Una nota di Pierpaolo Molinengo che riprende freschi dati ANCE… conferma i nostri

Boom di fallimenti delle imprese, verso quota 10.000
di Pierpaolo Molinengo
Sono dati sempre più allarmanti quelli analizzati dall’Ance a inizio 2013. L’emorragia di posti lavoro non si arresta ed è ormai arrivata a colpire anche le strutture imprenditoriali più solide. L’assenza dei pagamenti da parte della PA, la restrizione del credito oltre alla cronica, ormai, mancanza di lavoro stanno riducendo allo stremo un settore che prima della crisi pesava l’11 % del Pil con circa 3 milioni di addetti considerando l’indotto.
«La crisi del settore delle costruzioni ha raggiunto livelli tali che rischia di trascinare l’economia italiana nel baratro: l’agenda politica e il prossimo Governo devono tenerne conto», afferma il presidente dell’Ance, Paolo Buzzetti, che si rivolge ai candidati premier perché affrontino l’emergenza economica legata al settore.
Ad allarmare sono i nuovi dati sui fallimenti di impresa che nei primi nove mesi del 2012 hanno raggiunto la cifra record di 9500, destinata ancora crescere. Si tratta di un incremento del 25,3% rispetto al 2009.
Record negativo anche per la disoccupazione. I senza lavoro nelle costruzioni sono ormai 360 mila, circa 550mila se si considera l’indotto.
Una situazione che rischia di peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi se non si metteranno subito in campo interventi utili ad arrestare il declino. Interventi e proposte che l’Ance illustrerà nelle prossime settimane ai candidati premier delle principali forze politiche in campo che hanno accettato di partecipare a un incontro con i vertici dell’Associazione nazionale costruttori edili. In quell’occasione il Presidente Buzzetti consegnerà ai leader politici un documento con le principali misure da prendere subito per risollevare l’economia: investimenti mirati, riduzione del costo del lavoro, pagamento delle imprese, riattivazione del circuito del credito, nuovo patto di stabilità, revisione della tassazione degli immobili (la casa è il bene più tassato d’Italia), apertura del mercato e più semplificazioni.
Ma non manca anche un riferimento alle strategie per il futuro delle quali il Piano città, con un programma di investimenti per la rigenerazione urbana e la messa in sicurezza degli edifici, è il punto centrale.

Speriamo, contro ogni evidenza visti i comportamenti attuati da ANCE in questi mesi, che quella richiesta di «più semplificazioni» non contenga la cancellazione del d.lgs 122!

Il caso COPALC di Bologna in un articolo di «Repubblica» ed. di Bologna

Qui l’articolo di Repubblica sul caso COPALC.

Si può anticipare, in attesa della nostra presa ufficiale sul caso, alcune brevissime osservazioni.
Balza agli occhi la scarsa cultura di gestione della crisi che circonda questa vicenda, ma in genere tutte quelle che riguardano i fallimenti immobiliari. L’impressione è quella per cui ognuno va per la propria strada, per altro rigidamente fissata dalla legge di procedura, senza tenere in alcun conto, se non a parole e a buone intenzioni le sorti di coloro che sono le vere vittime del dissesto, vale a dire i SOCI COOPERANTI CHE NON COOPERAVANO AFFATTO! Sì, perché la storia che si tace è proprio questa: le famiglie sono state coinvolte nel fallimento… ma non dovevano essere, in qualità di soci, i veri e propri “costruttori” della propria casa?
E qui veniamo al punto dolente: se si è arrivati a questo punto è proprio per il fatto che la governance della coop. ha agito in modo tale da caricare sulle spalle dei soci la responsabilità delle sue cattive scelte di gestione. Sarebbe interessante leggere i resoconti della assemblee, le delibere, le maggioranze, coloro che davvero costituivano le coop e come agivano. Lo farà sicuramente il curatore ma a questo punto gli errori di gestione cadranno sulle spalle di coloro che quelle decisioni non le avevano prese o se le avevano viste imporre. Davvero una brutta storia da cui è possibile uscire solo se c’è una volontà chiara e concreta di tutelare le famiglie coinvolte e da parte delle stesse famiglie la volontà di procedere alla costituzione di un Comitato in grado di indirizzare la pletora di cause e causette legali che graveranno, ulteriore danno alla beffa, sui loro patrimoni.

