La casa di Luciano Alì all’asta

Luciano Alì, una persona che è nel CONAFI dall’inizio, con una storia incredibile alle spalle, vedrà la sua casa messa all’asta il 19 dicembre prossimo, giudice Prevete (che già conosciamo!). Le case sono quelle della Coop 2000 di Rivarossa a Torino. Siamo tutti vicini a Luciano, persona deliziosa e come al solito credo non mancherà il sostegno del CONAFI Piemonte che è, per non si sa quale congiuntura giuridica, quello più bersagliato dalle aste. Si può dire che non passa settimana che non ci sia un’asta!

Ieri la Commissione Giustizia non ha discusso della legge. Nel frattempo un articolo della Gazzetta immobiliare di Bologna, molto diffuso perché gratuito. E un genere di informazione che si tende a trascurare. In realtà, finendo nelle mani di chi è orientato o sta decidendo l’acquisto della casa, le informazioni come quelle che leggerete sono molto importanti per allertare i cittadini. Quindi tutte le volte che appaiono articoli su questi fogli segnalateli in modo che si possano pubblicare sul blog.

Fallimento MADI: incontro tra le famiglie

La settimana prossima si terrà un incontro tra le famiglie del fallimento MADI di Assago. Vicenda finita come tutti sanno con il riacquisto, onerosissimo, della loro casa. Caruso, di fronte a queste famiglie, si produsse un anno e mezzo fa nella parabola del cammello e della moneta più sotto ricordata da Magni. Credo che i cittadini di Assago avranno modo e voglia di invitare il senatore alla loro assemblea per raccontare nuovamente la graziosa novella, prendendo il suo posto. Senatore, diranno: dalla sua attività senatoriale non abbiamo visto nessun cammello… non possiamo darle nessuna moneta. In democrazia la moneta sono i voti! Chi è lo sprovveduto?

Un commento di Marco Magni…

… all’improvvida sortita di Caruso comparsa su «Italia Oggi»:

… sprovveduti ?!? ma senatore … ci faccia il piacere !!!!!!
Il retropensiero che i cittadini coinvolti nei fallimenti immobiliari siano in fondo degli sprovveduti non riesce proprio a toglierselo dalla testa ed inevitabilmente emerge!!!
Ma, in Italia, nel mercato delle case in costruzione non vige, come lei vagheggia, la legge «prima vedere cammello poi dare moneta!!!».
Se vuole acquistare una casa l’acquirente è costretto dal mercato a pagarla prima di diventarne proprietario, i soldi versati non sono assolutamente tutelati e in caso di fallimento del costruttore sono persi!
Chi ve lo fa fare di accettare?!? … «o così o prego si accomodi… tanto fuori c’è la fila!».
È la classica situazione dove il potere contrattuale tra le parti è squilibrato e se non interviene la legge il più forte non rinuncia alla sua supremazia!!!
Non ci dica che l’acquirente può informarsi sull’affidabilità della società!!! Ha forse provato a farlo, è praticamente impossibile salvo per casi di tagliagole che girano con la bandiera nera con teschio e tibie incrociate regolamentari!
Ma stiamo parlando della normalità, perché, come ben sa, anche le aziende normali falliscono!
All’acquirente non resta che rinunciare all’acquisto o affidarsi a un processo che oggettivamente non controlla! … in fondo, uno pensa, non capiterà proprio a me!?! E poi ho un contratto … c’è la giustizia … c’è la legge … non siamo in una giungla !
Purtroppo il rischio esiste … la legge non prevede nessuna tutela per l’acquirente e oggi 200.000 famiglie sono toccate da questo problema!
Ci vorrebbe una legge che senza equivoci, visto l’impatto sociale delle ricadute sull’acquirente, i sacri principi costituzionali del diritto alla casa e alla tutela del risparmio, garantisca tutto ciò!
… forse ci vorrebbe un legislatore che condivida questa gerarchia di valori!
Ma la prego … non ci chiami sprovveduti … potremmo dubitare che sappia di che cosa sta parlando!!!!

Siamo alla stretta finale

La Commissione giustizia del Senato sta stravolgendo la legge Duilio e i segnali che ci giungono ci dicono che il tutto è espressione della volontà del presidente Antonino Caruso, volontà alla quale pochi si possono sottrarre… non si capisce in base a quale patto corporativo dal momento che se sono in quel posto lo devono unicamente al consenso popolare e non certo all’eccellenza della loro dottrina giuridica. Vale a dire: sono stati eletti in una consultazione politica e alla politica rendono conto. Speriamo che la politica si faccia sentire. Stiamo cercando di sensibilizzare il mondo politico su ciò che sta avvenendo all’interno della Commissione Giustizia del Senato: stanno massacrando una legge votata all’unanimità alla Camera! Come è possibile?

