Nuovo caso di fallimento a Città Sant’Angelo in provincia di Pescara. Circa 20 le famiglie coinvolte, con presenza di fideiussioni false. Ricordo che per essere a norma di legge devono essere bancarie o assicurativa; in questo caso la società deve essere comparire nell’elenco dell’art. 107 del testo unico bancario… vale a dire controllate… tutte le altre non valgono… La banca coinvolta nei finanziamenti all’impresa fallita è la Banca Popolare di Lanciano e Sulmona.
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Riforma del condominio
Il sito del Governo a sostegno dell’applicazione del dlgs 122
Eccolo.
Mi pare sostanzialmente corretto. Forse non proprio in evidenza… ma è altrettanto vero che di problemi in evidenza la nostra nazione ne ha uno al giorno.
Virgilio Economia apre sulle garanzie introdotte dal dlgs 122
Una lettera a Tremonti di un nostro iscritto
Giovanni, un amico pugliese ha inviato al ministro Tremonti e ad alcuni parlamentari una lettera per sollecitare il finanziamento della legge. Al di là delle proposte formulate, di difficile applicazione data la natura del dlgs 122 che non può prevedere alcun onere per lo Stato, la pubblico a dimostrazione dello spirito di iniziativa che spesso si manifesta… Naturalmente non credo che si possa nutrire illusioni circa gli effetti concreti di queste iniziative ma male non fanno. Va anche sottolineato che alimentare il Fondo attraverso il prelievo del 5 per mille sulle fideiussioni ci permette di avere dati attendibili sullo stato di applicazione della legge. Non va infatti dimenticato che la nostra azione ha avuto come obiettivo non solo il risarcimento delle vittime ma, soprattutto, l’evitare che la procedura fallimentare investisse gli acquirenti e quindi mettere in sicurezza i nostri concittadini dai rischi e dai danni da noi già ampiamente patiti.
Questo il testo della lettera:
Ill.mo Signor Ministro Giulio Tremonti
sono Giovanni Mazzara, un elettore del PDL, mi perdoni se le rubo del tempo per leggere il mio appello che rappresenta 12.086 famiglie coinvolte nei fallimenti immobiliari, che hanno perso migliaia di euro e che vorrebbero un risarcimento per il danno in tempi ragionevoli.
Nel nostro amato Paese quando si verifica un evento tragico (ultimo il terremoto in Abruzzo con meno di 2000 famiglie coinvolte) scatta subito la macchina della solidarietà, si organizza di tutto pur di raccogliere fondi per sostenere le famiglie per la ricostruzione, ma per noi altrettanto sfortunati ci si è limitati a istituire un “Fondo di solidarietà per gli acquirenti di beni immobili da costruire” con la legge 2 agosto 2004 n.210, dl n.122 del 20 giugno 2005 e decreto interministeriale del 2/2/2006, che è alimentato unicamente da una percentuale, il 5 per mille, degli importi delle fideiussioni a garanzia delle somme riscosse dal costruttore. Riferimento: http.//www.consap.it/fondi/fondoaquirentiimmobili
Al 30 settembre 2010, Signor Ministro, il fondo (istituito nel 2005 e con entrate annuali di circa 10 milioni di euro, in diminuzione nei prossimi anni) è costituito da € 41.639.139 a fronte di una richiesta di 1007 milioni di euro (12.086 domande in indennizzo) quindi può immaginare quanti anni occorreranno per poter soddisfare l’intera richiesta (circa 96 anni con il trend attuale!!!).
Riferimento: http://www.assocond.it/pdf/stime/novembre2008-StimeAssocond-Conafi-Applicazione122_05%20.pdf). La speranza e che Lei Signor Ministro e il Presidente Silvio Berlusconi (a cui ho inviato la presente lettera) prendiate a cuore la nostro causa e che, come avete fatto con i terremotati dell’Abruzzo, interveniate con l’istituzione di gratta e vinci e altri giochi per alimentare le casse del Fondo di Solidarietà.
Infatti come riporta il seguente articolo: “Dal gratta e vinci 1,2 miliardi di euro, in 2 anni superato il limite minimo prefissato dallo Stato” si evince la potenzialità della nostra richiesta. Riferimento: http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/11/29/news/dal-gratta-e-vinci-1-2-miliardi-2853236). Signor Ministro, certo di un suo interessamento, la ringrazio anticipatamente a nome di tutti.
