Cosa ci dispiace…

ci dispiace, per esempio, che l’ANCE, l’associazione dei costruttori, abbia perso quella tensione positiva e attenta agli acquirenti, dai quali in fondo (non vi pare signori costruttori?) dipendono i successi economici delle stesse imprese. Fino a che punto questo calo di tensione si stia trasformando in un vero e proprio boicottaggio della legge avremo modo di constatarlo presto… denunciandolo all’opinione pubblica.
Ci dispiace, sempre per esempio, che il sistema creditizio, così potente e mastodontico nelle sue superfusioni, sia praticamente privo di attenzioni nell’affrontare l’applicazione di una legge che dal suo punto di vista è un’apertura di nuovi mercati.
Ci dispiace, altro caso notevole, che il mondo assicurativo si sia fatto trovare impreparato all’appuntamento della «decennale postuma», offrendo prodotti assicurativi al di sotto degli standard.
E, infine, ci dispiace, davvero molto, il silenzio di cui tutti questi dispiaceri sono l’effetto: il silenzio della grande stampa; il silenzio delle grandi trasmissioni televisive. Non credo sia il silenzio degli innocenti.
Ma anche questo avremo modo di constatarlo nelle prossime settimane.

Interrogazione parlamentare dell’on. Luigi D’Agrò (8 marzo)

L’on. D’Agrò, che ringraziamo per questa sua importante iniziativa, continua l’attenzione che il suo Gruppo politico ha sempre riservato alle nostre vicende (l’on. Michele Vietti è più di una colonna portante delle iniziative parlamentari e legislative che hanno portato all’approvazione della legge e alla sua piena attuazione). In qualità di vicepresidente del Gruppo parlamentare UDC l’interrogazione dell’on. D’Agrò assume ancora più importanza… Mille grazie.
Nel merito l’interrogazione, che potete leggere in pdf qui, è un modello esemplare e un riassunto esaustivo delle problematiche aperte dall’entrata in vigore della legge. La proponiamo, quindi, a un utile copia e incolla per altri parlamentari che volessero prestare la propria voce e il proprio impegno alla nostra battaglia di civiltà: applicare una legge sacrosanta e giusta, tecnicamente di pregio, a salvaguardia costituzionale del patrimonio delle famiglie italiane.

La situazione del Fondo

Lunedì scorso, 30 ottobre, l’inserto «Norme e tributi» del quotidiano «Il Sole-24 Ore», solitamente molto attento alle nostre vicende, ha dedicato un notevole spazio alla situazione del fondo previsto dal dgls 122.
Non un grande servizio, devo essere sincero. E non solo perché il giornalista, pur avendo sentito per ore Marco Magni, si è ben guardato dal citarci, ma soprattutto per quel velato scetticismo sull’andamento del fondo non proprio all’altezza dell’informazione che si deve dare al lettore.
Titolo chiaramente sbagliato: «il fondo è già a secco». È il dgls ad aver deciso la partenza a secco del fondo; i versamenti conseguenti al prelievo del 4 per mille non potevano arrivare se non dopo l’effettiva entrata in vigore della legge che, nella parte che riguarda la fideiussione obbligatoria, doveva scontare lo scivolo previsto delle autorizzazioni: l’obbligo fideiussorio si applica, infatti, a tutte le iniziative che hanno l’autorizzazione successiva al 21 luglio 2005.
Non solo, ma delle cifre che vengono date in pasto al lettore (fornite dalla CONSAP medesima), soprattutto i 2 milioni di euro presenti in cassa, non viene detto che sono stati raccolti per lo più negli ultimi mesi, proprio quando comincia farsi sentire l’attenuazione dell’effetto scivolo, vale a dire quando cominciano ad entrare le autorizzazione a costruire successive al 21 luglio 2005.
Completano il servizio alcune informazioni importanti per noi tutti: la convenzione per la gestione del fondo alla CONSAP è stata firmata il 24 ottobre e quindi si è in attesa della costituzione ufficiale del comitato di gestione del fondo nel quale ASSOCOND CONAFI è presente (unica associazione a rappresentare i diritti degli acquirenti danneggiati… lo ricordo a tutti gli associati). La prima riunione dovrà esprimersi sulle linee guida dell’istruttoria della 10.841 domande pervenute.
In sequenza i tre articoli che formano il servizio di Massimo Frontera per il «Sole»: quello del titolo sbagliato; le notizie confortanti; l’intervista a Paolo Panarelli, da poco direttore generale, e al quale vanno i nostri sentiti auguri.