Elenco dei candidati della lista Mario Monti a cui è stato inviato il memorandum [in aggiornamento]

Dato il numero considerevole di candidati che sono stati raggiunti dal memorandum qui si presenta solo l’elenco della lista Monti. Nei post precedenti quelli del centrosinistra e in quello prima ancora centrodestra.
I tre asterischi indicano che non c’è stata ancora alcuna risposta. Senza asterischi risposta positiva.

Scelta Civica Mario Monti:

  • Ilaria Borletti Buitoni * * *
  • Mario Mauro * * *
  • Bruno Molea

    Gentile Riccardo come ho avuto già modo di rispondere alla sua Presidente, sono a disposizione per approfondimenti e valutazioni su eventuali azioni da intraprendere se sarò eletto. Un cordiale saluto. Bruno Molea

  • Lelio Alfonso

    Grazie a lei, Riccardo. È un tema che va assolutamente affrontato con concretezza.

  • Maurizio Baradello * * *
  • Mariano Rabino * * *
  • Vittoria Albertini

    Gentile Sig. De Benedetti, la ringrazio per avermi informata anche di questo contesto. Mi impegno ad informarmi in merito e a tenermi in contatto con voi. Io da amministratrice locale, impegnata come assessore all’urbanistica e attenta ai temi della legalità credo che il sistema, nel suo insieme, non possa più permettersi di rimandare misure per una reale giustizia sociale. Condizione indispensabile per una crescita sostenibile e sana del nostro Paese.
    Grazie. Buon lavoro a tutti noi… per un Paese migliore!

  • Stefano Dambruoso * * *
  • Gianfranco Librandi

    Grazie Riccardo,andrò certamente a leggere il memorandum. Cordialmente. G. Librandi

  • Marta Sempio * * *
  • Riccardo Puglisi

    Grazie x l’informazione, ci do un’occhiata attenta.

  • Andrea Casolari * * *
  • Marcello Carli * * *
  • Domenico Menorello * * *
  • Mauro Libè * * *
  • Raimondo Soragni * * *
  • Giulia Bongiorno * * *
  • Enrico Zanetti * * *
  • Andrea Causin * * *
  • Gian Luigi Gigli * * *
  • Claudio Ceper * * *
  • Roberta Oliaro * * *
  • Simonetta Saveri

    Inoltro la sua mail alla candidata! La segreteria

  • Irene Tinagli

    Grazie per la segnalazione, mi sembra un tema importante, guarderò con attenzione il memorandum che ha inviato.
    Cordiali saluti, Irene Tinagli

  • Adriana Galgano

    Il messaggio è stato inoltrato alla Signora Adriana Galgano questa mattina, grazie per averci contattato.

  • Daniele Morini

    Buongiorno De Benedetti, mi impegno a studiare la questione e a farle sapere cosa ne penso in tempi brevi. Leggendo il suo messaggio, mi sembra una cosa molto importante e interessante. Grazie per la segnalazione, buon lavoro e a presto. DM

  • Gabriele Marinozzi * * *
  • Mario Andrenacci * * *
  • Marco Simoni * * *
  • Federico Fauttilli * * *
  • Gabriele Picano

    Gentilissimo sig. Riccardo, la ringrazio della segnalazione, proprio oggi la stampa riporta un mio intervento su un nuovo modello di edilizia che soddisfi le mutate esigenze di economicità e comfort. Vorrei intervenire anche sulla questione da Lei suggerita, ma essendo molto delicata ho necessità di un confronto anche telefonico con chi conosce a fondo le problematiche in questione per questo mi farebbe molto piacere che Lei si mettesse in contatto con il sig. ********* in maniera da coordinarci. La saluto ringraziandola di nuovo

  • Giulio Cesare Sottanelli * * *
  • Alfredo D’Ercole

    Buonasera e grazie per l’intervento. Conosco il problema in qualità di architetto. È una cosa molto seria e degna della massima atttenzione. Purtroppo la costruzione di abitazioni è un’attività che presenta ancora molti margini di innovazione e, soprattutto, di sicurezza per la tutela dei consumatori. Mi auguro di vero cuore potermi mettere a disposizione per risolvere questa annosa questione. Per far questo è necessario, prioritariamente, essere eletto. Per questo Le chiedo il voto Suo edegli associati per la Lista MONTI, l’unica ad avere quell’autorevolezza a risolvere i problemi di sviluppo e crescita dell’Italia. Rimango a disposizione per qualunque chiarimento e/o incontro.

