Anatomia di una bassa e volgare azione di lobbyng

Ecco il documento che l’ANCE, guardandosi bene dal firmare, ha fatto circolare in Commissione. Il tenore delle argomentazioni, oltre che il contenuto, rende chiaramente visibile la rivendicazione dell’elusione della legge. E questo per dei cittadini organizzati in gruppo di interesse, perché questa è l’ANCE, non altro, è inaccettabile.

Alcuni passaggi sono semplicemente grotteschi, come quando parlano dello squilibrio tra costruttori e acquirenti a vantaggio di questi ultimi, che è come dire che un automobilista può passare con il rosso perché altrimenti favorisce il pedone!

Questa, invece, la nostra controreplica.

Chiarisco il mio pensiero sull’azione di lobbyng. Può essere che a un gruppo di interesse organizzato una legge non piaccia. Può essere che sulla norma si apra una discussione che coinvolga gli interessati. Ma occorre ricordare almeno due occorrenze specifiche che rendono la discussione sul dlgs 122 particolare:
1. la norma è pienamente applicabile in quanto una quota consistente di imprenditori vi si attiene, fa profitti, vende case e le vende meglio, mentre a fallire sono proprio gli imprenditori che non applicano la legge; quindi se proprio si deve modificare la legge non lo si può fare che nella direzione di renderla ancora più cogente attraverso le sanzioni per coloro che non applicandola danneggiano i cittadini e fanno concorrenza sleale ai loro colleghi. ANCE non si è certo mossa in questa logica ed è inspiegabile per un’associazione di moderni imprenditori.
2. non si può aprire un tavolo di trattativa, ammesso e non concesso che lo si debba aprire su queste basi, partendo dalla disapplicazione della legge. Prima mi applichi la legge come qualsiasi altro cittadino poi ne parliamo. Il fatto che i politici di questa disgraziata nazione non colgano neppure lontanamente l’inaccetabilità di una situazione nella quale l’illegalità viene usata per determinare rapporti di forza ci dice più di ogni altra analisi il livello di degrado a cui è giunta la nostra vita politica.

Il comunicato stampa ufficiale sullo scempio delle commissione VI e X

Inviato a tutta la stampa stamane:

L’incredibile autogol di costruttori (ANCE) e Partito democratico:
respingono uniti un emendamento per il rispetto della legge!!

Milano, 29 luglio 2012

Se questa è, per la nostra nazione, la stagione del rigore, del ritorno al rispetto delle regole (e quindi alla legalità), dobbiamo registrare e denunciare una clamorosa eccezione a questo principio, della cui affermazione senza eccezioni tutti avevamo, invece, bisogno.

Nel 2004 il nostro Parlamento ha introdotto con unanimità di consensi bi-partizan un sistema di regole per garantire la tutela degli acquirenti di immobili da costruire, evitando loro la perdita dei risparmi di una vita, nel caso di fallimento del venditore costruttore (tutto ciò in linea con la legislazione degli altri paesi europei).

Questo sistema di regole è stato violato costantemente dai costruttori, che soltanto in misura estremamente limitata (meno del 30%) l’hanno rispettato, in ciò facilitati dalla inconsistenza del sistema sanzionatorio che la legge presentava.

A fronte del costante incremento dei fallimenti nel settore dell’edilizia negli ultimi cinque anni e, dopo aver rilevato che tutte le imprese fallite avevano violato la legge in questione in danno di migliaia di famiglie, alcuni parlamentari, appartenenti a forze politiche diverse e spesso contrapposte tra loro, hanno proposto l’emendamento 9.020 al AC 5312, “Conversione in legge del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese”, emendamento contenente modifiche al d.lgs. 122/05 atte a introdurre un efficace sistema sanzionatorio tale da garantire l’applicazione rigoroso della legge e quindi il ritorno alla legalità.

Su tale emendamento è stato registrato il parere favorevole del Governo, ma le Commissioni riunite VI e X della Camera dei Deputati, presso la quale si procedeva all’esame degli emendamenti sono state fatte segno dell’immancabile intervento della lobby dei costruttori (ANCE) che, con uno sconvolgente travisamento dei valori e delle loro priorità, ha rappresentato il “gravissimo” danno che i costruttori avrebbero subito, ove fossero stati costretti ad applicare la legge!

Se siamo stupefatti dal fatto che ANCE, nonostante le innumerevoli affermazioni di principio sulla necessità del rispetto delle regole, nel concreto dimostri un così palese disprezzo del principio di legalità e una scarsa attenzione verso quella minoranza di costruttori che danno rigorosa applicazione della legge di tutela degli acquirenti, siamo addirittura esterrefatti nel registrare che la Commissione, dopo il parere negativo all’emendamento espresso dall’on.le Alberto Fluvi (Partito Democratico) ha fatto cadere l’emendamento, che pure aveva riportato il parere favorevole del Governo.

