La trasmissione «Forum» disinforma

Un caso di disinformazione grave alla trasmissione «Forum», una di quelle che apparentemente è dalla parte dei cittadini. Ecco come la racconta Riccardo Barabani:

Una signora ligure in collegamento con lo studio televisivo, racconta la sua storia e dice sinteticamente che ha acquistato un immobile che ha pagato quasi interamente per 180 milioni contro i 210 milioni concordati ma ahime, il costruttore fallisce e… La sua domanda è: cosa posso fare? Questa la risposta del giudice.
Esiste una legge del 1942 che dice che in caso di fallimento il curatore può… ma signora non si preccupi non c’è scritto che deve. Quindi il mio consiglio è di rivolgersi ad un avvocato, lui si metterà in contatto con il curatore, gli parlerà, le dirà che lei salda con i 30 milioni che deve ancora della differenza dando così esecuzione al suo preliminare e vedrà che senz’altro il curatore, mettendosi una mano sul cuore, sarà d’accordo a chiudere il tutto e la sua storia avrà termine. Vede questa è una legge vecchia, ripeto del 1942, e vi sono stati tante variazioni e casi che l’hanno ormai modificata. Stia tranquilla, vedrà che il curatore capirà e lei signora starà tranquilla.

Ora, naturalmente tutto questo è assolutamente falso. Abbiamo scritto un fax da inviare alla trasmissione, ma come prevedibile, il fax è praticamente disinserito! Si può personalizzare e tentarlo di inviare via mail alla redazione di Rete4 (rete4@mediaset.it) sperando che la rottura di… li costringa a passare i messaggi alla redazione di «Forum».

Operazione «Senatore… ma cosa aspetta?»

È partita l’operazione «Senatore… ma cosa aspetta… a discutere il ddl 2195?». Noi c’eravamo prima della Parmalat e se andate avanti così ci saremo anche dopo!

Chi ci legge, e non ha ricevuto le news del CONAFI, deve contattare il senatore eletto nel proprio collegio e consegnargli, adeguatamente personalizzata, la lettera che qui potete scaricare (in Word). Lo scopo è quello di territorializzare il problema agli occhi del senatore: deve sapere che nel collegio elettorale in cui è stato eletto avvengono cose la cui esistenza o conosce per sentito dire, dai giornali o conoscenze o tramite il CONAFI nazionale… o non conosce affatto. Ma le vittime sono elettori e tra poco ci sono le elezioni… a buon intenditor poche parole.

Riduzione del danno

Come ci scrive da Torino Antonino Salerno, uno degli obiettivi del CONAFI, insieme con l’approvazione della legge di tutela degli acquirenti, è la riduzione del danno là dove si è verificato o si sta verificando.
In questo senso la vicenda che ha visto protagonista il condominio «La Torre» è emblematica e significativa di quanto dovrebbe e potrebbe essere fatto da tutti i Comitati che aderiscono al CONAFI-ASSOCOND per ottenere quella giustizia che la legge non garantisce loro.
Questo il comunicato conclusivo sulla vicenda:

Oggi, 26 febbraio 2004, alle ore 13, nello studio del notaio Pregno, con l’atto di frazionamento del mutuo si è conclusa l’odissea delle 48 famiglie di via Pietro Cossa. Dopo ben dieci (10) anni di ansie e sei mesi di estenuanti trattative, infuocate assemblee, manifestazioni, addirittura una delibera di Consiglio regionale ottenuta nello spazio di una giornata, in aggiunta a ulteriori sacrifici economici, le 48 famiglie potranno per la prima volta tornare nella casa che abitano sapendola propria e nella certezza di non poterne più essere cacciati. Ribadiamo ancora una volta, non per tediare ma perché costretti dall’incredibile posizione assunta dalla II Commissione giustizia del Senato, dove si è impantanata da quasi un anno la «nostra» legge di tutela già votata all’unanimità dalla Camera, che solo un intervento legislativo a salvaguardia del risparmio impiegato nell’acquisto della casa, come recita peraltro la nostra Costituzione (art. 47), potrà fermare lo stillicidio di questi drammi umani e sociali. Ma, dobbiamo prendere atto che in Parlamento tutto è più importante e urgente di questa legge dovuta alle vittime e voluta dalle associazioni, dai costruttori, dalle banche, dal mondo cooperativo, dalla Camera, da tutti insomma ma non dal Presidente della II Commissione sen. Antonino Caruso.
Comunque, uno dei 400 casi piemontesi è stato risolto e vogliamo qui ringraziare chi ha reso possibile questo esito.
Le Istituzioni innanzitutto, nelle persone degli assessori Roberto Tricarico, Franco Botta e del Presidente del Consiglio regionale Roberto Cota, i consiglieri regionali Roberto Placido e Ennio Galasso (fra i tanti non citati con cui mi scuso), l’AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane) nella persona del geom. Renato Gariano, l’avvocato Alessandro Re e il comitato La Torre che hanno fatto un ottimo lavoro di squadra con la nostra associazione, la banca Mediocredito che si è resa disponibile in più occasioni e aspetti della vertenza e, per concludere, anche i media che si sono ripetutamente occupati della vicenda e non ci hanno fatto mai mancare lo spazio informativo quando poteva essere utile al buon esito della strategia che abbiamo seguito.

Il convegno di Bologna

Ieri sera convegno dell’UDC a Bologna, dedicato alla tutela del risparmio. Tra gli altri, intervenuti sui temi di attualità, la partecipazione della consigliera regionale, capogruppo dell’UDC in Regione Emilia Romagna, Maria Cristina Marri. Un intervento appassionato ed emotivamente partecipato che ha scosso non poco l’uditorio che si apprestava ad ascoltare, forse, asettiche letture sullo stato comatoso in cui versa il risparmio in questa particolare congiuntura.
Maria Cristina Marri ha confermato il sostegno che il sottosegretario on. Michele Vietti fornisce alla soluzione da noi proposta all’impasse provocato dagli emendamenti approvati in Commissione Giustizia in Senato.
Una partita che, a questo punto, CONAFI e ASSOCOND devono giocare con più decisione se non vogliono rischiare l’irreparabile.

Convegno UDC a Bologna, 23 febbraio

Lunedì, 23 febbraio, a Bologna, l’UDC ha organizzato un convegno dedicato al tema del risparmio. Il titolo, quanto mai appropriato: «La Costituzione italiana tutela il risparmio». Avremmo preferito il punto interrogativo… ma l’importante è parlarne e, soprattutto, agire di conseguenza, perché se c’è l’interrogativo all’ora bisogna fare in modo di toglierlo, se invece ci si riferisce al dettato costituzionale occorrerà verificare se sia stato applicato. Il nostro caso dice di no.
Il programma ufficiale non prevede la nostra partecipazione, anche se Cristina Marri, consigliere regionale, interverrà sul tema: faremo in modo di esserci (Antonio Monteleone sta contattando gli organizzatori bolognesi che ben ci conoscono). Il convegno inizia alle 18, all’Holiday Inn Bologna City, p.zza della Costituzione 1 (ma va!!!).

Perché nel pavese?

Ercole Marrico invia l’articolo della «Provincia pavese» di domenica 8 febbraio (qui il richiamo in prima), che racconta il fallimento in cui è coinvolto insieme con altre 12 famiglie. Grazie a Filiberto Mayda, cronista della «Provincia pavese» per l’eccellente lavoro di documentazione su una realtà drammatica che ancora troppo spesso viene ignorata.
Notizia dell’ultima ora: dopo l’uscita di questo articolo, l’esecutore fallimentare ha acconsentito alla trattativa diretta tra banche e avvocati delle famiglie coinvolte (mera coincidenza???).

Una considerazione e un invito: un articolo per ognuno dei fallimenti che il CONAFI ha registrato sarebbe la goccia che ogni giorno ricorda a chi decide di fare in fretta e bene il suo dovere: interrompere questo scempio!!! Approvare il ddl 2195 al Senato al più presto possibile così come è stato approvato alla Camera!!!!