  • Michele Scasserra

    Grazie a voi. Ne prenderò atto con la speranza di potermi impegnare concretamente. Cordiali saluti, Michele Scasserra.

  • Luciano Cimmino * * *
  • Diego Guida

    Gentile De Benedetti, conosco il tema che trovo di grande attualità e che si lega con una serie di interventi che il nuovo governo non potrà tralasciare. Mi auguro di poter intervenire concretamente per il rispetto delle leggi e delle regole, ad ogni modo mi sento di evidenziare per le prossime imminenti attività la questione nei diversi consessi che mi vedranno partecipe.

  • Antimo Cesaro

    Gentile dottor De Benedetti, girerò, appena possibile, la sua mail al professore Cesaro. Intanto le chiedo di inviarmi un recapito telefonico e/o un contatti mail per poterla raggiungere. La ringrazio per l’interessamento. Attendo risposta. Cordiali saluti, staff comunicazione.

  • Angelo Antonio D’Agostino * * *
  • Armando Lamberti * * *
  • Gaetano Piepoli

    Sono a vostra disposizione. La tutela del principio di legalità è da sempre il mio primo interesse.

  • Alfonso Ernesto Navazio * * *
  • Beniamino Quintieri

    Grazie a Lei per l’importante segnalazione.

  • Sergio Nucci * * *
  • Gea Schirò Planeta * * *
  • Andrea Vecchio ex presidente ANCE Catania * * *
  • Roberto Visentin * * *
  • Pierpaolo Vargiu

    Caro De Benedetti, mi perdoni, confesso di non conoscere a fondo la materia che lei propone, ma garantisco il mio impegno a studiarla. Mi sembrerebbe così evidente che debbano essere sanzionate le imprese che non applicano la legge…

  • Giorgio La Spisa

    Caro De Benedetti, la vostra iniziativa mi sembra veramente interessante. Il mercato immobiliare è stato sempre un fulcro dell’economia, sia nelle fasi di espansione sia in quelle recessive. Ma spesso è ignorato il vero protagonista: la persona che investe nella casa per sé e per i propri figli. L’incertezza non giova a nessuno e reprime il mercato. Mi rendo disponibile e mi impegno anche pubblicamente, collegandomi con i vostri riferimenti sardi.
    Cordiali saluti

  • Noemi Sanna * * *
  • Vasco Cannatà * * *
  • Elenco dei candidati di centrosinistra e liste minori a cui è stato inviato il memorandum [in aggiornamento]

    Dato il numero considerevole di candidati che sono stati raggiunti dal memorandum qui si presenta solo l’elenco dello schieramento di centrosinistra e liste minori. Nel post precedente il centrodestra e in quello successivo la lista Monti.
    I tre asterischi indicano che non c’è stata ancora alcuna risposta. Senza asterischi risposta positiva.

  • Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile) * * *
  • Elena Tagliani (Sinistra Ecologia e Libertà) * * *
  • Massimo Mezzetti (Sinistra Ecologia e Libertà)

    Buongiorno Nadia, conosco, ahimè, molto bene la questione essendone rimaste vittime persone a me care. Cercherò, in caso di elezione, di farmene carico per quanto sarà nelle mie possibilità. Grazie per il contributo di idee. Un cordiale saluto e buon lavoro anche a lei.

