Piccolo glossarietto a uso nostro

Ci capita di parlare di “tutela”. Ne parla la legge 38 e abbiamo impiegato la parola per dire che l’acquirente di case in costruzione non ne ha e ne dovrebbe avere. Ma “tutela”, in qualche caso, suona come privilegio. Chiariamo: tutelare l’acquirente non significa affatto privilegiarlo, nel nostro caso significa evitare che si assuma rischi non propri. Può capitare che un’impresa fallisca, sbaglia i conti, non è in grado di capire il mercato ecc. (non ci sono solo i truffatori!), quello che ora accade è che questo rischio grava sulle spalle di un soggetto che ricopre un altro ruolo, quello, appunto, di consumatore-acquirente di un bene importantissimo ed essenziale come la casa. I soldi che l’acquirente versa non devono partecipare al rischio d’impresa perché l’acquirente non partecipa agli utili aziendali ma anticipa i soldi per avere un bene futuro.

Il senso della legge 38 è proprio qui: i soldi dell’acquirente sono tutelati dalla stipula di una fideiussione che, in caso di fallimento dell’impresa, permetterà al cittadino di rientrare in possesso integrale dei soldi versati al costruttore.

Buone notizie a casa Monteodorisio

Oggi buone notizie sul caso Monteodorisio: all’asta di ieri si è presentato il possibile acquirente che aveva depositato la caparra presso il notaio, ma già prima dell’inizio dell’asta ha dichiarato di ritirarsi. Circa venticinque persone hanno portato la loro solidarietà alla Famiglia Monteodorisio, e questo ha influito sulla scelta del partecipante, spinto all’affare dall’immobiliare che ha svolto la mediazione. Dice Riccardo Barabani, del CONAFI che ha partecipato insieme a Gaetano Salamone: “Siamo stati ricevuti dal notaio a fine asta il quale ha promesso di relazionare al giudice quanto emerso a favore di Malida Monteodorisio, compreso il supporto politico, di CONAFI, dell’Associazione condomini e della Chiesa locale che si è mossa a protezione della famiglia. Il notaio si è dichiarato peraltro disponibile a segnalare al giudice, pur nell’imparzialità del suo ruolo, soluzioni alternative a tutela dei Monteodorisio. Occorre ora lavorare insieme alla Famiglia Monteodorisio a questa soluzione”.
A sostegno della Famiglia Monteodorisio erano presenti il consigliere comunale dei Ds di Ventimiglia e l’on. Bornacin (An). Per tutti vale la pena sottolineare l’importanza della presenza delle istituzioni e dei rappresentanti eletti, locali e nazionali.

All’asta la casa della famiglia Monteodorisio

Oggi alle 15, nello studio dell’avv. Vinciguerra, a Vellecrosia verrà messa all’asta la casa della famiglia Monteodorisio, di Ventimiglia. Si conclude in questo modo l’ennesimo dramma a carico di una famiglia incolpevole: la casa, pagata interamente, verrà sottratta legalmente alla famiglia Monteodorisio, coinvolta suo malgrado nel fallimento dell’azienda costruttrice. L’asta, purtroppo, non andrà deserta e Malida Monteodorisio perderà i suoi e i soldi del padre, deceduto qualche giorno fa. Una vicenda drammaticamente simbolo dell’immoralità e ingiustizia assoluta del meccanismo che regola la gestione dei fallimenti immobiliari in Italia, che gravano interamente sulle spalle degli acquirenti. La legge 38, appena approvata dalla Camera, purtroppo non può applicarsi ai casi in essere (e comunque aspetta l’approvazione del Senato), ma a maggior ragione vicende come quelle della Famiglia Monteodorisio, con il loro intollerabile carico di sofferenza, ci obbligano a continuare nella lotta per trovare soluzioni concordate tra tutti i soggetti coinvolti nei fallimenti immobiliari.

Un articolo sulla vicenda pubblicato nei giorni scorsi dal «Il Secolo XIX».

Relazione di Luigi Spaventa (CONSOB)

Nella sua ultima relazione da presidente della CONSOB, Luigi Spaventa ha ieri bacchettato le banche, impreparate e spesso non in grado di tutelare adeguatamente il risparmio. La fattispecie dei fallimenti immobiliari è una di quelle in cui le banche, grazie alle legge di procedura fallimentare, sono totalmente tutelate a danno dei cittadini acquirenti (iscritti al chirografo e di fatto creditori inesistenti). La responsabilità principale non è delle banche quanto della legge, ciononostante l’articolo 47 della Costituzione [la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione] è totalmente disatteso nel caso dei fallimenti immobiliari.