Si conclude il caso Manfredini a Ferrara

Le famiglie coinvolte nel fallimento Manfredini, in provincia di Ferrara, dopo 15 anni di lotta e sacrifici, chiudono il contenzioso con la BNL e finalmente diventano proprietarie della loro casa senza più nulla dover versare alla banca.
Sono sicuro che continueranno a seguirci, anche perché il metodo da loro adottato, ancor prima che si formasse il CONAFI, è un esempio di come i cittadini debbano muoversi e organizzarsi quando incappano in situazioni del genere. Ogni fallimento è un caso a sé… ma se tutti fossero uniti e determinati come sono state le famiglie del fallimento Manfredini qualcosa si riuscirebbe a ottenere.
L’articolo del «Resto del Carlino» che racconta la conclusione della vicenda. Oggi alle alle ore 12.25 su RAI TRE REGIONE EMILIA ROMAGNA andrà in onda un servizio speciale sulla vicenda del Fallimento Manfredini di Ferrara.

E mentre da una parte si chiude dall’altra si apre

E mentre un caso si chiude, un altro, sempre nella stessa zona, si avvia a una drammatica conclusione. La situazione è senza vie d’uscita: la vicenda è difficilmente risanabile in quanto gli alloggi (interamente pagati dalle famiglie) sono stati venduti all’asta a un costruttore di Bologna il quale non tarderà molto a far «sgomberare», anche servendosi della forza pubblica!!!!!! L’infaticabile Antonio Monteleone sta cercando di contattare, con le famiglie coinvolte, i politici della regione.
L’articolo della «Nuova Ferrara» di mercoledì 3 marzo sul caso.
Ho sentito per telefono la signora Valeria, coinvolta nella vicenda, e devo dire che la rabbia per una situazione che definire ingiusta è un semplice eufemismo mi assale… se poi la paragoniamo alla flemma con la quale tutte queste vicende vengono vissute dai nostri parlamentari…

Il fax corretto di «Forum»

Siamo riusciti a recuperare il fax corretto della trasmissione «Forum»: è il numero 0677082732.
Si può inviare anche una mail all’indirizzo: forum@mediaset.it non mi è tornata indietro.
Il testo del fax va, ovviamente, personalizzato con la firma e qualche dato relativo al vostro fallimento. Ricordatevi di scrivere: aderente al CONAFI.
Uno degli insegnamenti di questa vicenda, a mio parere, è questo: da soli, limitandovi a raccontare il vostro dramma e la vostra situazione, senza citare e senza richiamare tutte le altre migliaia di persone coinvolte (e il CONAFI e la legge ecc.), il vostro interlocutore tenderà a darvi una risposta consolatoria e, come nel caso di «Forum», disinformata e falsa.
La strategia comunicativa del CONAFI in questi tre anni è stata, al contrario, proprio quella di far emergere la dimensione diffusa e l’enormità sociale dell’ingiustizia subita, di fronte alla quale è quasi impossibile replicare come ha fatto il giudice durante quella sciagurata trasmissione.

La trasmissione «Forum» disinforma

Un caso di disinformazione grave alla trasmissione «Forum», una di quelle che apparentemente è dalla parte dei cittadini. Ecco come la racconta Riccardo Barabani:

Una signora ligure in collegamento con lo studio televisivo, racconta la sua storia e dice sinteticamente che ha acquistato un immobile che ha pagato quasi interamente per 180 milioni contro i 210 milioni concordati ma ahime, il costruttore fallisce e… La sua domanda è: cosa posso fare? Questa la risposta del giudice.
Esiste una legge del 1942 che dice che in caso di fallimento il curatore può… ma signora non si preccupi non c’è scritto che deve. Quindi il mio consiglio è di rivolgersi ad un avvocato, lui si metterà in contatto con il curatore, gli parlerà, le dirà che lei salda con i 30 milioni che deve ancora della differenza dando così esecuzione al suo preliminare e vedrà che senz’altro il curatore, mettendosi una mano sul cuore, sarà d’accordo a chiudere il tutto e la sua storia avrà termine. Vede questa è una legge vecchia, ripeto del 1942, e vi sono stati tante variazioni e casi che l’hanno ormai modificata. Stia tranquilla, vedrà che il curatore capirà e lei signora starà tranquilla.