Gli svarioni del sito di «Repubblica»

Che i cosiddetti esperti che discettano un tanto al chilo sui siti dei quotidiani non brillino è risaputo ma che arrivino a confondere la «registrazione» con la «trascrizione» del preliminare è ridicolo oltre che pericoloso e fuorviante.
L’esilarante risposta al quesito, che per altro pone una domanda importante senza ricevere una risposta corretta, la trovate sul sito di «Repubblica» basta cliccare qui.
Ho provveduto a inviargli immediatamente queste osservazioni utilizzando lo spazio per inoltrare i quesiti:

Nella risposta al quesito sulle tutele per chi acquista casa in costruzione, la vicenda delle sanzione al costruttore che non rilascia fideiussione non è stata data in termini corretti. Non ci sono sanzioni se queste si intendono come pecuniarie o ritiri di licenza o cose così. In realtà la legge prevede la nullità del preliminare il che pone l’imprenditore in una situazione di incertezza che non è conveniente neppure all’istituto di credito che, conviene dirlo, è il soggetto che mette in condizioni l’impresa di operare (i soldi dell’acquirente arrivano in secondo tempo). In più credo che la tutela a cui si riferisce non sia la mera registrazione del preliminare che nulla cambia nella procedura fallimentare quanto a privilegi nel credito (l’acquirente rimane sempre chirografaro e quindi non piglia nulla), bensì alla trascrizione del preliminare che è cosa ben diversa e infatti va fatta davanti a un notaio e nessun imprenditore accetta. In più le garanzie sono anche date dal altri articoli del dgls 122 che andrebbero evidenziati e spiegati. In particolare l’obbligo di cancellazione e frazionamento del mutuo prima del rogito e limiti alla revocatoria. Questo per completezza nell’informazione doverosa nei confronti dei vostri lettori.

Se potete inviate lettere di protesta al sito di «Repubblica»: quella pubblicata è una risposta da cialtroni.

Alcune acide considerazioni

Ho inviato a «Il Barbiere della Sera», notissimo sito, nonché luogo di discussione tra i professionisti dell’informazione, alcune acide considerazioni, lo riconosco, sul trattamento che abbiamo ricevuto dalla stampa quotidiana.
Molto cortesemente è stato pubblicato: potete leggerlo qui.
Che dire d’altro? L’episodio del passaggio di Staffelli è particolarmente illuminante: il noto personaggio televisivo, come si dice quando la combinano grossa, ha ricevuto nei giorni immediatamente precedenti l’iniziativa tutti i miei comunicati; sia a «Striscia» che alla sua rubrica a «Radio24». Quest’ultima amabilmente risponde automaticamente che prenderà in considerazione la segnalazione con la dovuta attenzione.
Cari i miei colleghi, la prossima volta vedremo di fare qualcosa di, diciamo così, più robusto. Va bene?

Bilancio in chiaroscuro dei due giorni di presidio davanti a IMI San Paolo.

Buoni i tre servizi che ci hanno dedicato Tg3 Lombardia, Telereporter e Telenova; meno buona per non dire di peggio, la copertura da parte della carta stampata. Evidentemente sottoposta a pressioni in un momento di fusioni bancarie che, purtroppo per il nostro disgraziato paese, comportano riverberi sugli assetti editoriali dei maggiori quotidiani; «Corriere della sera» e «Repubblica» in primis.
Non riesco a spiegarmi in altro modo la totale assenza di copertura di un evento che, a guardare il rilievo che questi giornali offrono a manifestazioni di dissenso importanti ma comunque dai contorni decisamente più sfumati, avrebbe moltissimi motivi di interesse.

Operazione Palazzo del Duca a Milano: da domani 26 al 27

Abbiamo rinunciato a una giornata per concentrarci in due di forte denuncia della situazione in cui versano le famiglie coinvolte nel fallimento COGEOS e non solo.
Sono stati invitati tutti i consiglieri comunali milanesi e regionali. Una loro partecipazione, anche nella forma di una stretta di mano alle famiglie, può voler dire qualcosa ai signori della banche.

Il titolo del servizio delle scorse settimane sull’Espresso sintetizza bene il senso della nostra denuncia dei comportamenti immorali di San Paolo IMI-Intesa: LADRI DI CASE.