Un doveroso memento al Sindaco di Grosseto

Ecco il testo del messaggio che andrebbe inviato al sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi [emilio.bonifazi@comune.grosseto.it o, meglio ancora: ebonifaz@gol.grosseto.it] e, se volete, per conoscenza anche al Prefetto: prefetto.grosseto@utgprefettura.it:

Egregio Sindaco,
abbiamo ricevuto la documentazione degli uffici “preposti” del suo Comune in relazione alla vicenda Falzea.
Innanzitutto ci stupiamo di questa Sua iniziativa. Il nostro interessamento alla vicenda Falzea non è di tipo tecnico legale bensì di pura e determinata solidarietà nei confronti di una persona che, in base a procedure in sé legittime, sta subendo danni irreversibili, patrimoniali e morali. È, quindi sul piano della soluzione concreta del problema che speravamo di ricevere sue comunicazioni. Così non è stato e ce ne dispiace.
Torniamo quindi a chiederle di risolvere il problema del suo concittadino Bruno Falzea non nascondendo sotto il tappeto delle motivazioni formali (per altro, ci risulta, ben controargomentate dalla difesa legale del. Sig. Falzea) una sostanziale retromarcia sulle sue dichiarazioni, anche pubbliche, di risolvere il problema.
Cordiali saluti.

Le strane risposte del sindaco di Grosseto (e quelle vere di Falzea)

Dopo lo sciopero della fame di Bruno le cose sembravano volgere al bello. Così non è stato e, con una irrituale risposta, il sindaco di Grosseto, ha pensato di risolvere il caso… non risolvendolo e inviando a tutti coloro che avevano manifestato solidarietà a Bruno una relazione dei suoi uffici tecnici che, manco a dirlo, confermava l’impossibilità di risolvere il problema.
La replica del legale di Falzea è stata immediata e dettagliata nelle controargomentazioni.
La potete leggere e scaricare a vantaggio della vostra cultura tecnico giuridica.
Ma noi, che siamo prima di tutto cittadini, non possiamo non notare il veloce passo indietro fatto dal sindaco che prima promette e poi manda avanti gli uffici tecnici per dire «non posso». Nel prossimo post il messaggio da inviare al sindaco per mantenere alta la pressione nei suoi confronti.

La riforma del condominio a La Spezia (ne parla Augusto Cirla) sabato prossimo

Riforma del condominio: a che punto siamo?
Aumentano le liti, ma il Parlamento non decide.
Sono tuttora giacenti in Commissione Giustizia del Senato tre disegni di legge di riforma del condominio, purtroppo però tutto è fermo senza considerare che le liti condominiali sono in aumento così come i vari adempimenti a carico dei proprietari di casa e degli amministratori di condominio. Tutto ciò sebbene nell’aprile 2006 la Commissione Giustizia abbia congedato un testo della riforma approvato dall’unanimità dei suoi componenti. Il punto sulla situazione sarà fatto dall’avvocato Augusto Cirla, esperto de «Il Sole 24 Ore» e segretario nazionale di Assocond-Conafi, nell’ambito dell’evento organizzato dal gruppo immobiliare Teamcasa presieduto da Paolo Valerio, che si terrà a La Spezia sabato 7 luglio presso il Castello San Giorgio con inizio alle ore 10.15. Il programma dell’incontro pubblico prevede un saluto del geometra Maurizio Botti, in rappresentanza della società svizzera Ital Suisse Immobiliare, la quale ha recentemente avviato un rapporto di collaborazione con il gruppo immobiliare Teamcasa. Seguirà una relazione di Fabio Pini, coordinatore del network Casa Ambiente Territorio, il quale presenterà il progetto di apertura dei Punti Informativi C.A.T. dedicati all’utente del bene casa. I Punti Informativi C.A.T. saranno attivi a settembre grazie alla collaborazione degli aderenti del gruppo immobiliare Teamcasa del quale ricorre il terzo anniversario della costituzione. Conclude i lavori il presidente di Teamcasa Paolo Valerio.

Il verbale di interrogatorio di Falco (Cons. Coop. Casa Lazio)

Un documento dei giorni nostri, si potrebbe chiamare. Non so se il personaggio possa trovare posto tra i cosiddetti «furbetti del quartierino». Certo è che i quartierini sono lungi dall’essere completati e, ciò che più conta, la maggior parte delle famiglie coinvolte nel disastro non hanno ancora risolto i loro, gravissimi, problemi di abitazione e patrimoniali.
Qui potete scaricare e leggere il verbale di interrogatorio di Falco. È un documento, al di là delle determinazioni a cui giungerà la corte, che mostra un modo di fare a dir poco disinvolto; facilone, potremmo dire se non fosse per il piccolo particolare, ricordato anche dal PM Cascini a Falco, che era tutto arrischiato con i soldi altrui.

Michele Vietti presenta il suo lavoro sulla riforma del diritto societario

Abbiamo sempre riconosciuto il ruolo decisivo ricoperto dall’allora sottosegretario Michele Vietti nell’approvazione della legge 210 e nell’esercizio della delega che ha portato al dgls 122. Ma nel frattempo Vietti ha lavorato anche alla riforma del diritto societario. Impegno ampiamente documentato da un libro che presenterà domani pomeriggio in p.zza Belgioioso alle 17 a Milano. Con lui si prevede la partecipazione di Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di sorveglianza di Intesasanpaolo, Maurizio Beretta direttore generale di Confindustria e Carlo Sangalli presidente di Confcommercio.