La manifestazione del Condominio La Torre

Si è svolta la manifestazione a Torino del condominio «La Torre». Non è andata male e qualche risultato lo si è avuto. Soprattutto si comincia a osservare un impegno più concreto da parte delle amministrazioni.
Lo scrive Antonino Salerno nel comunicato stampa ufficiale di CONAFI-ASSOCOND Piemonte:

Un centinaio di persone ha oggi manifestato davanti la sede del Consiglio regionale. Chiedevano un intervento decisivo della Regione in merito alla vicenda che vede 48 famiglie residenti in via Pietro Cossa rischiare casa e risparmi a causa dell’insolvenza del consorzio costruttore. Ancora una volta la legge fallimentare italiana, unica in Europa a non prendere neppure in considerazione la tutela del risparmio impiegato per l’acquisto della casa, stava per mietere le sue vittime. E però accaduto un piccolo ed inaspettato miracolo. Gli assessori, i tecnici, i rappresentanti politici di maggioranza ed opposizione, le associazioni, hanno lavorato senza sosta dalle 10 della mattina per una soluzione che è sfociata in una delibera di Consiglio, redatta in giornata e votata all’unanimità dal Consiglio alle 17. Questa delibera sblocca l’erogazione di un finanziamento, di cui è creditore il consorzio in difficoltà, che consentirà il frazionamento del mutuo e la cancellazione dell’ipoteca gravante sull’immobile. Salvando le case alle 48 famiglie. Riteniamo questo evento eccezionale un segnale politico importantissimo. Le istituzioni cominciano a farsi compiutamente carico dei danni causati dalla legge fallimentare, riconoscendone esplicitamente l’iniquità e riaffermando la necessità e l’urgenza di una legge nazionale di tutela del risparmio destinato alla casa di abitazione. Esattamente come recita l’articolo 47 della Costituzione italiana. Questo risultato si è potuto ottenere grazie alla sensibilità di tutto il Consiglio regionale, in particolare dell’assessore Botta e del Presidente Cota, ma anche dell’assessore comunale Tricarico che si è sempre speso su questa questione. Non ultimi tutti i cittadini coinvolti che hanno saputo mantenersi uniti e determinati. Ci auguriamo che gli ultimi passi procedurali possano ora compiersi senza sorprese.

Ma ad Avigliana non scherzano quanto ad assurdità

Un altro caso, questa volta ad Avigliana, in provincia di Torino, raccontato da Riccardo Barabani:

La famiglia vittima è quella di Antonio Bianco, coinvolta nel fallimento «Cooperativa Casa del Lavoratore» insieme con altre 22 famiglie. La situazione è fresca di fallimento, le famiglie o non si parlano o si vergognano di dire quanto gli sta succedendo. Il signor Antonio è il più attivo anche se si sente ancora addosso quel timore nell’osare a parlare con il sindaco piuttosto che con il senatore di turno. Vi è stato l’incontro con il Sen. Cambursano, sempre disponibile, sempre vicino alle famiglie, sempre vicino a Conafi. Oltre a sottoporgli l’ennesima ingiustizia, proprio nel suo territorio, abbiamo discusso a lungo con lui di quanto sta succedendo a Roma. Poi Salamone e Bianco hanno incontrato presso il comune di Avigliana il sindaco: si è impegnata ad intervenire a favore delle vittime e ha chiesto la documentazione sul caso. Molto preoccupata dalle dichiarazioni di CONAFI: o le istituzioni intervengo o i mobili della gente li troverà in piazza. Parlerà anche con Chiamparino e la Bresso, e si è impegnata a inoltrare mozione e sollecito di intervento verso Provincia e Regione.
Infine dal sindaco di Giaveno, che non a caso è l’on. Napoli, già vicino a CONAFI nel passato (caso Zebelloni) che si è impegnato appena Bianco gli porterà la documentazione a fare immediatamente un’interrogazione parlamentare a favore oltre che della vittima dell’impegno che CONAFI ha costante sul territorio.