Qualche riflessione a lato della vicenda CONSAP… … un lato che potrebbe dirsi un “oltre”

La scelta di digitalizzare l’indennizzo previsto dal dlgs 122/05 e successive norme attuative ha due motivazioni essenziali:

1. La prima è temporalmente vicina: circa 1700 domande non sono state recapitate agli aventi diritto in occasione dell’erogazione della IV quota. Un dato pesante che mette in discussione l’idoneità della CONSAP ad assolvere i compiti previsti dall’Atto di concessione sottoscritto il 28 novembre del 2006 tra ministero dell’Economia e CONSAP. La concessione ne attribuisce quattro:

A- verifica dei contributi che affluiscono al fondo da parte degli intermediari – banche assicurazioni

B- le istruttorie delle richieste pervenute dalla platea delle vittime

C- predisposizione e attuazione dell’informazione in linea con gli indirizzi del Comitato consultivo di cui fa parte ASSOCOND-CONAFI

D- L’erogazione degli indennizzi.

Se per i primi tre si può, fino a prova contraria, riscontrare un sostanziale adempimento di quanto previsto dalla legge, con la perdita progressiva di erogazioni, documentata in maniera eclatante dal caso della IV quota, non si può dire altrettanto del quarto compito: l’erogazione degli indennizzi. E non è solo una questione di lentezza, si tratta proprio della progressiva dispersione/scomparsa degli aventi diritto. Tante le cause, qualcuna attribuibile a stanchezza e disinteresse da parte degli stessi beneficiari, magari eredi, in situazioni abbastanza dolorose, vista la natura del danno patrimoniale subito in relazione a un bene, la casa di abitazione, tutelato, in apparenza, dalla stessa carta costituzionale.

La causa maggiore è però ascrivibile alla colpevole trascuratezza con la quale è stata gestita l’anagrafica. Indirizzi errati; aggiornati male, vale a dire non aggiornati, pur in presenza di segnalazioni degli aventi diritto certificate da pec e altri strumenti a CONSAP e da essa non riscontrate. Di qui la necessità di muoversi verso un rinnovo della piattaforma informatica. Rinnovo, perché comunque CONSAP aveva subito dall’inizio, informatizzato la procedura di acquisizione delle domande e il loro trattamento.

2. La seconda motivazione è, in qualche misura, esterna alla storia e conformazione del Fondo e riguarda l’intervento sempre più massiccio delle iniziative della Commissione europea: nel 2010 l’Agenda digitale; nel 2020 le direttive di Plasmare il futuro digitale dell’Europa e successivi interventi. Tutte più o meno recepite da direttive nazionali, soprattutto da parte delle diverse amministrazioni pubbliche. Non è qui il caso di discutere – anche se ve ne sarebbe la necessità pubblica – come e in che modo questi obiettivi di “digitalizzazione” migliorano la vita dei cittadini e ne rispettino i diritti fondamentali. Nel nostro caso qualche dubbio corre, se non altro perché pongono molti cittadini anziani in una condizione di ansia e frustrazione, accentuando il senso di superfluità ed emarginazione della propria dimensione sociale, dalla quale nel nostro caso dipende anche un preciso e specifico diritto alla riparazione di un danno subito per grave negligenza legislativa dello Stato italiano.

Rimane, a conclusione, da porre alcune domande a CONSAP, alla luce di quanto è successo e ancora non è stato risolto nel contesto di cui sopra.

Davvero l’inefficienza che quotidianamente riscontriamo nella tempistica degli indennizzi è attribuibile solo a un’organizzazione del lavoro disordinato e non all’altezza delle aspettative dell’utenza? Sono personalmente convinto che questa inefficienza non dipenda da scarsa volontà o da negligenza lavorativa. Così come non credo dipenda esclusivamente dalla mole di adempimenti burocratici che la verifica delle domande necessariamente richiede.

Credo che l’impossibilità, per fare un esempio, di individuare chiaramente il criterio cronologico nel pagamento delle quote dovute sia la conseguenza, e non la sola, di una frettolosa implementazione del sistema informatico.

E per quanto riguarda la dispersione degli aventi diritto, assolutamente inaccettabile, si tratta di porre rimedio con tutti i mezzi possibili. Uno dei quali prevederebbe, se fosse mai stato messo in opera, l’incrocio dei dati, quelli presenti nel database iniziale di CONSAP e quelli, nuovi, che via via si acquisiscono.

Di queste inadempienze CONSAP è inevitabilmente responsabile nei confronti dei cittadini e della legge che, in questo modo, non verrebbe rispettata nella sua sostanzialità. Vero che non c’è scritto da nessuna parte nella concessione in quanto tempo i risarcimenti, una volta decisa l’erogazione, debbano venir liquidati, ma la dovuta celerità nell’erogazione è parte integrante della legge che ha previsto l’indennizzo. Così come è parte integrante il mantenimento degli aventi diritto all’interno delle procedure di erogazione.

3 pensieri su “Qualche riflessione a lato della vicenda CONSAP… … un lato che potrebbe dirsi un “oltre”

    1. Ma assolutamente no. Non ha alcun senso. Le cause e i solleciti verso l’amministrazione ministeriale hanno tempi biblici. Ma a parte questo nella fattispecie non c’è alcuna norma nella convenzione che regola la gestione del Fondo che fa obbligo a CONSAP di bonificare entro un lasso di tempo stabilito quanto ha deliberato di versare. Ne abbiamo anche parlato con loro ma da questo punto di vista sono praticamente in una botte di ferro. Alle loro inadempienze produrrebbero le inadempienze degli utenti. Sì, ci sono anche quelle e spesso sono grottesche. Piuttosto, vale la pena di aumentare, come si sta facendo, la pressione, per ottenere una organizzazione del lavoro più consona e adeguata alle esigenze degli utenti. Una maggior chiarezza nelle procedure e automatismi più accentuati in alcuni passaggi della verifica. Ben consapevoli che ogni aumento dei costi di gestione sono pagati dal fondo medesimo… vale a dire da noi. In ogni caso mi segnali, aprendo una chat con me 3482897669, la sua posizione e la segnalo a CONSAP.

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