  • Tino Magni (Sinistra Ecologia e Libertà) * * *
  • Giovanni Paglia (Sinistra Ecologia e Libertà)

    Buonasera Nadia, la questione che ponete mi è ben nota, per ragioni professionali e non solo. Non posso che condividere l’esigenza posta di rafforzare l’effettiva applicabilità della norma, che ha l’indiscusso merito di tutelare la parte contrattualmente più debole, ovvero l’acquirente. Sono certo che nei prossimi mesi riusciremo a fare un passo nella giusta direzione, nella convinzione che l’attuale, negativa congiuntura del mercato dell’edilizia debba essere non un alibi per l’ammorbidimento delle norme, ma piuttosto un’occasione per una sua migliore strutturazione.
    Cordiali saluti

  • Matteo Dall’Osso (Movimento 5 stelle) * * *
  • Adele Gambaro (Movimento 5 stelle) * * *
  • Michela Montevecchi (Movimento 5 stelle)

    Gentile Nadia, leggo volentieri il documento che mi sottopone. Cordiali saluti Michela

  • Andrea De Maria (PD)

    Grazie! lo leggerò con attenzione.

  • Claudio Broglia (PD) * * *
  • Chiara Scuveri (PD)

    Memorandum consegnato a mano da Flavia Ferrari: «Pensavo che mi avrebbe dato la solita risposta “grazie per la documentazione, lo leggerò, rimandiamo a dopo le elezioni, ecc.”. Sono invece rimasta piacevolmente stupefatta perché davanti a me avevo una interlocutrice preparatissima sull’argomento! Il giorno prima dell’incontro era entrata nei nostri siti e si è studiata il decreto Legge! Incredibile ma vero».

  • Dario Franceschini (PD) * * *
  • Pier Luigi Bersani (PD) * * *
  • Giovanni Legnini (PD) * * *
  • Roberto Speranza (PD) * * *
  • Vincenzo Folino (PD) * * *
  • Roberta Agostini (PD) * * *
  • Assunta Tartaglione (PD) * * *
  • Valentina Paris (PD) * * *
  • Simone Valiante (PD) * * *
  • Andrea De Maria (PD) * * *
  • Matteo Richetti (PD) * * *
  • Marilena Fabbri (PD) * * *
  • Gianna Malisani (PD) * * *
  • Ettore Rosato (PD) * * *
  • Enrico Gasbarra (PD) * * *
  • Stefano Fassina (PD) * * *
  • Marietta Tidei (PD) * * *
  • Ileana Argentin (PD)

    Non mi piace prendere impegni a vanvera, comunque le prometto che mi interesserò.

    Le ho risposto: «Credo di averle inviato una documentazione tale per cui è difficile, almeno nel nostro caso, prendere impegni a vanvera: la nostra questione è molto concreta e concretamente risolvibile, dal momento che è già stata risolta con una legge in vigore e disattesa solo e grazie dal comportamento illegittimo di tanti imprenditori e cooperative (vedi il caso Confcooperative di Bologna di questi giorni di attualità drammatica). Si tratta di sanzionarlo… esattamente come si sanziona chi passa con il rosso… Non lo si fece perché si opposero al momento della delega coloro che ora la boicottano e pur di approvarlo si optò per una sanzione nominale come la nullità relativa del preliminare, ma l’imperatività della norma è assoluta per tutti. Grazie dell’attenzione».

  • Paolo Gentiloni (PD) * * *
  • Donatella Ferranti (PD) * * *
  • Fabio Melilli (PD) * * *
  • Maria Teresa Amici detta Sesa (PD) * * *
  • Andrea Orlando (PD) * * *
  • Anna Giacobbe (PD) * * *
  • Francesco Prina (PD) contattato personalmente da Marco Magni
  • Franco Mirabelli (PD) contattato personalmente da Marco Magni e me
  • Mario Tullo (PD) * * *
  • Marco Meloni (PD) * * *
  • Matteo Mauri (PD) * * *
  • Michela Marzano (PD)

    Grazie per la segnalazione.
 Staff

  • Giuseppe Civati (PD) * * *
  • Lia Quartapelle Procopio (PD) * * *
  • Canio Trione (PD)

    Buonasera, grazie! Ho già trasmesso a Francesco Laforgia e Eleonora Cimbro prossimi Deputati quanto ricevuto. Ora faccio altrettanto con la Erica D’Adda prossima Senatrice. A breve ci sentiamo. Saluti. Canio Trione.