Cordiali saluti
Giovanni
Storiella (si fa per dire) di fine anno
Tragica, a suo modo infame e fuori da qualsiasi parametro. Raccontata oggi sul quotidiano «Avvenire» (pagine di cronaca lombarda a firma Franca Clavenna).
Siamo nel Magentino. Case vendute nel lontano 1989. L’impresa fallisce negli anni 90. Ora, oggi che siamo a qualche ora dal 2011, Italfondiario, emanazione di BancaIntesa, ha notificato ai condomini, che si credevano nella piena proprietà della casa, regolarmente rogitata, che sulla loro casa grava l’ipoteca fondiaria non cancellata dal fallito. Risultato: case all’asta! Se già non lo avevate capito, signori, siamo in Italia!
Iniziata da qualche giorno la campagna di spot tv sulle reti RAI
Ecco, sì, lo spot tanto atteso da qualche giorno si vede qui e là (più là che qui, a dire il vero, nel senso che non è martellante…). Tutto e solo sulle reti RAI. Una cosa incongrua è la segnalazione finale del sito consap.it dove il cittadino nulla trova in home page di collegato alla legge ma, tutt’al più, il rimando al fondo di solidarietà che però riguarda le vittime non gli acquirenti…
Nuovo caso romano…
tenuto conto che a Roma le percentuali di applicazione della legge sono a una cifra e sotto il 5 mi pare che qualcuno dovrebbe riflettere… anche tra i cittadini..
Da «Newspages» di oggi apprendiamo di un’interrogazione scritta dell’on. Antonio Borghesi
Alla quale risponde (??) ANCE… con qualche ambiguità (in sostanza richiedono la fideiussione progressiva):
L’Ance spiega che alla Camera dei Deputati, è stata presentata l’Interrogazione a risposta scritta (n. 4-08787 – a firma dell’On. Antonio Borghesi del Gruppo parlamentare IdV), rivolta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, sulle modalità di rilascio della fideiussione per l’acquisto di immobili in costruzione di cui al Dlgs 122/2005 attuativo della L. 210/2004.
La Legge 210/2004 ha, infatti, delegato il Governo ad adottare, entro sei mesi dalla sua entrata in vigore, uno o più decreti legislativi per la tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili che siano ancora da edificare.
In attuazione della stessa è stato, poi, emanato il Dlgs 122/2005 che ha introdotto, a pena di nullità del contratto, l’obbligo del costruttore di rilasciare all’acquirente un’unica fideiussione di importo corrispondente alle somme riscosse e a quelle che, secondo i termini e le modalità stabilite nel contratto, deve ancora riscuotere dall`acquirente prima del trasferimento della proprietà o di altro diritto reale di godimento.
Nelle premesse dell’Atto di controllo, viene, tra l’altro, evidenziato che nei cinque anni di applicazione della disposizione si sono manifestate, da parte dei costruttori, obiettive difficoltà ad adempiere l’obbligo di legge, in relazione alla necessità di garantire non solo gli acconti ricevuti ma anche quelli ancora da percepire. Questa situazione si è, poi, ulteriormente aggravata con la crisi economica che determinando una restrizione del credito alle imprese ha reso ancora più complessa l’attuazione della disposizione legislativa.
L’Ance conclude che viene richiesto al Governo «se ritenga opportuno, ferme restando le garanzie a favore degli acquirenti di immobili da costruire, e sentite le organizzazioni di categoria, assumere le opportune iniziative per una revisione del decreto legislativo 122/2005 prevedendo che la fideiussione sia conseguita solo a fronte di effettivi incassi, ovvero individuando altre forme di garanzia».
Inviamo lettere di protesta a CONSAP
Coloro che hanno inviato a suo tempo domanda di risarcimento alla CONSAP, come previsto dalla legge (ormai si parla di untempo che varia tra i quattro e i due anni) sono invitati a inviare lettere di protesta a CONSAP visto il perdurare del silenzio e un chiaro ulteriore e inaccettabile slittamento della data entro la quale le istruttorie dovrebbero essere chiuse. Faccio notare che senza la determinazione della cifra totale dei rimborsi ammessi non è possibile per CONSAP procedere alla ripartizione territoriale del fondo e quindi procedere alle prime erogazioni dei fondi. Situazione difficile da definire in termini civili.