora stata accolta può dipendere da svariate motivazioni quali: mancanza dei requisiti, incompletezza della documentazione, ecc.. Carenze che in ogni caso vengono segnalate per iscritto a colui che ha presentato la domanda.
    Con una semplice telefonata, o mail, conoscendo il numero di pratica od il nominativo del soggetto sarebbe stato possibile verificare lo stato della pratica e le eventuale possibili azioni.
    Pertanto tralasciando facili peana sull’inefficienza della Pubblica Amministrazione e degli annessi e connessi, riterrei più proficuo portare effettivamente l’aiuto richiesto al disagio delle vittime che, mi creda, conosciamo benissimo e con il quale ci confrontiamo quotidianamente.
    Mi rendo conto che questo comporterà un minor impatto in termini di audience ma sicuramente maggiore utilità per i soggetti direttamente interessati.

    Arch. Giovanni Curcio
    CONSAP S.p.A.
    UNITA’ DI BUSINESS 2 – FONDI DI SOLIDARIETA’ E DI SOSTEGNO
    Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire

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    1. Allora: la domanda del signore è stata inoltrata correttamente; ha risposto ai solleciti di CONSAP per produrre ulteriore documentazione. Gli è stato risposto, un anno fa circa, che si sarebbero fatti sentire. Non lo hanno più fatto. Il tutto verificato e controllato con la persona coinvolta. Ho consigliato di telefonare nuovamente a CONSAP per verificare lo stato della sua domanda. Qualche disservizio è da noi, come in tutte le burocrazie dell’orbe terracqueo, normale amministrazione, per l’amor di Dio. Ma capita, e ne rivendico fino in fondo non solo il diritto ma il dovere morale, di incazzarmi quando sento storie simili dalla viva voce dei coinvolti. Quanto all’impatto e all’audience non sono certo qualche mi piace in più che mi cambia la vita e rendono superfluo un impegno che per me data 17 anni fa e sul quale non ho percepito la benché minima prebenda encomio o riconoscimento che non fosse la sicurezza assoluta di aver agito per il bene e per il meglio. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

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  2. Allora: la domanda del signore è stata inoltrata correttamente; ha risposto ai solleciti di CONSAP per produrre ulteriore documentazione. Gli è stato risposto, un anno fa circa, che si sarebbero fatti sentire. Non lo hanno più fatto. Il tutto verificato e controllato con la persona coinvolta. Ho consigliato di telefonare nuovamente a CONSAP per verificare lo stato della sua domanda. Qualche disservizio è da noi, come in tutte le burocrazie dell’orbe terracqueo, normale amministrazione, per l’amor di Dio. Ma capita, e ne rivendico fino in fondo non solo il diritto ma il dovere morale, di incazzarmi quando sento storie simili dalla viva voce dei coinvolti. Quanto all’impatto e all’audience non sono certo qualche mi piace in più che mi cambia la vita e rendono superfluo un impegno che per me data 17 anni fa e sul quale non ho percepito la benché minima prebenda encomio o riconoscimento che non fosse la sicurezza assoluta di aver agito per il bene e per il meglio. Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

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