  • Emanuele Fiano (PD) * * *
  • Francesco Laforgia ed Eleonora Cimbro (PD) hanno rilasciato questa dichiarazione

    Come candidati alle elezioni politiche del 24-25 febbraio 2013 riteniamo che la piena applicazione delle tutele previste dal d.lgs 122 sia fondamentale sia per le numerose famiglie coinvolte, purtroppo, in un meccanismo distruttivo sia per le imprese che svolgono con serietà il proprio lavoro. È evidente che per ottenere la piena applicazione della legge vada introdotto un efficace ed equo impianto sanzonatorio, attraverso una concertazione tra tutti i soggetti coinvolti, che riduca drasticamente il numero delle imprese che disattendono la normativa.

  • Erica D’Adda (PD) * * *
  • Vinicio Peluffo (PD) * * *
  • Alessia Mosca (PD) * * *
  • Ernesto Preziosi (PD) * * *
  • Miriam Cominelli (PD)

    Grazie Riccardo. La mia attenzione c’è!.

  • Antonio Misiani (PD) * * *
  • Elena Carnevali (PD) * * *
  • Daniele Marantelli (PD) * * *
  • Cinzia Fontana (PD) * * *
  • Alan Ferrari (PD) * * *
  • Marco Carra (PD) * * *
  • Lorenzo Guerini (PD) * * *
  • Emanuele Lodolini (PD)

    Grazie a lei.

  • Laura Venittelli (PD) * * *
  • La situazione critica delle coop edilizie di Bologna consorziate con Confcooperative

    È da più di un anno che ci stiamo occupando di alcune situazioni di crisi in provincia di Bologna. Si tratta di coop consorziate con Confcooperative. In un caso la situazione, ingarbugliata e complessa come tutte, coinvolge decine di coop del consorzio COSVEDIL. L’altra, ancor più preoccupante, è esploso in questi giorni e si chiama COPALC.
    Alla base della situazione di crisi c’è la disapplicazione delle norme di tutela del d.lgs 122/05. I signori che hanno gestito le cooperative, tutti soci non assegnatari, quindi fuori dai rischi connessi alla partecipazione all’edificazione delle abitazioni, si sono ben guardati da rendere esecutiva la norma e hanno disatteso le aspettative e i diritti dei loro soci. Questo è accaduto per scelta politica, e ripeto, SCELTA POLITICA DI CONFCOOPERATIVE che sin dall’entrata in vigore della legge non ha voluto applicarla attuando comportamenti illegittimi. Adesso deve risolvere il problema SENZA CHE I SOCI CHE HANNO AVUTO FIDUCIA IN CAPACITÀ IMPRENDITORIALI INESISTENTI SUBISCANO PIÙ DANNI PATRIMONIALI DI QUANTI GIÀ NON NE STIANO SUBENDO!!!

    Qui alcuni degli articoli che stanno scandendo la situazione nel Bolognese dal sito del Comune di Castenaso.

    L'editoriale di Guglielmo Pelliccioli di «Il Quotidiano Immobiliare» autorevolissima testata del mondo immobiliare

    È un’analisi spietata, a cui manca solo l’esplicita menzione della questione fallimenti e dell’improvvido e insostenibile coinvolgimento dei clienti, ma la cui ombra aleggia su tutto l’intervento. È mai possibile che un’associazione industriale che si vanta di operare per il bene della nazione riesca, tra le tante sue malefatte, a rivendicare il boicottaggio di una legge dello Stato? Torno a ripeterlo per l’ennesima volta: il d.lgs 122/05 non funziona solo per esclusiva volontà di chi non la vuole applicare. Lo testimonia quel 30% di imprese, meritorie e, a questo punto è il caso di dirlo, penalizzate dalla concorrenza sleale dei delinquenti. La nostra battaglia per l’applicazione della legge è anche a sostegno di queste imprese… sia chiaro una volta per tutte!!