Seconda puntata dell’inchiesta di Stefano Serpellini

«L’Eco di Bergamo» torna sulla vicenda di Chignolo e approfondisce alcuni aspetti relativi all’applicazione della legge.
Va sottolineato l’intervento, colonna a destra, del presidente di ANCE, l’associazione dei costruttori di Bergamo, Paolo Ferretti. Le sue affermazioni indicano, per fortuna, che il mondo imprenditoriale, almeno quello organizzato, non si piega all’illegalità e rivendica l’applicazione della legge. Quanto al perfettibile e al perfezionabile come ASSOCOND CONAFI non ci siamo mai tirati indietro, anzi, in sede di commissione parlamentare alcune soluzioni lato imprenditori sono state proposte da noi.
Qui potete leggere l’articolo.

Comunicato stampa sul fallimento di Chignolo d’Isola

L’ho appena inviato alle principali testate nazionali. Eccolo:

Siamo alle solite: l’impresa edile ottiene crediti non dovuti dalla filiale compiacente di qualche banca (l’ipoteca sul terreno mette al sicuro la banca dai rischi del fallimento); rastrella danaro da ignari acquirenti che magari ricevono assicurazioni dalla stessa filiale che ha dato i soldi all’imprenditore; poi la situazione precipita e alla fine l’impresa chiude; il proprietario continua a girare in Ferrari tra i paesini dove almeno 90 famiglie vedono i loro risparmi in fumo attendendo che il curatore fallimentare metta all’asta la loro casa.

Questo è accaduto nei mesi scorsi a Chignolo d’Isola nella bergamasca, ma anche in altri comuni toccati dall’attività di questa impresa edile. Questo è stato denunciato dalla famiglie coinvolte ai giornali locali (L’eco di Bergamo di ieri) e al TG della Lombardia. Questo rilanciamo agli organi di stampa nazionale.
Come in mille altri casi che ASSOCOND CONAFI denuncia da anni e per evitare i quali il legislatore ha emanato la legge 122 (in attuazione della legge Duilio 210) in vigore dal luglio del 2005.

Ma questo, evidentemente, non vogliono capire le imprese edili che continuano a vendere e costruire case senza applicare la legge 122 che tutela gli acquirenti prevedendo la fideiussione obbligatoria a loro carico. Se sono aziende solide e credibili non avrebbero difficoltà ad ottenerla; se, come il caso di Chignolo, sono delle vere e proprie aziende truffaldine i risultati sono questi.

ASSOCOND CONAFI, proprio il giorno in cui si riunisce per la prima volta il comitato consultivo del Fondo di solidarietà previsto dalla legge 122 a risarcimento delle vittime dei fallimenti immobiliari, richiama l’attenzione di stampa e opinione pubblica su una situazione intollerabile per un paese che si dichiara civile e che pur avendo una legislazione adeguata (la citata legge 122) viene in larga parte disattesa da chi come tutti dovrebbe attenersi alla legalità. Chi non applica la legge la viola.
ASSOCOND CONAFI invita i cittadini a non acquistare casa da costruttori che non presentano all’atto della firma del preliminare fideiussione bancaria a garanzia dell’intera cifra d’anticipo prevista dal preliminare medesimo.
La mancanza di fideiussione significa che la banca non è in grado di garantire della bontà dell’operazione e se non si fida la banca non si vede il motivo per cui dovrebbe fidarsi l’acquirente.

Nuovo fallimento in provincia di Bergamo

Basta un bravo giornalista e l’attenzione di una testata radicata nel territorio per documentare adeguatamente quello che accade ancora nel 2007 in questo disgraziato paese: quando fallisce l’impresa i cittadini perdono soldi e casa. La legge 122 deve essere integralmente applicata senza se e senza ma.
Questa la prima pagina dell’«Eco di Bergamo» di oggi con il richiamo all’inchiesta di Stefano Serpellini. La vicenda è stata ripresa anche dal Tg3 Lombardia.

Domani, finalmente, la prima riunione del Fondo

Si terrà a Roma, presso CONSAP, la prima riunione del comitato consultivo. L’iter formale per il suo insediamento si è finalmente concluso e il Fondo di solidarietà diventa a tutti gli effetti pienamente operativo.
All’odg l’andamento del fondo medesimo e la campagna di informazione sulla legge. Sarà un’ottima occasione per farci sentire e soprattutto cercare di recuperare il tempo perduto.
In rappresentanza degli acquirenti, come previsto dalla legge, ASSOCOND CONAFI, nella persona del suo presidente, avv. Franco Casarano.
Ecco i componenti del comitato: Gianfranco Pepponi, rappresentante del ministero dell’Economia e delle Finanze, presidente; Fausto Basile, rappresentante del ministero per lo Sviluppo Econimico; Giovanni Staiano, rappresentante dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI); Stefano Barbarotto, rappresentante dell’Associazione fra le imprese assicuratrici (ANIA); Marcello Cruciani, rappresentante dell’Associazione Nazionale Costruttori (ANCE); Franco Casarano, presidente ASSOCOND CONAFI; Paolo Panarelli, rappresentante CONSAP.