L’on.le Alberto Fluvi e tutti gli onorevoli componenti delle predette Commissioni dovranno spiegare alle migliaia di cittadini che perderanno casa e danaro nel prevedibile incremento delle procedure fallimentari del settore dell’edilizia, per quale motivo sia stata persa l’occasione di rendere efficace ed operativa una legge dello Stato, che all’unanimità i parlamentari avevano approvato sette anni fa.

Non vorremo pensare che quella legge vada bene solo come effetto “annuncio”, mentre la sua effettiva applicazione turberebbe eccessivamente il “mercato”.
Ma dove è andato tutto quel gran parlare dell’etica d’impresa!

E perché è accettabile per un rappresentante del popolo che la illegalità sia posta a presidio degli interessi di una categoria?

Le Commissioni Parlamentari Riunite (VI e X) il 20 luglio hanno espresso parere sfavorevole sull'articolo aggiuntivo Lussana 9.020.

È lo stesso Alberto FLUVI (PD), relatore per la VI Commissione, ad esprimere parere contrario sugli emendamenti sull’articolo aggiuntivo Lussana 9.020 che introduceva le sanzioni a carico degli imprenditori che violano la legge. Se questo è un modo per salvare il settore direi che siamo sulla strada giusta: favoriamo chi delinque. Chiediamo a Bersani se questo è il loro modo di uscire dalla crisi. Ricordo che il Governo aveva accolto favorevolmente l’emendamento, quindi il PD, in questa occasione, si è espresso contro il Governo.

Scriviamo all’on. Alberto Fluvi cosa pensiamo della sua scelta scriteriata

Qui la discussione e gli aggiornamenti sulla vicenda sulla pagina Facebook dedicata alle vittime dei fallimenti immobiliari.

L’Italia è l’unico paese al mondo, almeno di quello più o meno legalizzato, nel quale un gruppo di cittadini, tale è infatti l’ANCE, portatori di interessi settoriali ben precisi e non riconducibili in alcun modo all’interesse generale se non in via indiretta (la famosa partecipazione al PIL nazionale) si permette di interferire nel potere legislativo del parlamento utilizzando l’arma dell’illegalità. In sostanza costoro dicono: noi non vogliamo applicare la legge e per questo non dovete punirci perché siamo forti e rappresentiamo interessi robusti. E la cosa ancor più drammatica è che un atteggiamento così smaccatamente arrogante a difesa dell’illegalità trova orecchie e assenso nel partito democratico!!!

Questo il testo dell’emendamento: semplice e chiaro nella formulazione, non opponibile da alcuno in sede di attuazione, con un ruolo riservato ai Comuni non irrilevante.

Coop di S. Lazzaro di Savena in crisi… a seguire almeno altre quattro

Le famiglie coinvolte rilasciano dopo anni di incertezze e cattive gestioni, la cui responsabilità è tutta da verificare ma il meno di cui si può dire è che sono venuti meno tutti i principi mutualistici che dovrebbero ispirare l’agire delle coop, un’intervista al quotidiano «Resto del Carlino». Finalmente, diciamo noi… Trasparenza, pubblicità e informazione all’opinione pubblica di fronte a queste situazioni è il minimo che si può esigere.
Questo l’articolo, per altro neppure molto dettagliato e con qualche sigla mancante per carità di patria…
L’articolo del «Resto del Carlino» di sabato scorso

L'articolo di oggi del «Corriere della sera»

Con qualche inesattezza ma complessivamente un buon servizio.
A firma Alessandro Luongo che ringraziamo.

Discutibile, a mio parere, la scelta del «Corriere» di far seguire nella pagina successiva un articolo di dati sulla crisi del settore edilizio con le lamentele di ASSIMPREDIL.
Saranno pure giustificate, dal loro punto di vista, e quasi certamente fondate, ma il fatto che non trovino nessun raccordo con le cifre del disastro pagato dai cittadini grazie alla sostanziale disapplicazione della legge da parte delle stesse imprese che si lamentano, beh mi sembra scelta editoriale discutibile.
Possibile che se emerge chiara, da parte nostra la denuncia di un grave problema che coinvolge gli imprenditori, il più importante quotidiano nazionale, anche se su pagina locale, non possa fare a meno di sentire l’altra campana? Con un particolare non secondario: che noi la nostra campana sul Corriere riusciamo a suonarla ben che vada una volta ogni 5 anni, ASSIMPREDIL è sul Corriere un giorno sì e l’altro pure!!!! Così non va quanto a cosiddetto equilibrio dell’informazione… non va!!!!