    Ance, un fallimento di sistema

    L’editoriale di Guglielmo Pelliccioli

    Anche se non siamo mai stati teneri con la categoria dei costruttori ci dispiace leggere che nei primi nove mesi del 2012 sono fallite 9.500 imprese edili in Italia e che dal 2009 il settore ha perso 360 mila posti di lavoro. Colpa della crisi, del mancato pagamento delle pubbliche amministrazioni, della stretta creditizia, del patto di stabilità, della tassazione sugli immobili. Ci spiace che una persona seria come Paolo Buzzetti, presidente dell’Ance, non aggiunga mai a questo elenco di giuste recriminazioni anche la voce ‘Ance’, nel senso delle imprese aderenti, non certo dell’associazione. Colpe che a nostro avviso si concentrano in un unico grande peccato: la mancanza di lungimiranza.
    Le imprese edili non hanno mai fatto lo sforzo di conseguire dimensioni maggiori, non hanno mai sfidato se stesse cercando commesse all’estero, hanno avuto una visione monocorde e miope della propria mission occupandosi solo di costruire e mai di gestire, sono sempre state poco capitalizzate, hanno preferito mantenere una struttura familiare anziché manageriale, hanno sempre fatto ricorso esclusivamente al credito bancario ignorando altre forme di finanziamento. Insomma non sono cresciute. Anche dal punto di vista della trasparenza hanno lasciato molto a desiderare, così come non si sono mai preoccupate di migliorare la loro immagine verso l’esterno impegnandosi nel comunicare e ribadire la loro volontà di rispettare e conservare il territorio. Hanno costantemente messo il business davanti a tutto ignorando di avere anche un ruolo e una responsabilità in materia di tutela del patrimonio, di conservazione del decoro urbano, di salvaguardia di valori estetici e di qualità della vita.
    Chi costruisce le città ha anche il dovere etico e morale di renderle vivibili, funzionali, innovative, sostenibili. Per la verità molti studi pregevoli in merito sono stati commissionati ad esperti di ogni campo proprio dalla stessa Ance; l’impressione tuttavia è che siano state più delle belle esercitazioni accademiche che dei modelli di comportamento da seguire. Parlando con molti imprenditori del settore non mi è mai parso che questo fosse per loro un tema prioritario: l’importante era arrivare ad avere la concessione, ottenere la massima cubatura possibile, spuntare i minori oneri di urbanizzazione, chiudere in fretta i cantieri, vendere in corso d’opera. Stiamo ovviamente generalizzando; non ignoriamo certo che tra i costruttori vi siano aziende moderne, attente all’evoluzione urbana, sensibili ai temi della qualità, condotte con intelligenza e attenzione.
    Queste imprese sono le avvisaglie di come dovrà essere il futuro, ma faticano ancora a svilupparsi, complice indubbiamente la crisi. Certo ha ragione Buzzetti a lamentarsi di uno Stato che non onora i suoi debiti (ma non era stato raggiunto un accordo, presidente?): roba davvero da quarto mondo (con tutto il rispetto per il quarto mondo). Occorrerebbe chiedere a Berlusconi e Monti cosa hanno fatto, in qualità di capi degli ultimi due governi, per saldare il pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese prima di andare a chiedere il voto a quelli che hanno contribuito a far fallire.
    Ha ragione Buzzetti nell’affermare che la situazione è diventata insostenibile oltre che drammatica, che il rilancio dell’edilizia è propedeutico alla ripresa del paese, che il Piano delle Città va perseguito senza indugi. Però non si può solo chiedere senza aver fatto un’analisi dei propri errori e dimostrare di non volerli ripetere. Affermare che “la crisi del settore delle costruzioni ha raggiunto livelli tali che rischia di trascinare l’economia italiana nel baratro” ci sembra quasi intimidatorio oltre che colpevole.
    Quello che si percepisce dalle giuste istanze dell’Ance è che si vada alla ricerca di uno o più colpevoli, come se tutto fosse avvenuto solo per circostanze avverse e imprevedibili. Eppure la crisi, come sostiene Antonio Gennari, direttore del Centro Studi, loro l’avevano prevista e in tempo. Ma allora com’è che non si sono attivate tutte le misure appropriate per non soccombere così pesantemente cercando nuove strade e opportunità?

    I documenti della vergogna!!!

    Qui potete scaricare il rapporto di «Scenari Immobiliari» che documenta il livello di disapplicazione del d.lgs. 122 da parte dei costruttori.
    L’altro documento sono i dati CERVED sui fallimenti immobiliari conseguenti alla crisi in atto… crisi che nulla ha a che fare con la legge di tutela e che anzi, se applicata, avrebbe favorito il lavoro delle aziende sane e corrette!!!

    Rapporto di «Scenari Immobiliari».

    I dati sui fallimenti immobiliari dal 2006 al 2011 su base di dati fornita da CERVED.