Di questa dichiarazione sentivamo un’acuta mancanza!

RISPARMIO: PEZZOTTA, BASTA CON L’ENFASI DEL RISPARMIATORE SERVONO NUOVE REGOLE DI DEMOCRAZIA ECONOMICA (ANSA) – ROMA, 6 FEB – Basta con l’enfasi del risparmiatore: quello che serve sono nuove regole di democrazia economica per rendere il nostro capitalismo più trasparente. Così il leader della Cisl, Savino Pezzotta, è tornato sulle recenti vicende Parmalat e Cirio. «Sono stanco – ha detto intervenendo a un convegno sull’etica nella finanza – di questa enfasi eccessiva del risparmiatore. Certo, i risparmiatori vanno tutelati, ma sanno benissimo che se investono in azioni rischiano. Del resto – ha aggiunto – non è che quando si rischia e si guadagna va bene e quando si perde a pagare deve essere la comunità. Così non va bene».

E una dichiarazione sconcertante, che viene dalla stessa cultura che ispira anche un certo tono intorno alle nostre vicende… al Pezzotta non sfiora l’idea che quei piccoli risparmiatori siano le stesse persone che hanno in tasca la tessera del suo sindacato. Alla fine sembra che a fare gli affari debbano essere sempre gli stessi, nominati per decreto divino e sanzione sociale. Complimenti, un vero contributo alla modernizzazione del nostro paese.

Il balletto delle dichiarazioni

Il balletto delle dichiarazioni a favore dei risparmiatori prosegue, inarrestabile (e altrettanto privo di conseguenze concretamente riscontrabili). Questa di Maroni è arrivata nella mattinata di ieri, proprio nel corso di un incontro all’ABI: «Quello che è avvenuto – ha detto Maroni – pone una questione, e cioè se sia responsabile il comportamento di una azienda che trasferisce sui clienti il rischio di impresa».

Ma per gli acquirenti di case in costruzione il «rischio di impresa» E DA SEMPRE STATO TRASFERITO IMPROPRIAMENTE SUI CLIENTI!!! ALMENO DAL 1942!!! Coraggio Parlamentari, ancora uno sforzo e riuscirete a vederci!!!!

Rompere il muro dell’indifferenza!!!

Dagli incontri di questi ultimi quindici giorni con i gruppi politici emerge forte la sensazione che siamo ancora molto lontani da quella percezione ragionata del problema e della sua soluzione che, l’anno scorso, consentì alla Camera l’approvazione unanime del ddl 38.

Giunti a questo punto abbiamo l’obbligo morale, oltre che civile, di richiamare i signori del Senato alle loro responsabilità: devono approvare il ddl 2195 al più presto e con le modifiche da noi proposte!

Chi avesse in questi giorni difficoltà a ricevere la posta elettronica qui può leggere l’ultima news del CONAFI.

Introdotto il reato di «nocumento al risparmio»

Il ddl sull’Authority per il risparmio introduce il reato di «nocumento al risparmio» e prevede sanzioni Fino a 12 anni di reclusione per i danni che possono essere configurati come «fenomeni di massa».

Quanto a «nocumento» non siamo secondi a nessuno!! Quanto a «di massa» diteci se 200mila sono pochi! Eppure non c’è nessuna possibilità che questo provvedimento possa essere applicato alle famiglie vittime dei fallimenti immobiliari. Se è il segnale, come sembra dire Tremonti, che qualcosa pur bisogna fare per tutelare i risparmiatori, ebbene, senza chiedergli nulla al Senato c’è solo da modificare lo sciagurato intervento della Commissione Giustizia e alzare la manina. Non chiediamo neppure uno straccio di Authority che, di questi tempi, sembra non si possa negare a nessuno.

La notizia del nocumento.

Trafiletto del «Sole24Ore»

Importante trafiletto, ieri, su «Il Sole 24ore», siglato Saverio Fossati, che ringraziamo per l’attenzione con cui segue le nostre vicende.

Ovviamente quel «no al Ddl» del titolo significa: «no al Ddl così come è stato riscritto dalla Commissione Giustizia del Senato». Per il resto il nostro è un unico e inequivocabile SÌ: SUBITO IL DDL A TUTELA DELL’ACQUIRENTE DI IMMOBILI!!!! AL SENATO.

