Dimore storiche da salvare… perché?

È il titolo di copertina del settimanale di «Quotidiano Immobiliare», diretto da Guglielmo Pelliccioli.
È un titolo che mi provoca e mi spinge al paradosso.
Sì, contrariamente alla vulgata pietistica che reclina il capino sul passato e con fare compunto elenca le cose da salvare (dopo che si sono distrutti gli uomini), sostengo che le cose debbano andare alla malora, almeno come si sono fatti andare alla malora vite ed esistenze di persone in carne ed ossa, non pietre, malte, stucchi e ghirigori che i saperi del mondo assegnano a un’epoca per poi riprenderli nella successiva.
Due gli insegnamenti di quel titolo, che si riferisce al progetto di salvataggio di palazzo Cagnola, in via Cusani a Milano, palazzo che ospitò il grande feldmaresciallo Radetsky durante la dominazione austriaca di Milano:
allora è vero che la Storia è storia di distruzioni? Allora è vero che resta sempre qualcosa da salvare dal suo movimento esasperato? Ma allora perché ne riproponiamo a ogni occasione la forza propulsiva e l’inarrestabile e trionfante marcia?
E soprattutto, perché vogliamo salvarne le testimonianze quando sappiamo che la loro permanenza testimonia visivamente lo scempio di vite sul quale si sono costruite?
Salviamo le dimore del presente e dal presente, sono qui che gli uomini vivono e penano. Che possano penare meno e vivere meglio solo perché villa Cagnola si è salvata non lo credo… fino a prova contraria.

Qui l’ottima rivista di Pelliccioli.

Robert Worsley, un agricoltore inglese che ha rifiutato ben 275 milioni di sterline (circa 378 milioni di euro, appunto) per un terreno di 550 acri

Apparentemente non è cosa che ci riguarda. Eppure a leggerla bene, questa notizia [qui il link] ha notevolmente a che fare con le nostre vicende. Si tratta non soltanto della testimonianza di una persona che si è rifiutata di adorare il dio denaro, ma di farlo perché convinto che lo imponeva l’attenzione ai vicini, agli amici, alla comunità e ai luoghi su cui è insediata da sempre una comunità di esseri umani e naturale che non voleva essere deturpata da costruzioni devastanti. Questo signore ci dice che si può avere una concezione della proprietà non individualista o assoluta, ma animata dalla cura di ciò che, per meriti propri o degli avi, ci è stato affidato.

Quante delle storie drammatiche che abbiamo documentato in questo blog nascono invece proprio dal contrario di questo atteggiamento?

Dopo tanti anni di questo blog, verrebbe da dire troppi

Una riflessione veloce (in parte anticipata sulla versione Facebook): ho ripristinato il blog che racconta e documenta dal 2003! sì: dal 2003, buona parte dell’attività di ASSOCOND-CONAFI sulla questione dei fallimenti immobiliari. Non è tutta l’attività di ASSOCOND-CONAFI. Molto è stato fatto sulla riforma del condominio. Moltissimo si è speso sulla tutela del condomino. I professionisti che fanno parte dell’ossatura di ASSOCOND-CONAFI hanno continuato a fornire ai più il meglio delle loro capacità. Lo hanno fatto direttamente con la loro attività professionale; spesso e volentieri spendendosi in vicende oscure e difficili, salvando decine di famiglie dal baratro del fallimento economico ed esistenziale.

Eppure, in questa vicenda c’è un convitato di pietra il cui ruolo doveva essere decisivo e lo è stato in misura inferiore alle aspettative. Sono le famiglie, le persone direttamente coinvolte e intrappolate nel meccanismo.
E qui parlo personalmente. Non sono un legale. Sono un cittadino che professionalmente ha fatto altro: ha scritto, scrive e continuerà a farlo. Mi sono dato il compito, assieme all’avv. Franco Casarano e Marco Magni, di portare a termine la missione che ci siamo dati nel lontano 2000: garantire ai cittadini italiani l’acquisto sicuro della propria casa. La legge è stata approvata; il diritto al risarcimento pure. Si tratta di applicarla. Manca un piccolo tassello, importante: le sanzioni per chi la legge non la vuole applicare. Questo è il nostro impegno in questi ultimi anni, questo è quello che documenterò sul blog e sui social sui quali siamo presenti.

Spesso devo rispondere a obiezioni e perplessità che troverebbero una facile risposta se soltanto qualcuno di coloro che pongono domande facesse scorrere anche velocemente tutto ciò che c’è scritto in questo blog; le storie, le difficoltà, il dibattito parlamentare per ottenere la legge e via via tutto ciò che ne è seguito e lo ha preceduto. Gli interventi sui giornali, sulle tv, le polemiche con giuristi, associazioni, imprenditori ecc.

Un lavoro immenso, svolto da pochissime persone, a cui spesso ha fatto da contraltare la crassa ignoranza di chi pur coinvolto in quelle vicende riparte sempre da zero, come se il mondo, le cose e le persone che si sono mosse e hanno lavorato senza chiedere nulla in cambio, non fossero mai esistiti.

