Nel mezzo del disastro edilizio italico qualche considerazione di Salìngaros

Piano casa? Alcune riflessioni architettoniche, prima ancora che “politiche”, sulla newsletter di Stefano Borselli, a firma Nikos A. Salìngaros sempre molto critico nei confronti del postmoderno architettonico e delle sue politiche. Purtroppo nulla di queste riflessioni verrà considerato dal legislatore e dal dibattito politico che continuerà a macinare i suoi pro e i suoi contro senza alcuna cognizione delle poste in gioco, umane e culturali. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: disastri costruttivi, insicurezza ai diversi livelli e generale discredito su ciò che si fa e si realizza, abbassamento della qualità del vivere e dell’abitare. Un immenso mulino che macina a vuoto risorse e denari senza nulla aggiungere al senso del nostro vivere e abitare.
Questo il link con l’intervento di Salìngaros

Analogie

Sento già l’obiezione: ma in fondo non sono percentualmente tanti i crolli delle case per effetto dei criminali risparmi di cemento!
È una variante di quest’altra: in fondo non sono tanti, percentualmente, i fallimenti immobiliari!
Deduzione: perché gettare la croce addosso a un’intera categoria che tanto ha fatto per il pil nazionale! È lo scotto che in fondo possiamo pagare, se ben ci pensiamo, a fronte dell’indotto occupazionale e della ricchezza che l’attività edilizia aperta a tutti garantisce a molti. Bene: bisogna respingere totalmente questa assurda teoria sacrificale, secondo la quale, la ricchezza dei pochi può sopportare la catastrofe di qualcuno.
L’attività edilizia deve seguire le regole e le leggi anche a costo di ridimensionarsi e di ripulirsi dei cattivi soggetti che la popolano. Le case che crollano, le garanzie negate agli acquirenti e a chi lavora nei cantieri, gli sfregi al paesaggio e alla bellezza che i costruttori e la loro corte di miracolati fatta di cattivi architetti, politici corrotti, ingegneri geometri, mafiosi di tutte le risme, a tutti costoro va tolta la possibilità di continuare a fare affari sulla pelle dei cittadini.
Buzzetti ha avuto il “coraggio” di chiedere ancora semplificazioni. Perché la categoria che rappresenta non comincia prima ad applicare le leggi? Perché deve mettere la comunità nazionale di fronte al fatto compiuto dell’impossibilità di controllare gli ingordi profittatori che vi allignano?

Cosa dice l’ANCE di fronte alla catastrofe abruzzese?

Prima del terremoto la responsabilità dei morti è dei costruttori. È inutile girarci intorno. Non di tutti ma di molti sì.
Buzzetti. Chi è? È il presidente dell’associazione dei costruttori (ANCE). Stasera si è presentato in tv decantando le virtù della sua categoria. Di fronte alla criminale ingordigia che caratterizza, purtroppo, alcuni costruttori e che li porta a mescolare sabbia di mare e cemento con i risultati che vediamo, Buzzetti ha chiesto semplificazioni alle normative. Chiedo: sono dello stesso tipo di quelle che spingono troppi costruttori a non applicare la legge? Non vorremmo che di semplificazione in semplificazione il termine si trasformasse in disapplicazione. C’è solo la rima di accettabile, forse.

Due pagine del bimestrale dell’ANCI «Strategie Amministrative»

L’associazione dei Comuni italiani si accorge del fenomeno e in due pagine ne parla. Il fenomeno meriterebbe anche qualche proposta operativa da parte dei comuni che, almeno per quanto riguarda la necessità di una corretta e tempestiva informazione dei cittadini in merito ai loro diritti dovrebbero attivarsi con più decisione.
In ogni modo ben venga lo spazio dedicato nel numero di gennaio-febbraio, soprattutto perché la diffusione della rivista «Strategie Amministrative» è capillare e raggiunge tutti i consiglieri comunali delle municipalità italiane.

Questo il servizio.

Siamo su Facebook…

non potevamo mancare e quindi tutti coloro che leggono questo blog o ci capitano per caso (caso fortunato, aggiungo io) e sono già su Facebook sono invitati ad iscriversi al gruppo «Applichiamo il dlgs 122 tutela di chi acquista la casa».
In questo modo potrete contribuire con il passaparola a diffondere informazione di pregio sulle tutele previste dalla legge e consigliare adeguatamente i vostri amici e conoscenti.
Una considerazione se vogliano laterale: possibile che un qualsiasi ciandalà del Grande fratello raccoglie centinaia di migliaia di contatti e un gruppo dedicato a salvare le famiglie dal crack economico poco più di 100?