Il testo della mozione del Comune di Firenze

Ecco qui il testo della mozione approvata il 22 dicembre scorso dal consiglio comunale di Firenze.

Un unico neo: a un certo punto della mozione si parla della legge 38 come «votata all’unanimità dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati lo scorso 9 aprile 2003». La legge 38 è, invece, stata approvata all’unanimità un aula! Insomma, per quanti sforzi si faccia non si riesce mai a percepire da parte delle istituzioni quell’attenzione seria e consapevole di cui abbiamo bisogno. Al cittadino è richiesta, giustamente, una precisione e un’avvertenza inderogabile, in molti aspetti dei suoi atti civili, così non accade da parte delle istituzioni. Sarà un dettaglio ma una legge approvata in aula all’unanimità è cosa ben diversa di una legge approvata in Commissione, tanto è vero che il testo licenziato dalla commissione giustizia del Senato a noi non va bene e cercheremo in aula di modificarla.

Dichiarazioni di Tremonti

Sui giornali di oggi sono sintetizzate le dichiarazioni del ministro Tremonti.

PARMALAT, TREMONTI: «PRESTO LA RIFORMA A TUTELA DEL RISPARMIO». Parlando da Bruxelles, il ministro dell’Economia ha precisato: «è un problema reale, che interessa il portafogli della gente. Perciò ho presentato al governo la bozza di riforma della legge: più controlli, più trasparenza, più protezione, più tutela del risparmio».

Fin qui Tremonti. Noi ricordiamo nuovamente l’art. 47 della Costituzione: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione». Più lo leggiamo più ci rendiamo conto non solo della distanza che si è aperta tra l’incoraggiamento e la tutela, da una parte, e la disciplina e il coordinamento del credito, dall’altra, ma di come sia stato altamente rischioso e, per 200mila famiglie negli ultimi dieci anni, sommamente dannoso aver favorito l’accesso del risparmio alla proprietà dell’abitazione senza aver realizzato la prima parte dell’articolo. OGGI PARLAMENTO E ISTITUZIONI SONO IN GRADO DI PORRE RIMEDIO AGLI EFFETTI SULLA SECONDA PARTE DELL’ARTICOLO PRODOTTI DALLA MANCATA APPLICAZIONE DELL’ART. 47… e senza riforme, con un semplice ddl.

Proposte di modifica al testo dell’art. 3 del ddl S. 2195

Un documento molto molto importante: si tratta delle proposte di modifica al testo dell’art. 3 del ddl S. 2195 così come licenziato dalla Commissione Giustizia del Senato il 14 novembre 2003.

Come potete notare la proposta di modifica è stata concordata e viene sostenuta insieme con l’ANCE, l’Associazione nazionale costruttori. L’importanza del fatto che due portatori di interessi vitali per il settore, gli acquirenti e i costruttori, abbiano assunto una posizione comune sulla vicenda della messa in sicurezza del mercato per quanto riguarda i rischi che attualmente corrono gli acquirenti, è evidente.

Adesso tocca al governo e alle forze politiche che lo sostengono e, per la loro parte, che non è poca cosa, che lo avversano, ma che dovrebbero essere unite nel sostenere l’approvazione della legge ripristinando lo spirito con la quale fu approvata all’unanimità alla Camera l’aprile dello scorso anno.

Il documento può essere stampato e reso noto ai politici, locali, nazionali ecc. che hanno rapporto con CONAFI-ASSOCOND.

Tavoli di trattativa in Emilia-Romagna

Una delle richieste che CONAFI-ASSOCOND muovono alle istituzioni è l’impegno regionale a sovraintendere «tavoli di trattativa» al fine di valutare alternative alle rituali procedure fallimentari. Oltre a contributi, nelle forme da individuare, a chi deve affrontare un’asta, a chi deve formulare proposte transattive, verso chi ha già subito il danno ripagandosi la casa o addirittura perdendola. Questi devono essere i punti sui quali l’impegno dei diversi CONAFI regionali deve farsi sentire… in attesa dell’approvazione della legge 2195.

In questo senso si è mosso Antonio Monteleone nei confronti della Regione Emilia-Romagna. I risultati potete leggerli qui.