Ora, naturalmente tutto questo è assolutamente falso. Abbiamo scritto un fax da inviare alla trasmissione, ma come prevedibile, il fax è praticamente disinserito! Si può personalizzare e tentarlo di inviare via mail alla redazione di Rete4 (rete4@mediaset.it) sperando che la rottura di… li costringa a passare i messaggi alla redazione di «Forum».

Operazione «Senatore… ma cosa aspetta?»

È partita l’operazione «Senatore… ma cosa aspetta… a discutere il ddl 2195?». Noi c’eravamo prima della Parmalat e se andate avanti così ci saremo anche dopo!

Chi ci legge, e non ha ricevuto le news del CONAFI, deve contattare il senatore eletto nel proprio collegio e consegnargli, adeguatamente personalizzata, la lettera che qui potete scaricare (in Word). Lo scopo è quello di territorializzare il problema agli occhi del senatore: deve sapere che nel collegio elettorale in cui è stato eletto avvengono cose la cui esistenza o conosce per sentito dire, dai giornali o conoscenze o tramite il CONAFI nazionale… o non conosce affatto. Ma le vittime sono elettori e tra poco ci sono le elezioni… a buon intenditor poche parole.

Riduzione del danno

Come ci scrive da Torino Antonino Salerno, uno degli obiettivi del CONAFI, insieme con l’approvazione della legge di tutela degli acquirenti, è la riduzione del danno là dove si è verificato o si sta verificando.
In questo senso la vicenda che ha visto protagonista il condominio «La Torre» è emblematica e significativa di quanto dovrebbe e potrebbe essere fatto da tutti i Comitati che aderiscono al CONAFI-ASSOCOND per ottenere quella giustizia che la legge non garantisce loro.
Questo il comunicato conclusivo sulla vicenda:

Oggi, 26 febbraio 2004, alle ore 13, nello studio del notaio Pregno, con l’atto di frazionamento del mutuo si è conclusa l’odissea delle 48 famiglie di via Pietro Cossa. Dopo ben dieci (10) anni di ansie e sei mesi di estenuanti trattative, infuocate assemblee, manifestazioni, addirittura una delibera di Consiglio regionale ottenuta nello spazio di una giornata, in aggiunta a ulteriori sacrifici economici, le 48 famiglie potranno per la prima volta tornare nella casa che abitano sapendola propria e nella certezza di non poterne più essere cacciati. Ribadiamo ancora una volta, non per tediare ma perché costretti dall’incredibile posizione assunta dalla II Commissione giustizia del Senato, dove si è impantanata da quasi un anno la «nostra» legge di tutela già votata all’unanimità dalla Camera, che solo un intervento legislativo a salvaguardia del risparmio impiegato nell’acquisto della casa, come recita peraltro la nostra Costituzione (art. 47), potrà fermare lo stillicidio di questi drammi umani e sociali. Ma, dobbiamo prendere atto che in Parlamento tutto è più importante e urgente di questa legge dovuta alle vittime e voluta dalle associazioni, dai costruttori, dalle banche, dal mondo cooperativo, dalla Camera, da tutti insomma ma non dal Presidente della II Commissione sen. Antonino Caruso.
Comunque, uno dei 400 casi piemontesi è stato risolto e vogliamo qui ringraziare chi ha reso possibile questo esito.
Le Istituzioni innanzitutto, nelle persone degli assessori Roberto Tricarico, Franco Botta e del Presidente del Consiglio regionale Roberto Cota, i consiglieri regionali Roberto Placido e Ennio Galasso (fra i tanti non citati con cui mi scuso), l’AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane) nella persona del geom. Renato Gariano, l’avvocato Alessandro Re e il comitato La Torre che hanno fatto un ottimo lavoro di squadra con la nostra associazione, la banca Mediocredito che si è resa disponibile in più occasioni e aspetti della vertenza e, per concludere, anche i media che si sono ripetutamente occupati della vicenda e non ci hanno fatto mai mancare lo spazio informativo quando poteva essere utile al buon esito della strategia che abbiamo seguito.