8:14:27 AM

La discussione in Commissione Giustizia

Le cose, sono sincero, non si stanno mettendo bene: la commissione giustizia ha ieri iniziato la discussione della legge 2195 e, nella convinzione di migliorarla, la sta di fatto affondando sotto i colpi degli emendamenti del sen. Caruso. Motivati da esigenze tecniche, nella realtà diminuiscono la copertura fideiussoria (dal 100% al 60%), limitano l’escussione tempestiva dei soldi dell’acquirente e, insomma, non realizzano, presi nel loro complesso, quello sganciamento dell’acquirente dalla procedura fallimentare che è il nostro obiettivo. Lo stesso, occorre ribadirlo a tutti, che è stato ottenuto da decenni negli altri paesi europei.

Senza contare il massacro del fondo di solidarietà ridotto a nulla e attribuibile chissà quando e a chi: certamente non a tutte le famiglie che a oggi hanno dato vita al CONAFI e si sono mosse con abnegazione civile quasi unica nel nostro panorama nazionale.

Abbiamo inviato mail ai componenti la commissione e a vari deputati che potrebbero influire sulla qualità della discussione. Non è semplice e forse è il passaggio più difficile che ci siamo trovati ad affrontare da tre anni di attività del CONAFI.
Questo è il verbale della discussione di ieri in commissione giustizia del senato.

Sono disponibili i verbali della riunione di ieri integrati dai testi approvati… sempre per una maggiore intelligenza di come stanno andando le cose.

Cosa succede in un tribunale

La cronaca, al solito intensa di Antonino Salerno su cosa è accaduto ieri al Tribunale di Torino.

L’ennesimo osceno mercato: 7 abitazioni, pagate e abitate da 10 anni dai promissari acquirenti. In nome del popolo italiano. Fra queste la casa dell’amico Francesco Russo. L’aula era zeppa. Come CONAFI hanno partecipato rappresentanze del condominio La Torre, di Via Nizza, del fallimento di Castel’Alfero oltre a Zebelloni, Rubino e molti altri di cui non ricordo il nome o che non ho visto nella concitazione della mattinata. Le istituzioni erano rappresentate dall’assessore all’urbanistica della Provincia Rivalta, la politica dal solo ma combattivo Mario Contu (consigliere regionale di Rifondazione). Per gli speculatori presenti il clima, nonostante i ripetuti interventi del Giudice dott.ssa Prevete, non era dei più favorevoli, la tensione alle stelle. All’inizio ho comunicato ai presenti che i lotti di Mathi Canavese erano occupati da chi la casa l’aveva pagata. Il Giudice mi ha zittito minacciando di farmi uscire dall’aula. Inizia l’asta dei NOSTRI lotti e la società immobiliare concorrente si ritira, a quel punto scoppiano gli applausi, il Giudice minaccia denunce per turbativa d’asta a destra e a manca, ma la gioia è grande e incontenibile. Purtroppo per uno dei lotti c’è uno sciagurato concorrente, un privato deprivato di ogni morale, che se lo aggiudica ai danni di una vedova. Rovinando la festa. Abbiamo promesso a questa donna, cui hanno scippato la casa, che non sarà lasciata sola. È una promessa che dobbiamo mantenere, con l’aiuto di tutti, e sono sicuro che la manterremo. Nessuno dovrà più essere lasciato solo in balia di quel mostro giuridico che è la legge fallimentare italiana. Gli speculatori sono avvisati.

Cosa fare per la signora unica vittima dell’asta? Franco Casarano propone:

1. individuiamo l’acquirente e il suo domincilio e attuiamo un sit-in permanante (tenda, cartelli, sciopero della fame ecc.) davanti a casa sua per invitarlo a rinunciare all’acquisto (si potrebbe studiare se ciò che perderebbe come cauzione versata potesse essergli rimborsato); 2. diamo a questa iniziativa un grande rilievo mediatico (si tratta del caso umano di cui i media sono sempre affamati). Ovviamente la proposta è formulata senza avere idea del contesto in cui l’iniziativa si cala, delle possibilità di realizzazione (localizzazione, forze in campo ecc.). Se tutto ciò fosse attuabile si realizzerebbe una prova di forza che avrebbe un forte impatto di dissuasione anche per i casi futuri. Non sono certo che la spunteremmo nel caso in questione, ma sono certo che in altre occasioni la gente ci penserebbe bene prima di contrapporsi alle nostre iniziative. Pensiamoci.