Il quotidiano «il Giorno», nella sua edizione lombarda, di domenica 8 febbraio, ha raccontato l’ennesima storia di fallimento. Una coppia di coniugi coinvolta, dice il titolista, in un’«assurda vicenda». È la stessa assurda vicenda per almeno altre 200mila famiglie italiane!!!
Presidio del Condominio La Torre a Torino
A Torino, in via Pietro Cossa 293/40, il condominio «La Torre» lotta per veder riconosciuto il diritto alla proprietà della casa: sono 48 famiglie che hanno speso tutti i loro soldi per una casa che non è ancora loro. Coinvolto una cooperativa a sua volta fecente parte di un consorzio come minimo inadempiente.
La storia, molto ben raccontata e dettagliata, sul sito del «Comitato la Torre».
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO 2004 – PRESIDIO DEL CONDOMINIO LA TORRE IN VIA ALFIERI DAVANTI AL PALAZZO LASCARIS, SEDE DEL CONSIGLIO REGIONALE DALLE ORE 10 ALLE 13.
Servizio del «Foglio» sul consumerismo
Senza necessariamente condividerne del tutto il taglio, vi propongo la paginata che il quotidiano «il Foglio», nel suo numero di ieri, dedica alla galassia delle associazioni di difesa dei consumatori.
Alcune considerazioni fanno effettivamente pensare e, forse, possono rispondere, almeno parzialmente alla domanda che spesso mi pongo: perché finora nessuna di queste associazioni si è mai occupata di una questione come la nostra?
L’aiuto della Provincia di Lucca
Un’altra significativa, e a quanto sembra, importante esperienza a livello locale. La Provincia di Lucca ha fornito un aiuto concreto alle famiglie coinvolte in fallimenti immobiliari, grazie al presidente del Consiglio provinciale, Giovanni Gemignani, portavoce storico della battaglia contro le ingiustizie causate dai fallimenti immobiliari. Grazie a lui e al presidente della Giunta, Andrea Tagliasacchi, sostenitore di questa lotta, 12 famiglie di Lucca sono riuscite ad ottenere il rogito definitivo.
Un ringraziamento particolare da parte del Conafi Assocond toscano e nazionale alla Provincia di Lucca per la sensibilità e per il concreto impegno a favore delle famiglie.
I particolari dell’iniziativa sul sito della Provincia di Lucca.
Di questa dichiarazione sentivamo un’acuta mancanza!
RISPARMIO: PEZZOTTA, BASTA CON L’ENFASI DEL RISPARMIATORE SERVONO NUOVE REGOLE DI DEMOCRAZIA ECONOMICA (ANSA) – ROMA, 6 FEB – Basta con l’enfasi del risparmiatore: quello che serve sono nuove regole di democrazia economica per rendere il nostro capitalismo più trasparente. Così il leader della Cisl, Savino Pezzotta, è tornato sulle recenti vicende Parmalat e Cirio. «Sono stanco – ha detto intervenendo a un convegno sull’etica nella finanza – di questa enfasi eccessiva del risparmiatore. Certo, i risparmiatori vanno tutelati, ma sanno benissimo che se investono in azioni rischiano. Del resto – ha aggiunto – non è che quando si rischia e si guadagna va bene e quando si perde a pagare deve essere la comunità. Così non va bene».
E una dichiarazione sconcertante, che viene dalla stessa cultura che ispira anche un certo tono intorno alle nostre vicende… al Pezzotta non sfiora l’idea che quei piccoli risparmiatori siano le stesse persone che hanno in tasca la tessera del suo sindacato. Alla fine sembra che a fare gli affari debbano essere sempre gli stessi, nominati per decreto divino e sanzione sociale. Complimenti, un vero contributo alla modernizzazione del nostro paese.
Il balletto delle dichiarazioni
Il balletto delle dichiarazioni a favore dei risparmiatori prosegue, inarrestabile (e altrettanto privo di conseguenze concretamente riscontrabili). Questa di Maroni è arrivata nella mattinata di ieri, proprio nel corso di un incontro all’ABI: «Quello che è avvenuto – ha detto Maroni – pone una questione, e cioè se sia responsabile il comportamento di una azienda che trasferisce sui clienti il rischio di impresa».
Ma per gli acquirenti di case in costruzione il «rischio di impresa» E DA SEMPRE STATO TRASFERITO IMPROPRIAMENTE SUI CLIENTI!!! ALMENO DAL 1942!!! Coraggio Parlamentari, ancora uno sforzo e riuscirete a vederci!!!!
Rompere il muro dell’indifferenza!!!
Dagli incontri di questi ultimi quindici giorni con i gruppi politici emerge forte la sensazione che siamo ancora molto lontani da quella percezione ragionata del problema e della sua soluzione che, l’anno scorso, consentì alla Camera l’approvazione unanime del ddl 38.
Giunti a questo punto abbiamo l’obbligo morale, oltre che civile, di richiamare i signori del Senato alle loro responsabilità: devono approvare il ddl 2195 al più presto e con le modifiche da noi proposte!
Chi avesse in questi giorni difficoltà a ricevere la posta elettronica qui può leggere l’ultima news del CONAFI.
Introdotto il reato di «nocumento al risparmio»
Il ddl sull’Authority per il risparmio introduce il reato di «nocumento al risparmio» e prevede sanzioni Fino a 12 anni di reclusione per i danni che possono essere configurati come «fenomeni di massa».
Quanto a «nocumento» non siamo secondi a nessuno!! Quanto a «di massa» diteci se 200mila sono pochi! Eppure non c’è nessuna possibilità che questo provvedimento possa essere applicato alle famiglie vittime dei fallimenti immobiliari. Se è il segnale, come sembra dire Tremonti, che qualcosa pur bisogna fare per tutelare i risparmiatori, ebbene, senza chiedergli nulla al Senato c’è solo da modificare lo sciagurato intervento della Commissione Giustizia e alzare la manina. Non chiediamo neppure uno straccio di Authority che, di questi tempi, sembra non si possa negare a nessuno.
Trafiletto del «Sole24Ore»
Importante trafiletto, ieri, su «Il Sole 24ore», siglato Saverio Fossati, che ringraziamo per l’attenzione con cui segue le nostre vicende.
Ovviamente quel «no al Ddl» del titolo significa: «no al Ddl così come è stato riscritto dalla Commissione Giustizia del Senato». Per il resto il nostro è un unico e inequivocabile SÌ: SUBITO IL DDL A TUTELA DELL’ACQUIRENTE DI IMMOBILI!!!! AL SENATO.
Il testo della mozione del Comune di Firenze
Ecco qui il testo della mozione approvata il 22 dicembre scorso dal consiglio comunale di Firenze.
Un unico neo: a un certo punto della mozione si parla della legge 38 come «votata all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati lo scorso 9 aprile 2003». La legge 38 è, invece, stata approvata all’unanimità un aula! Insomma, per quanti sforzi si faccia non si riesce mai a percepire da parte delle istituzioni quell’attenzione seria e consapevole di cui abbiamo bisogno. Al cittadino è richiesta, giustamente, una precisione e un’avvertenza inderogabile, in molti aspetti dei suoi atti civili, così non accade da parte delle istituzioni. Sarà un dettaglio ma una legge approvata in aula all’unanimità è cosa ben diversa di una legge approvata in Commissione, tanto è vero che il testo licenziato dalla commissione giustizia del Senato a noi non va bene e cercheremo in aula di modificarla.