Si dice che siamo un popolo senza memoria e senza la necessaria attenzione. È la verità. È per questo che ogni volta che sento gettare la croce addosso a qualcuno e a qualcosa conto non fino a dieci ma fino a mille, prima di prendere per oro colato rimproveri, imprecazioni e maledizioni che, queste sì, lasciano il tempo che trovano e non spostano di un millimetro le cose.

Noi questo millimetro lo vogliamo spostare.

Le città si espandono sempre più ed in modo disordinato: i dati dell'ISPRA

Una fotografia del disastro ambientale procurato dalla cementificazione che ha accompagnato negli ultimi decenni lo sviluppo (si fa per dire) della nostra nazione.
Il ruolo del settore delle costruzioni è trainante… nello sfacelo, beninteso. Quanto al famoso 20% di contributo al PIL credo sia ampiamente rimangiato dai danni sociali e ambientali che questo ha comportato.
Sul sito di ASSOCOND-CONAFI la sintesi della ricerca dell’ISPRA.

FOCUS PMI sul Valore economico della legalità – Oggi a Milano

Ne sappiamo bene noi che dall’entrata in vigore del d.lgs 122 di comportamenti illegali ne documentiamo quasi quotidianamente gli effetti e i disastri.

La ricerca dell’istituto Tagliacarne, su iniziativa dello «Studio LS LexJus Sinacta», il cui presidente è l’avv. Franco Casarano, ha introdotto nella discussione decine di temi. Alla discussione hanno partecipato Antonio Calabrò, Consigliere Incaricato Assolombarda Legalità e Responsabilità Sociale d’Impresa; Claudio De Albertis, Presidente Assimpredil Ance; Domenico De Angelis, Condirettore Generale Banco Popolare; Alessandro Maggioni, Presidente Nazionale Federabitazione-Confcooperative; Alfio Marchini, Imprenditore e Consigliere dell’Assemblea Capitolina; Matteo Piantedosi, Prefetto Vice Capo della Polizia; Livia Pomodoro, Presidente Emerito Tribunale di Milano. moderati da Alessandro Platerpoti, vicedirettore del «Sole24Ore».

Per ora un dato che conoscevamo per esperienza diretta, drammatico:

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La drammatica discesa delle disponibilità del Fondo

Il Fondo per le vittime dei fallimenti immobiliari, a costo zero per lo Stato, accusa da anni ormai una drammatica discesa delle sue disponibilità, tanto da rendere altamente improbabile una nuova tranche dell’indennizzo dovuto.

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Queste le cifre riassuntive:
Totale introiti  a febbraio 2015= 72.350.250 €
Totale introiti 2014 = € 3.960.891 su medesimo periodo 2013 -22,12%
Introiti set.-ott.-nov.-dic. 2014 = €1.394.091
su medesimo periodo 2013  -4,94%

Ancora una volta connessi!

Finalmente di nuovo operativo! Dopo il salvataggio dell’anno scorso negli ultimi mesi anche il nuovo server ha mostrato segni di cedimento. Nuova migrazione e nuova veste (ancora da migliorare e da completare) per le cronache di una vergogna tutta italiana: una legge importante per i risparmi dei cittadini ignorata e disattesa solo per l’arroganza, miope e cialtrona di una classe imprenditoriale penosa e fuori dal tempo.

Con l’occasione ho scorso la storia di questo blog che raccoglie e sintetizza, senza esaurirla, l’attività dell’associazione e, soprattutto le storie e le sofferenze di coloro che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma dei fallimenti immobiliari, a partire dal 2003.

Ne sono orgoglioso, anche se la tristezza per tutti coloro che non ci sono più, e sono tanti, è tanta, unita alla rabbia per il soccombere di tante speranze… concrete, non sogni appesi nell’aria.

Ieri sera è stato approvato l'emendamento!!!!

Con la conversione in legge del decreto «sblocca Italia» le famiglie alle quali CONSAP ha respinto la domanda di ammissione al Fondo in quanto vittime di «esecuzioni giudiziarie» e non di «procedure concorsuali» potranno essere riammesse alle provvidenze del Fondo!!!!
Un risultato che dobbiamo innanzitutto alla costante dedizione, ai limiti della caparbietà, di Marco Magni, vicepresidente di ASSOCOND-CONAFI; alla supervisione tecnico-giuridica di Franco Casarano e di Simona Bezzi e di un manipolo trasversale di deputate e deputati, senatrici e senatori.
Particolarmente attiva e partecipe alle sorti dell’emendamento, e non dall’ultima fase, l’on. Eleonora Cimbro e il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro a cui va il nostro sentito ringraziamento.
Per quanto mi riguarda, visto che un blog è più di una cronaca asettica, non posso che esprimere la felicità di lavorare con delle persone il cui valore morale ed etico, oltre che tecnico, non è espressione di un mero interesse transitorio ma comportamento abituale.